Recensione Anteprima Michela Monti 83500

Appena ho finito di leggere questa storia (ieri mattina) ho cominciato a blaterare (e non positivamente) ad alta voce (la mia threesome può confermare) e mi sono presa tutto il giorno per pensarci. Ora basta rimandare!

15990462ReBurning Prison, carcere di massima sicurezza, anno 2020 circa.
Melice Redding è una condannata a morte, ma non ricorda il perché.La causa dell’amnesia è la separazione da sua figlia appena partorita e per questo Mel entra in stato di shock.
Grazie a Gabriel uscirà dalla catatonia, e sempre grazie a lui, la donna avrà la possibilità di tornare indietro, prima che il crimine per cui è condannata venga commesso.
Melice viaggia nel tempo per rivivere il suo passato senza nessun ricordo dell’arresto, senza condizionamenti.
Tutto procede regolarmente, fino alla notte di Halloween.

La storia è divisa in tre parti.
– introduzione: Cella 3 della Zona Nera del Carcere facciamo la conoscenza della condannata a morte “83500” (Melice)

 «…smetti di chiamarla per nome. Non devi legarti a lei, è sciocco e doloroso ….Se hanno dei codici distintivi è anche per noi. I loro nomi sono dettagli troppo intimi. Lo capisci, tesoro? Meno sappiamo di loro meno ci affezioniamo. Sono cadaveri ambulanti,»

Questo viene detto al Guardiano di Anime (Gab) che nei confronti di questa detenuta mostra un particolare attaccamento. Di questo primo segmento mi è piaciuto il modo in cui ha reso l’aspetto cupo della situazione. Gab mi ha incuriosito e affascinato abbastanza.

– Sviluppo: A Mel viene data una seconda possibilità, quella di ritornare indietro all’epoca dei fatti e vedere se la vicenda, che in quel carcere l’ha portata, si sarebbe ripetuta.
Mel è una comune ragazza: che studia architettura, ha un padre assente affettivamente, una madre che se male non ho capito l’ha abbandonata, Bea (la sua migliore amica, malata di cuore, io ho preferito di più lei) e amici random. Ha un fidanzato Shawn  che lascia per Richard (che a sua volta lascia la sua fidanzata per Mel), due uomini pessimi travestiti da bravi ragazzi!

Allora io in questa seconda parte mi sono un po persa, nel senso che: Mel mi è stata davvero davvero tanto sulle scatole, alcune volte ho avuto l’impressione che fosse solo una pessima attrice della sua vita, forzata a tratti. La maggior parte dei dialoghi sono …. Boh! Diciamo che io almeno i tre quarti li avrei tolti perché li ho trovati inutili e mi hanno fatto perdere il ritmo nella storia, che già di suo è lento.
Su quello che succede la notte di Halloween e le conseguenze e gli strascichi, e pure il colpevole, non spoilero nulla ma durante la lettura è tutto prevedibile! E si arriva alla
terza parte, quella con tutte le risposte. Il finale è aperto e possibilmente pieno di speranza.

Gli do tre stelle (perché ci sono degli spunti interessanti) con molta riserva (perché ribadisco Mel l’ho mal sopportata, per la maggior parte dei dialoghi, per un percorso psicologico [parlo di quello che accade a Mel] a tutto volume che viene silenziato improvvisamente) 

Tami Veldura Stealing Serenity

Un bdsm che ha tutta l’eleganza del bianco&nero, un erotico raffinato e bello da leggere!

