Tilar J. Mazzeo La ragazza dei fiori di vetro

33982743Erano ormai migliaia i nomi scritti su sottili cartine da sigaretta. Una lista di oltre 2.000 nomi di bambini ebrei con accanto le identità false che li avrebbero salvati. Da quando i nazisti avevano creato il ghetto di Varsavia, Irena aveva convinto i loro genitori ad affidarglieli per nasconderli presso famiglie cattoliche o conventi in tutta la città e la campagna. A guerra finita l’archivio, come lo chiamava lei, sarebbe servito a restituire ai bambini la loro identità. Pochissime persone erano al corrente dell’esistenza di quelle liste, erano informazioni troppo pericolose da condividere.
Il giorno in cui viene prelevata e condotta al quartier generale della Gestapo di Varsavia, Irena è terrorizzata. Nell’autunno del 1943, nella Polonia occupata dai nazisti, e forse in tutta Europa, non esisteva un posto più spaventoso di quello. Tutti sapevano cosa succedeva là dentro, e lei pregava di farcela a reggere alla tortura, di non tradire nessuno. Molte vite dipendevano da lei. I suoi compagni della rete clandestina, il suo amato Adam, anch’egli nella resistenza, tutti i polacchi che offrivano il loro aiuto. E soprattutto i bambini. Solo lei poteva decifrare quegli elenchi e se le fosse successo qualcosa, tutto sarebbe andato perduto. 
Mentre l’auto si avvicinava alla sua lugubre destinazione, Irena pensava che doveva farcela, l’aveva promesso a quei genitori che erano saliti sui treni per Treblinka con l’unico sollievo di aver messo in salvo i loro figli. Ancora non sapeva che solo quell’esercito di bambini indifesi e nascosti poteva salvarla.

Storie come questa servono prima di tutto alla coscienza: perchè sono esistite, ed ancora oggi esistono, anime coraggiose e forti che in tempi orrendamente bui sono luce e speranza. Questa non è solo la storia di Irena che ha rischiato la sua vita per salvare bambini ebrei dal ghetto, è anche la storia di quelli che hanno fatto parte della sua rete e l’hanno aiutata. È la storia di quella vicina di casa che prestò del sapone ad Irena (aveva visto che in quella casa erano entrati bambini ebrei); o di quell’autista del tram che senza dire niente ha prestato soccorso ad una cellula di Irena per proteggere un bambino…..

Di quel periodo a Varsavia una scena mi ha profondamente colpito più delle altre: quando durante l’insurrezione del ghetto di Varsavia gli ebrei riuscirono ad esporre lo striscione “aiutaci fratello stiamo combattendo anche per te”, in risposta ottennero solo silenzio …..
I polacchi di Varsavia che a loro volta poi diventarono vittime perchè i tedeschi avevano deciso di cancellare Varsavia.
Il buio totale, però come scrivo sopra ci sono stato tante piccole luci, Irena in primis.

A leggerla la crudeltà di quel periodo mi si spezza il cuore (il dottore che non abbandona i suoi bambini sul treno per Treblinka….. Ancora mi salgano e lacrime)
Ogni volta poi che leggo questo tipo di storie, storie vere e realmente accadute, inevitabilmente mi ritrovo sempre a chiedermi: “ma io sarei capace di essere così forte? Di essere una luce in mezzo al buio? Di rischiare?”
Mi piace pensare che si lo sarei, ma sono cosciente che invece molto probabilmente no.

Altra cosa che mi ha colpito di quel periodo è che mi sembra così attuale. Allora gli antisemiti giravano le strade a caccia dell’ebreo da picchiare e vessare, oggi c’è chi si affaccia dal balcone e spara a caso sui neri…
Questo scatena tutta una serie di riflessioni e domande nella mia testa, quella più importante è: possibile che siamo così ciechi da non vedere il ripetersi della storia? (cambiano i nomi e i tempi sono a colori invece che in bianco e nero, ma la zuppa quella è ….)
Mi sarebbe piaciuto conoscere Irena di quel periodo, una dona così forte e coraggiosa fino all’incoscienza, mi sarebbe piaciuto toccare con mano le sue imperfezioni, sono sicurissima che l’avrei amata moltissimo.
Ho pensato di raccontare questo libro in una foto, ed ovviamente la prima idea che ho avuto è stata quella di andare a comprare cartine di sigarette. Però anche un camice da dottore:

Nachum Remba ……. Accompagnato da Ala, in veste di capo infermiera, si presentò ai soldati spacciandosi per il responsabile medico del ghetto.

Non era vero ma così facendo salvarono moltissime vite.
Assolutamente da leggere, e non solo per non dimenticare….

Lisa Henry, J.A. Rock Tempesta (Playing the Fool #3)

40807700Qualcosa di sinistro sta per accadere.
L’agente dell’FBI Ryan “Mac”McGuinness e il truffatore Henry Page sono di nuovo in fuga. Questa volta sono diretti là dove tutto è cominciato: Altona, nell’Indiana. Popolazione: alcune capre. Henry non è affatto contento di doversi nascondere nella fattoria McGuinness, ma non ha altro posto dove andare.
Mentre Mac combatte per riabilitare il proprio nome e Henry cerca di decidere da che parte stare, un fantasma dal passato minaccia di distruggere ogni cosa. E non è neanche la sola tempesta all’orizzonte. Tagliati fuori sia dal lato buono che da quello cattivo della legge, Henry e Mac devono sopravvivere basandosi esclusivamente sul loro fragile rapporto. 
Se Henry riuscisse finalmente rivelare a Mac chi si nasconde dietro tutte le sue maschere, i nostri eroi potrebbero forse avere una possibilità di sconfiggere le forze che cospirano contro di loro. Il vero amore non ha mai vita facile, ma per loro due potrebbe essere davvero l’unica speranza di sopravvivere.

Secondo me l’intera serie è decisamente un ritmo smoth jazz (si l’ho in cuffia adesso, la ciotola di caramelle l’ho lasciata di la perchè ormai mi sono lavata i denti e quindi ….)

La storia riprende da dove si era interrotta: Mac&Harry sono in fuga, ritornano ad Altona, per tirarsi fuori dai casini. L’agente dell’ FBI si deve difendere da false accuse criminali, Harry lo accompagna per aiutarlo. In macchina con loro anche Viola (la sorella di Harry).

In quest’ultimo capitolo in un certo senso è solo Harry il protagonista secondo me. Con la sua paura dei temporali, con il suo eterno istinto a svicolare e scappare,il confronto che fa tra sua madre e i genitori di Mac, Mac che riesce a ricavarsi un posto nel suo cuore e quindi a fargli desiderare cose che lui con i suoi soffocanti sensi di colpa è convinto di non meritare per nulla. Devo dire che a questo proposito mi è molto piaciuta la strategia dell’agente:

Quando aveva otto anni, Mac aveva trovato un gatto randagio che era completamente selvatico. L’aveva chiuso nel vecchio fienile per tre giorni, con abbondanti scorte di cibo e acqua perché non si poteva addomesticare un animale spaventato e selvaggio. Dovevi aspettare che il panico passasse prima di provare a educarlo. Il processo era stato lungo e faticoso, soprattutto per un bambino della sua età. La sua prima lezione di pazienza.Era stato il miglior gatto che avesse mai avuto.Mac non era sicuro che la stessa strategia avrebbe funzionato con Henry, ma valeva la pena provare.

Nel frattempo genti corrotte, io che sospetto di genti che alla fine non si meritavano i miei sospetti, il punto di vista di Vi e la sua amicizia con Cory (la nipote di Mac),i genitori di Mac una scena toccante in cui Mac impedisce a Harry di usarlo come strumento per farsi del male (e questo non fa altro che dare un nuovo spessore al loro rapporto), il dispiacere per chi non ce l’ha fatta…….
In fine tutto è bene quel che finisce bene!

a) Neal Caffrey (truffatore) con Peter Burke (Agente FBI) White Collar 👉 Conferno la fantasia che mi ha fatto scegliere di leggere questa serie, soprattutto dopo aver letto il finale 😊
b) Quella dell’ URP che vuole fare la pellaccia a Mac nella mia testa è uguale a June Stahl (Sons of Anarchy)
c) la meravigliosa vita di coppia tutta racchiusa in: 

«Ehi, Mac! Ho risolto il problema uova! Una sola parola: galline!»