37939719Cosa succede quando un ladro professionista incontra un esperto di nodi? Si ritrova invischiato tra le sue corde!
Daniel ha portato a termine molte truffe pur di riuscire a mettere le mani su un bottino. Questa volta la sua attenzione è puntata sulla “Serenity”, una fotografia dal valore di quattro milioni di dollari, che rappresenta l’opera più costosa a cui abbia mai dato la caccia. Per scoprire dove si trova, però, deve avvicinarsi a Kearin, proprietario di una casa d’aste e fotografo.
Quando lo incontra a un evento, Kearin capisce che Daniel può essere una risorsa per il ramo non-profit della sua azienda, ma l’offerta di lavoro che gli fa ha un altro scopo: metterlo davanti alla sua macchina fotografica. Preferibilmente nudo, legato e voglioso, per soddisfare la richiesta specifica di un cliente, con un portfolio che lo renderà il migliore del suo campo.
Daniel accetta prontamente di posare per lui, convinto che questo lo condurrà alla “Serenity”, ma ciò che non si aspetta è di innamorarsi della particolare intensità di Kearin.
Sceglierà la fotografia o il cuore di Kearin?

Daniel, il ladro (nella mia testa ha il volto di mio marito), il suo obbiettivo è rubare la una foto che costa na barca di piccioli : la “Serenity”. Perciò comincia a lavorare per la casa d’aste che si è occupata della vendita, concentrato al massimo sul suo obbiettivo…. Almeno finché il proprietario della casa d’aste, Kearin (maestro nell’arte dei nodi e della dominazione, tanto sicuro di se al punto di apparire arrogante, una presenza magnetica) non lo coinvolge in un progetto fotografico altamente erotico a tema bdsm.

I due si studiano e si girano intorno, ognuno dei due cercando di ottenere il proprio obbiettivo,ingannandosi a vicenda

«Hai trovato un pezzo di me, ma non è tutto il puzzle.»
«Scoprirò gli altri pezzi,» disse Kearin con la più assoluta certezza.
Sapeva quanto era attraente? Daniel emise un lungo sospiro. Voleva che Kearin lo guardasse, che lo vedesse veramente, e non lo studiasse solamente dall’altra parte delle corde e della lente. Desiderava che capisse che c’era molto di più di Daniel ….

E Daniel ad un certo punto rischia di mandare tutto a puttane finché non ritrova il punto centrale della sua missione

La fotografia è tutto.

L’arte della fotografia e la ricerca dello scatto perfetto è la perfetta cornice a questi due uomini e al loro percorso insieme, a quello che reciprocamente si danno: Daniel con il suo lasciarsi dominare e “vedere”. Kearin non nascondendo la sua vulnerabilità e lasciandosi “dominare” dal sottomesso!

Il finale è di quelli che mi ha fatto esclamare “Nooooo è già finito? Peccato, ne voglio ancora!” ….  Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire): libellula

Cathryn Fox Il suo chiodo fisso (In the Line of Duty #1)

37887616“Una volta che la miccia è accesa, c’è un solo modo per spegnere la fiamma.”
Un anno fa, Colle Sullivan ha fatto una promessa sul campo di battaglia, sigillata con il sangue di un uomo morente: prendersi cura della sorella minore del suo migliore amico. E adesso è costretto a convivere con il fatto che Gemma Matthews è del tutto off limits.
Benché Gemma abbia sempre avuto una cotta per l’artificiere – moro e bellissimo, anche se fin troppo serio – non riesce a dimenticare il suo passato rifiuto. Ed eccoli ora, dieci anni dopo, con Cole ancora nel ruolo di protettore. Ma quando lei lo scopre a osservarla dalla casa di fronte, coglie al volo l’opportunità di fargli vedere tutto ciò che si è perso.
Cole riesce a malapena a mantenere la calma davanti allo spettacolino di Gemma in camera da letto. Non è mai stato un uomo che corre rischi, ma la campagna di seduzione senza limiti della donna accende la miccia di una bomba che può solo finire per esplodergli in faccia.
Il pensiero di fare marcia indietro viene spazzato via da una passione bollente e sconsiderata che lo lascia con un quesito: come farà a vivere tra i cocci acuminati della promessa infranta?

Allora nel complesso la storia mi è sembrata abbastanza carina, piuttosto scialla e disimpegnata, porta a casa la sufficienza ma con qualche riserva.

Gemma è la veterinaria di un rifugio che accoglie randagi, è una ragazza benestante e il suo impegno è raccogliere fondi per tenere il centro aperto. Un tipo cocciuto e determinato.
Cole è un soldato coi suoi tormenti, è uno

«Tosto, ruvido e duro,» sussurrò. «Ma così dolce. Tanto, tanto dolce.»