4a Tappa Blog tour Club Blue Orchid

Bonjour mes ami et benvenuti.
Oggi in onda, come da titolo, la quarta tappa di questo blogtour: ovvero la colonna sonora + più il mio modestissimo pensiero sulla storia
che celebra l’uscita il 27 maggio – seguite il consiglio per l’acquisto 👉 QUi – della nuova avventura a quattro mani di 
Cristina Bruni e Leah Weston!

Vi rinfresco la memoria sulle altre tappe di questo blogtour:
22/04 Piume di Carta
23/04 Feel the Raimbow Love https://www.feelthebook.com/blog-tour-giveaway-club-blue-orchid-di-cristina-bruni-e-leah-weston-seconda-tappa/
24/04 M/M e dintorni, l’altro lato del romance 
25/04 Testa e Piedi 🙂
26/04 Il Mondo degli M/M  Per la proclamazione del vincitore giveaway (in bocca a lupo ai partecipanti)

40136194Benvenuti al Club Blue Orchid, dove ogni vostro desiderio verrà esaudito! Un animo pieno di cicatrici è ciò che Ruben, giovane barista del Club Blue Orchid, nasconde alla gente. Ha una meta da raggiungere e lo vuole fare senza mai voltarsi indietro.
Un fantasma, un sicario che si muove tra le ombre della vita è ciò che Tristan vuole dimenticare di essere, ogni volta che entra in quel locale a luci rosse parigino. Gli bastano poche ore, pochi attimi per evadere dalle sue prigioni.
Un “desiderio” a cui non si può dire di no, ballerine e spogliarellisti pronti a donare piacere e una Parigi di peccati. Questi sono gli ingredienti che condurranno i due protagonisti tra le mura di un passato che non perdona.
Se solo quelle ali fossero fatte per volare..

(Il mio pensiero) Una bella storia d’amore … Forse un po alla trono di Maria? Vi spiego in che senso lo intendo.
Ruben e Tristan sono due bellissimi personaggi, si portano appresso fardelli dolorosi: Ruben un passato fatto di abusi e il forte desiderio di riuscire a fuggire dal degrado (bello il tatuaggio che rappresenta questo suo desiderio!), il dolore del tradimento e della perdita – e il conseguente chiudersi in se stesso – da parte di Tristan.
Ma secondo me nel corso della storia non si ha il tempo di entrare nel loro cuore/di lasciarli entrare nel proprio cuore. Le scene tra i due per quanto belle hanno più il sapore di un’esterna.
Tutto quello che mi è piaciuto della storia:
lo stile delle due autrici ben amalgamato, il ritmo da film (veramente a leggere ho avuto l’impressione di stare seduta sul divano a guardare un film con tanto di cibo spazzatura a farmi compagnia e …. pause pubblicità 😉), la decadenza del club Orchid (ahhhh alla viscidità del capo del club io nella mia testa l’ho pensato con la faccia di Trump), il fatto che grazie all’ambientazione mi sono ricordata della fantasia, ben piegata nel cassetto delle mutande, di mangiarmi una signora baguette avec le jambon a Parigi…..
La dolcezza dei momenti che Ruben e Tristan hanno vissuto a Denin, e sopratutto tutto il buono che la nascita di questa storia ha portato in tutti e due dando loro il coraggio e la forza di cambiare e di spiccare il volo! Ecco se questa storia è “disegnata” in bianco&nero per via del passato ha il pregio di terminare con meravigliosi colori caldi per il futuro.

E le musiche (che poi sono il tema della mia tappa 🙂) le ho amate molto:

My funny Valentine → Ella Fitzgerald
I love Paris → Ella Fitzgerald
Muse → Time is running

Sei qualcosa di bellissimo
Una contraddizione
Voglio partecipare al gioco
Voglio la frizione
Tu sarai la mia morte
Sì tu sarai la mia morte
Volevo la libertà
Legato e limitato
Ho cercato di rinunciare a te
Ma sono drogato

You haven’t seen the last of me → Cher
Sous le ciel de Paris → Èdith Piaf
She → Elvis Costello
I put a spell on you → Nina Simone

«Ti ho detto di toglierti i vestiti. I gioielli devono rimanere al proprio posto.» Ruben annuì docile. ….Abbassò il borsalino sulla fronte, afferrò la sedia per lo schienale e se la trascinò dietro sino al centro della stanza …… La voltò e si sedette a cavalcioni….. «Il cappello puoi tenerlo,» udì il suo Monsieur dire.
«Non l’avrei tolto comunque,» ribadì asciutto.