Gemma e Cole hanno un passato in comune che comincia con il fatto che Cole è un “randagio” e la famiglia di Gemma è stato il suo rifugio, inoltre quand’era una pischelletta Gemma ha cercato di sedurre Cole che gli ha dato il due di picche.
Quando s’incontrano di nuovo la scintilla della passione inevitabilmente divampa impetuosa.

Parlando per metafora: questa storia è come la pianura padana, la tensione sessuale che poi si sviluppa è come la nebbia, troppa nebbia che soffoca tutto il resto secondo me. I personaggi sono sviluppati in maniera superficiale e non sono riuscita ad affezionarmi, Gemma a volte mi ha dato fastidio con tutto sto bollore e “io la notte me mozzico er cuscino”, e Cole per quanto mi è piaciuto, perchè è tanto caruccio lui, ad un certo punto nella mia testa è diventato Edward Cullen, niente di male a me Edward piaceva tanto…..Solo che ad una certa ebbasta figlio mio.

 Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) la doccia (che insieme alla scena “emotiva” verso il finale è il momento che maggiormente ho apprezzato)                    

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Per il ciclo
Wazzapp, messaggi #random, ad un certo punto:
(Io)”…. – Kelly che minaccia Nick con la colazione….”
(Iss O Pupazz) “Ok lo chiedo e aspetto la punizione … Ma quando Kelly minaccia Nick con la colazione?”


Ma Gigiaaaa come puoi cascarmi così??? ….. Conseguenze inaspettate (Sidewinder #1)

Kelly spostò la mano sul comodino e afferrò una strisciolina di pancetta, lanciandogliela addosso con una risata e un’imprecazione. «Ehi! Poi tocca pulire a me!» «Allora comincia a farlo,» ribatté lui, prendendo una manciata di uova fredde e mollicce. «No,» lo ammonì Nick, puntandogli un dito contro. Kelly sollevò un sopracciglio. «Non ti azzardare.» «Vieni a farmi una coccola con un bel finale.» Nick continuò a puntargli il dito. «Non mi lascio ricattare.» «Coccola,» continuò lui, muovendo la mano. «Non tratto con i terroristi!» «Avanti, Nicko. Vieni a farmi una bella coccola mascolina.» «Metti giù le uova.» «Prometti di farmi una coccola?» gli chiese. L’uomo alzò gli occhi al cielo. «Sì. Ora posa quelle uova.» Kelly sorrise soddisfatto e lasciò ricadere le uova nel piatto

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Per la serie #LettureInAnteprima Il suo chiodo fisso (In the Line of Duty #1) Cathryn Fox comincia così ….

«Cos’è preso ai cuccioli stasera?» domandò la veterinaria Gemma Matthews alla sua assistente mentre finiva di sistemare l’ultimo cagnolino ululante nella cuccia. Victoria simulò un brivido e lanciò un’occhiata nervosa verso la finestra del rifugio. «È la luna, sarà piena domani notte.» Nonostante la sensazione di inquietudine che si stava facendo largo dentro di sé, Gemma rise della ragazza e seguì il lungo cono argenteo di luce lunare che tracciava una scia sul pavimento di cemento. Raggiunse l’ingresso della clinica, stranamente silenziosa dopo una giornata di operazioni impegnative, e si voltò verso Victoria. Roteò gli occhi e disse: «Hai visto troppi film horror.» L’assistente si mise un velo di lucidalabbra, fece schioccare la bocca e replicò: «Ehi, potrebbe succedere.» Gemma inarcò un sopracciglio, prendendosi gioco della giovane che aveva assunto appena uscita dal college. «Tu credi?»
«Certo.»

 

Recensione anteprima M.J. O’Shea Sulla buona strada

37560686Quando l’uomo con cui sta da dieci anni lo lascia la sera del suo trentesimo compleanno e annuncia dieci ore dopo il suo fidanzamento con un ventiduenne, Angus è affranto, per non dire peggio. Trascorre intere giornate a letto, si ubriaca tutte le notti e finisce col perdere sia il lavoro che l’appartamento in cui abita. Il suo migliore e più vecchio amico, Reece, decide quindi che è ora di intervenire e di cambiare aria.
Reece e Angus partono insieme per un viaggio attraverso gli Stati Uniti. Non hanno un itinerario prestabilito; partono e basta. Ad Angus ci vogliono un paio di giorni per rispondere al suo amico con qualcosa di più che grugniti, ma alla fine si apre. I due guidano, parlano, si leccano le ferite, piangono, a volte bevono un po’ troppo, ballano, fanno nuove amicizie… e da qualche parte tra la Portland dell’Oregon e la Portland del Maine s’innamorano.
Ed è l’ultima cosa al mondo che Angus si aspettava.

È una storia di migliori amici: Angus e Reece lo sono da una vita.
Angus è gay e sta con un uomo da 10 anni, il suo fidanzato – tale Brad – è un testa di banana marcia, sin dalle prime righe si capisce che questo rapporto è spento e vuoto. Infatti il suddetto testa di banana marcia decide di lasciare Angus il giorno del suo trentesimo compleanno per poi fidanzarsi l’indomani con un altro più giovane … Io appena l’ho letto ho sperato in un ritorno di karma molto molto malvagio!

Naturale che in risposta Angus mi cade in depressione, quando arriva a toccare il fondo con la punta dei piedi (beve troppo, perde il lavoro, non paga affitto e bollette …) ecco che arriva Reece e lo trascina in questo on the road improvvisato. E un poco alla volta Angus si sveglierà dal torpore autoindotto dall’alcol, di tappa in tappa (Las Vegas, Santa Fe, Il Coachella, New Orleans la mia preferita…) tra i due nascerà timido un amore che aspettava solo il momento giusto per sbocciare, e che smonterà le certezze di Angus:

“E poi dici di essere etero,” scherzò Angus.
“Sei tu che lo dici.” Quindi Reece indicò il bagno. “Adesso vai a lavarti.” Angus si mise a cercare dei vestiti puliti nella borsa, ma più che altro tentava di riprendere fiato. Erano anni che Reece gli diceva cose del genere, ma stavolta gli era sembrato serio. Ed era serio tutte le volte che avevano scherzato sul fare pompini e pomiciare coi ragazzi?
“Reece?” Non era un tipico argomento di conversazione tra amici, ma doveva sapere. “Sì?”
“Sei…” Ad Angus sembrava di avere la gola sigillata. “Sei mai stato con un uomo?”
“No.” Proprio come pensava. “Allora perché dici cose del genere?”
“Sei mai stato a Parigi?” gli chiese l’amico. “Sto parlando sul serio.”
“Anch’io,” ribatté Reece guardandolo. “Ci sei mai stato? A Parigi?”
“Lo sai che non ci sono mai stato.”
“Ma sei sicuro che, se dovessi andarci, ti piacerà” continuò Reece piegando la testa da un lato, come se aspettasse che finalmente il tardo Angus ci arrivasse.
Oh. Merda. Reece gli stava davvero dicendo quello che lui pensava gli stesse dicendo? “Quindi… non sei mai stato con un uomo, ma sei certo che non ti dispiacerebbe.”
“Ѐ più o meno così.” Si strinse nelle spalle. 

E una cosa che mi sono dimenticata a sottolineare è che il loro rapporto è stato sempre fisicamente affettuoso, il che mi fa anche partorire il pensiero che Angus è pure caruccio però il prosciutto sugli occhi è il suo stile di vita, d’altra parte le famiglie dei due picciotti hanno sempre caldeggiato/sognato/sperato in questa unione 😉 

Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) assenzio.