Est ce que tu m’aimes → Maître Gims
Like a Virgin → Madonna

Una storia che comunque vi consiglio volentieri perchè anche se la vita fa schifo c’è sempre la possibilità di ribaltare le carte e vivere meglio, abbiamo bisogno di lieto fine, abbiamo bisogno di crederci sempre ed arrenderci mai!

Charlie Cochet Gioco di Specchi (THIRDS #7)

39984409La vita per Dexter J. Daley non è mai stata semplice, ma lui ha sempre trovato il modo per risollevarsi, e con un sorriso sul volto. Sottratto dalla sua casa e dalle braccia del suo ragazzo e partner nei THIRDS, Sloane Brodie, Dex si ritrova in una situazione misteriosa e letale, tanto quanto il teriano che lo interroga. Dex scopre finalmente che ciò a cui ha sempre creduto in segreto è vero: la morte dei suoi genitori non è stata un incidente.
Scoprire tutta la verità sull’omicidio di John e Gina Daley mette in moto una serie di eventi che cambierà per sempre le vite di Dex e Sloane. Mentre segreti sepolti emergono in superficie e vengono rivelate delle nuove verità, l’amore che Dex e Sloane provano l’uno per l’altro viene messo alla prova, e in gioco c’è più della loro relazione. Come se districarsi tra omicidi e agenzie governative non fosse abbastanza, a Dex sta succedendo qualcosa di inspiegabile, e nulla sarà mai più come prima.

Allora, ero rimasta appesa al finale di Nel centro del mirino (THIRDS #6) e di li riprende la storia: Dex rapito…. Ho sempre voluto bene a Dex per il suo splendido e forte carattere, sono profondamente convinta che nella vita di ognuno di noi dovrebbe esserci un Dex, e con la vicenda del rapimento (e della tortura) me ne convinco una volta di più!
(Mi è piaciuto molto il modo in cui Dex e pure Sloane elaborano il trauma di tutto quello che è successo.)
Verità che vengono fuori e che prendono a calci equilibri e certezze, verità che nonostante la forza dei sentimenti fanno inciampare. La mia impopolare opinione è che non riesco ad avercela con Sloane per le sue reazioni, anzi le ho capite e non è che mi hanno stupito.
E comunque a sto giro la indosso la divisa da ragazzina pon pon in onore di Ash!!!

Breve lista, che in realtà è molto più lunga ma mica la posso scrivere tutta che sennò è spoiler, di quello che conserverò:
– la mia sottolineatura preferita:

“sarò sempre qui, perchè ogni giorno che passa trovo nuovi modi di amarti.”
“So che a volte perdo la strada, ma se tu sei qui troverò sempre la via tornare”

– Dex&Sloane nella doccia
– 🌹
– il rapitore di Dex (Wolf) che per quanto è cattivo secondo me aiuterà in modo positivo i nostri eroi …. Non lo so non riesco a non farmelo piacere (il fascino del cattivone mi sa)
– tutto quello che riguarda Hudson, non vedo l’ora di leggere il suo libro
– la coppia che si svela sul finale, e del quale la mia Iss O Pupaz ha detto “non me l’aspettavo” ,io in realtà è da un pezzo che lo avevo capito 🙂
Così come la risoluzione della vita di Dex, avevo fatto delle ipotesi e per una volta tanto c’avevo azzeccato …..

Abigail Roux Parte di noi (Sidewinder #3)

39599958Nick O’Flaherty e Kelly Abbott stavano per avere il loro lieto fine, quando la chiamata di un amico li ha quasi portati a perderlo per colpa di una lama di coltello. Adesso, nel periodo successivo allo scampato disastro, entrambi gli uomini stanno cercando di guarire e andare avanti.
Farlo insieme, però, è più difficile di quanto avevano immaginato. Kelly ha problemi a comportarsi da semplice innamorato e non da “Doc”, mentre Nick fatica a riprendersi fisicamente. La distanza tra loro viene colmata un centimetro dopo l’altro in un silenzio innaturale.
Cercando disperatamente conforto, Nick finalmente raccoglie il coraggio necessario a esaminare i beni che Elias Sanchez, suo caro amico e compagno nei Sidewinder, gli ha lasciato morendo. Invece di ricordi consolanti, Nick e Kelly trovano un fascio di lettere e delle rigide istruzioni scritte da Eli che li inducono a richiedere prontamente assistenza. Con le lettere di Eli in mano, i Sidewinder si imbarcano nella loro ultima missione insieme, alla ricerca di pace e assoluzione proveniente dall’oltretomba. E da loro stessi.