Recensione Anteprima N.R. Walker Natale di terra rossa (Red Dirt #3.5)

37547715Travis stava alla Sutton Station da poco più di un anno. Tecnicamente eravamo fidanzati, ma non lo avevamo detto a nessuno.
Lui era felice anche solo di sapere che avevo detto di sì, e io dovevo affrontare alcune cose per schiarirmi le idee.
Sapere di essere all’altezza di Trav era una cosa, ma tutt’altra cosa era chiedermi se ero all’altezza di essere un marito e un padre.
La vita alla Sutton Station non era mai stata più bella di così. Gli affari andavano alla grande. Gracie, la bambina di Trudy e Bacon, non aveva neanche un mese ed era un amore, Ma era in buona salute e il mio rapporto con Laura e Sam procedeva bene.
E Travis? Beh, la vita con lui era ancora praticamente perfetta.
Ma, per lo sgomento di Travis, il Natale alla Stazione era solo un giorno come un altro. Un giorno in cui ci si alzava prima dell’alba, si dava da mangiare agli animali, si aggiustava quello che c’era da aggiustare, e si controllavano gli abbeveratoi mentre si cercava di tenersi al riparo dalla temperatura rovente.
E quell’anno non era molto diverso. 
Solo che era il primo Natale di Travis alla Sutton Station. 
Il fatto che non ci impegnassimo con le decorazioni e con i festeggiamenti lo confondeva, se devo dire la verità, lo deludeva anche.
Ecco perché dovevo trasformarlo in un Natale speciale.

Per chi conosce questa serie questa novella natalizia è come una cioccolata calda nei freddi pomeriggi d’inverno, accoccolati sul divano sotto il piumino a guardare le luci di natale ….
Per chi ancora ignora Charlie Sutton e tutto il suo mondo , è natale e siete ancora in tempo per smettere di essere brutti 🙂

Un piccolo promemoria del punto in cui era la storia… Travis ha chiesto a Charlie di sposarlo, ma non lo hanno ancora detto a nessuno. Trudy e Bacon hanno appena avuto la loro prima figlia, Gracie, e Nugget ruba ancora la scena ogni volta che compare.

A raccontare è Charlie, in 7 capitoli.

Travis cerca di creare un po di atmosfera natalizia, Charlie gli fa credere che li natale è niente di che quando in realtà gli sta preparando il regalo perfetto! Tra vombati che mozzicano i piedi, e

«C’è un cartello alla porta d’ingresso che dice: Lasciate qui la compassione?»
«Non lo so,» rispose George con quella sua tipica parlata lenta e ironica. «Sono entrato dal retro.» Travis e Ma risero. Io mi rimisi i piselli in faccia e li ignorai tutti.

Serpenti- mortali – mozzati e appesi come decorazioni natalizie, la tenerezza che fa Charlie, pensieri inappropriati sul termometro di Ma…. Ci passerà poco più di un’ora a fare il pienone di bontà e beatitudine natalizia!

Sono una persona abitudinaria e pantofolaia, ho le mie tradizioni a natale (film, cartoni, la cannella, qualcosa di nuovo ogni anno, le mie tazze …), e ne vado aggiungendo sempre di nuove. Da quest’anno questa novella si aggiungerà al resto delle mie abitudini natalizie! 🙂

T.J. Klune La drag queen e il re degli Homo pomp (At First Sight #2)

36592956Credete nell’amore a prima vista?
Sanford Stewart proprio no. Anzi, crede nel suo esatto contrario, grazie al re degli Homo pomp, Sua Frociosità Pompato I. Sembra infatti che Darren Mayne non abbia altro scopo nella vita se non far piombare nel caos l’esistenza tranquilla e ordinata di Sandy, per il solo gusto di infastidirlo. Sandy lo odia e niente potrà mai fargli cambiare idea.
O almeno così vuol credere.
Ma quando il proprietario del Jack It – il club nel quale Sandy si esibisce nei panni della drag queen Helena Handbasket – gli si presenta con una proposta disperata, Sandy si rende conto che potrebbe essere giunto il momento di mettere da parte i suoi sentimenti per Darren; il gay bar dovrà infatti chiudere se qualcuno non convincerà Andrew Taylor, il sindaco di Tucson, a tenerlo aperto.
Qualcuno come Darren, il figlio illegittimo dell’uomo.
L’infallibile piano è il seguente: sedurre Darren e spingerlo a convincere il padre a rinnovare il contratto tra il club e l’amministrazione cittadina.
Semplice, no?
Sbagliato.
 

Premessa: Ciao sono kikka e durante la lettura di questo libro ho realizzato che lo stile narrativo (schizzato, pazzoide, travolgente, divertente ed anche un pizzico emozionante) di Tj Klune è una terapia mentale fantastica per me. Come aprire la finestra al cervello e arieggiare i neuroni!! Detto ciò …..

C’è una strana forma di energia nei minuti che precedono uno spettacolo. Una sensazione viscerale, quasi primitiva. L’aria è impregnata di eccitazione, e non solo. In quei momenti, non ero più il monotono Sanford Stewart. Il Sanford Stewart che lavorava come addetto ai reclami in una compagnia di assicurazioni. Il Sanford Stewart che si sentiva a disagio davanti a persone che non conosceva. Il Sanford Stewart che fingeva indifferenza quando tutti gli altri si innamoravano ed erano felici e lui restava indietro, sorridendo, annuendo e dicendo cose tipo congratulazioni o siete fatti l’uno per l’altro.
A Helena non gliene fregava niente di Sanford Stewart.
Perché quando ero lei, mi sentivo potente. Rispettato. Temuto. La gente veniva da lontano per assistere alle mie esibizioni, per vedermi dimenare sulla pista da ballo, per vedermi sudare e con i piedi sanguinanti su tacchi che sfidavano la forza di gravità. Ero stato addestrato dalla grande Vaguyna Poitira ed ero bravo nel mio mestiere. Sì, forse era l’ego a parlare per me, ma devi avere un ego smisurato se vuoi diventare una drag queen. Non puoi essere una queen umile se non vuoi essere sbranata.
Anche da me.

Ho adorato TUTTO di Sandy/Helena. Un personaggio così meravigliosamente ricco di sfumature ed assolutamente psicopatico. Tutti nella vita ci meritiamo di essere Helena Handbasket e di asfaltare i cattivi, o di regnare sovrani sul palcoscenico della vita! E tutti dentro di noi siamo anche un pochino Sandy, inconsapevolmente speciali e travolgenti. Che poi si narrava che Paul Auster avesse un cervello che partoriva robe da studiare alla NASA, ma giuro che quando Sandy apre bocca…. 

“E se anche non dovesse mettere una taglia sulla mia testa, farà sì che l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale mi intercetti il telefono e i computer e avranno accesso alla cronologia del mio browser. E lo sai, Darren, quanto mi incuriosisce il fisting? Lo sai? Solo un pochino. Ma non importa, perché mi sono collegato con quel sito di fisting per ben tre volte, ed è su quello che si concentreranno. In men che non si dica tutto il mondo saprà che Sanford Stewart vuole diventare il pupazzo di carne sulla mano di qualche orso nerboruto. E non è vero. Più o meno. Ma non è questo il punto. Il punto è… okay, il punto è… cazzo! Di che parlavamo?”
“In tutta onestà,” sussurrò Darren, “non ne ho idea. Mi sono fermato al pupazzo di carne sulla mano di un orso nerboruto…”

Questa storia è una serie di banalità messe in fila (gestite con la BRAVURA che solo uno come Klune può avere!):
la regina che deve sedurre il re – che odia, seeee crediamoci, che poi è noto che a chiunque che è profonda tensione sessuale irrisolta – affinchè il suo regno non subisca tragggedddie. Ma siccome è incapace di tenersi mezzo cecio in bocca scatafascia tutto al re che  si capisce subito che la sua stronzaggine è tutta una copertura e che in realtà vuole la regina con tutte le sue forze – da bravo stronzetto ne approfitta ….

Si ride moltissimo, e c’è la giusta spruzzata di momenti che toccano la parte più romantica del nostro cuoricino: il mio particolare da non dimenticare,  (secondo il gioco ideato da @anncleire), non a caso è l’antro della regina!

Meraviglioso poi tutto il contorno di personaggi ritrovati, adorabile banda di matti. Definitivamente arrivata alla fine di questo libro mi sento … una persona migliore 😉

Lisa Henry, J.A. Rock I due gentiluomini di Altona (Playing the Fool #1)

36652448La settimana dell’Agente Speciale Ryan “Mac” McGuinness si sta rivelando pessima. Non solo ha cominciato una nuova dieta, ma è anche stato incaricato di mantenere in vita tale Henry Page, il testimone più insopportabile del mondo.
Lavoro difficile considerato che Mac è a tanto così dall’uccidere lui stesso Henry e le sue citazioni Shakespeariane, le sue disquisizioni etiche e la sua ossessione per le uova.
A meno che ‘ucciderlo’ non sia esattamente ciò che ha in mente di fargli… 
Il truffatore Henry Page preferisce tenersi alla larga dalla legge… anche se non gli dispiacerebbe affatto avvicinarsi un po’ di più al rigido e affascinante Agente McGuinness. Come unico testimone di un delitto di mafia, Henry è di grande valore per l’FBI, se non fosse che suoi programmi non includono il testimoniare.
La comparsa di una talpa negli uffici dell’FBI costringerà Mac e Henry a nascondersi. Rinchiusi in uno chalet, resteranno sorpresi nello scoprire che c’è altro tra loro oltre alla semplice attrazione.
Ma la mafia si avvicina e Henry dovrà fuggire. A Mac toccherà capire quanto è disposto a rischiare per tenerlo accanto a sé.

Il truffatore e l’agente dell’FBI: quanto mi manca White Collar e shippare Neal Caffrey (truffatore) con Peter Burke (Agente FBI), questo è il motivo principale per il quale mi sono decisa a scegliere questa storia 🙂

Ironico e divertente. Ho trovato quasi impossibile non affezionarmi a Mac per il suo carattere stronzosamente scontroso, la sua dipendenza dal dolciume e la costrizione forzata alla dieta (io sono Mac nella vita, lo so io ed ora lo sapete anche voi 😉 )

Harry un camaleonte e ti credo visto il suo “mestiere”

Henry agitò la mano. «È davvero semplice. L’unico trucco di ogni truffatore è dare alle persone quello che vogliono. Quello in cui già credono.»

piacione, divertente.

Man mano che la lettura procede si capisce che c’è molto di più da scoprire sia su Harry (a me sto fatto della paura dei temporali mi ha fatto tenerezza, ha talento e potenziale da vendere per cambiare vita), sia su Mac (ho domande su di lui che al momento restano senza una risposta)

La storia è promettente: sia come chimica tra i due (si piacciono a prima vista, la giusta dose “ti voglio, ti odio e sei un truffaldino, mi ti farei come una fragola”, ed in più si scopre che vengono tutti e due da Altona), e poi ci sono questioni rimaste senza risposta, soprattutto con questo finale ( kikka forse è per questo che c’è un seguito? Si ha senso)
I personaggi secondari si fanno notare, soprattutto Stacy (l’amica di Harry) e Val (la collega capo di Mac).

In finale una storia d’intrattenimento che lascia con la fame di sapere come procederà, consigliato!

Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) la bisbetica domata di Shakespeare

T.J. Klune Dimmi che è vero (At First Sight #1)

Da quando io e la mia Iss O Pupaz ci conosciamo, dopo che mi ha spacciato il tunnel cut&run, che insieme ci siamo arredate quello del #triodellemeraviglie, mi ha pregato/supplicato/minacciato di abbandono e atroci sofferenze per farmi leggere di Paul&Vince e della sua fantastimeravigliosa Helena. E io sorda ….

Il 12 dicembre uscirà per la dreamspinner “La drag queen e il re degli Homo pomp” (ovvero il seguito di questo) quindi quale occasione migliore per recuperare finalmente questa lacuna?

22234134Credete nell’amore a prima vista? 
Paul Auster no. Anzi, Paul non crede quasi in niente. Ha trent’anni, è leggermente sovrappeso, e le sue caratteristiche migliori sono l’umorismo caustico e il modo colorito e vivace di commentare quel poco che gli succede. I suoi migliori amici sono Rotelle, un cane con due zampe, e Helena Handbasket, una drag queen sull’orlo del bipolarismo. Paul trascorre le giornate in un cubicolo a svolgere un lavoro senza prospettive, e si ripromette di continuo che se il pappagallo omofobo di sua nonna lo insulterà un’altra volta, gli tirerà il collo. 
Poi arriva Vince Taylor. 
Vince è il suo esatto contrario: sexy, sicuro di sé, e più ottuso di una gallina. E quando, per qualche ragione sconosciuta, questa specie di dio comincia a fargli insistentemente il filo, Paul si convince di essere il bersaglio di uno scherzo, perché non è possibile che uno come Vince possa essere interessato a un perdente come lui. 
Ma dopo averlo investito con la propria auto – involontariamente e con il terrore di aver commesso un omicidio – Paul è costretto a guardare Vince con occhi diversi, e scopre che l’unico ostacolo tra loro è rappresentato solo da se stesso. Un ostacolo che sembra incapace di superare, almeno finché Vince non è costretto ad affrontare un doloroso evento famigliare, e Paul deve decidersi ad accantonare i propri dubbi e stare accanto all’uomo che lo trova perfetto così com’è.
 

Arrivata al finale di questa storia riconosco pubblicamente di essere davvero una brutta persona a non averlo letto molto tempo fa, ma non darò di nuovo ragione a Iss O Pupaz – come ho già fatto in privato – che poi rischio di mandargli l’ego in sovrappeso 😏

Si ride tantissimo, ci sono momenti in cui ho dovuto smettere di leggere per le lacrime agli occhi. C’è stata una scena che ho letto che saranno state le due di notte in cui mentre ridevo ero tentatissima di telefonare a Iss O Pupaz e provare a leggergliela tra una risata e l’altra. E siccome si tratta dello stile di Tj Klune c’è pure da riflettere.

Paul si nasconde dietro il suo umorismo sarcastico ed i suoi viaggi mentali (mammamia quanto cazzarola parla, anche solo coi pensieri). Mi sono riconosciuta fortemente in questa sua abitudine di autodenigrarsi (ahhh autostima questa sconosciuta), mi ha fatto anche tenerezza – oltre le millemila risate – questa sua calimeritudine come stile di vita! Eppure è un’anima bella bella 

“Sei tu che ti sottovaluti. Veramente, Paul, non capirò mai perché ti ostini ad auto-denigrarti.”“Perché sono umile?” Ridacchiò e ricominciò a giocare con i miei capelli. “Non sono sicuro che sia la definizione corretta.”
“Mite?”
“Neanche un po’.”
“Socievole?”
“Solo quando sei ubriaco.”
“Indimenticabile?”
“Spesso, ma non sempre.”
“Sto finendo gli aggettivi,” dissi svogliatamente. Silenzio. Poi: “Sei un faro.”
“Prego?”
“Credo sia la descrizione migliore di come ti vedo.”
“È… strano.”
“È poetico,” ribatté lui sconsolato, dandomi uno scappellotto. “I fari servono a guidare le navi attraverso l’oscurità della notte, a impedire loro di incagliarsi. Ed è la stessa cosa che fai tu, Paul. Sei la classica luce nel buio.”

Vince, che si evince dalla trama ha il quoziente minimo per interagire con il genere umano, io così scemo non l’ho trovato. Chiaro, diretto, sincero, determinato, gentile, capace di vedere al di là delle apparenze …. Ecco un punto che mi è piaciuto tanto di questa storia è stato il riuscire a vedere oltre la facciata (Paul di Vince e Vince di Paul).
La meravigliosa, un po pazza e spassosa famiglia di Paul.
Sandy/Helena, non vedo l’ora di leggere il suo libro. Un personaggio così meravigliosamente ricco si sfumature!  Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) il regalo di Vince per Paul 🙂