Ad un certo punto devo piantarla di rileggere in loop continuo (da 5 giorni).
Il libro è ambientato subito dopo Fuoco&Fiamme, Nick in convalescenza dopo che quasi quasi ci ha lasciato le penne, si ritrova anche a fare i conti con la sua anima spezzata

….Nicko, tu ti punisci già abbastanza. Quanto a senso di colpa, fai concorrenza alla chiesa cattolica, cazzo…..

e insieme a Kelly deve rimettere in sesto il suo rapporto. devono fare i conti con il fatto che gli equilibri sono cambiati, devono scendere a patti con le ferite che bugie ed omissioni hanno lasciato.

E allora Nick decide di rimettere in ordine la scatola di Elias Sanchez, il Sidewinder caduto vittima del killer dei tre stati in Armi&Bagagli, e si scopre che gli ha lasciato la missione, tramite un pacco di lettere, di riunire i Sidewinder per una nuova avventura.

Comincia così un viaggio alla riscoperta dello spirito di squadra, di tutto quello che ha reso sempre speciale questo gruppo di Marines, è un viaggio introspettivo, riflessivo, divertente …. Oh che gioia ritrovare Ty&Zane (anche se solo in secondo piano…. la novella a fine libro), ho fatto pace con Owen (mai mi è piaciuto da quando Ty ha fatto coming out), i gattini di Ty 😍

«Tu chi sei?» gli chiese Nick. Ty si chinò in avanti. «Questo è Jiminy. Gli piacciono le spalle.» Come se imbeccato, Jiminy gli posò una zampa sul braccio, estraendo le unghie e preparandosi ad arrampicarsi lungo il suo braccio. Nick gli mise un dito sul nasino. «Indietro, Marine.» Il gatto miagolò in risposta

Mi sono innamorata di Elias:

le lettere erano scritte a mano, con le impetuose parole di Eli che tornavano in vita in tutta la loro gloria, alcune cancellate, altre scritte sbagliate, altre schiacciate lungo il bordo della pagina per farcele stare. Sorrise con affetto. Non aveva mai incontrato Eli, ma dopo quel viaggio gli sembrava di conoscerlo.

sarebbe meraviglioso un libro suo. La squadra vista con gli occhi di Zane. L’alternanza di momenti spassosi a quelli seri e riflessivi, scene hot molto belle (tutta la mia stima per la flessibilità di Kelly 😎), e sul finale della missione una lacrima ci sta! 

C.S. Pacat L’ascesa dei Re (Captive Prince #3)

39331487Damianos di Akielos è tornato. 
Ora che la sua identità è stata svelata, Damen deve affrontare il suo padrone, Laurent, come Damianos di Akielos, l’uomo che il principe di Vere ha giurato di uccidere.
Sull’orlo di una battaglia epocale, il futuro dei loro due regni è in bilico. A sud, l’esercito di Kastor si sta radunando, mentre a nord le forze del reggente si mobilitano per la guerra. L’unica speranza di Damen è allearsi con Laurent per sconfiggere insieme i loro usurpatori. Ma anche se la fragile fiducia che condividono resisterà alla rivelazione della vera identità di Damen, sarà sufficiente per sventare l’ultimo e più spietato piano del reggente?

Meno male che ho dovuto aspettare solo un mese, e forse meno, per leggere l’ultimo atto di questa splendida trilogia. Grazie Dio, grazie Triskell

 

Ho iniziato a leggere con delle ipotesi che nella mia mente erano certezze, ma è bastato il primo dialogo tra Laurent e Damen a farmi rimettere tutto in discussione, adoro quando una storia e suoi personaggi mi obbligano a litigare con i miei neuroni!
Come nel secondo libro anche qui è tutto un crescendo fino all’epilogo finale, finché tutte le verità non vengono svelate, finché sia Damen, ma soprattutto Laurent, non vengono messi a nudo nella loro essenza.

Un’alleanza per combattere i ladroni, soldati di due popoli che si odiano a morte che si uniscono e i loro piccoli timidi passi per costruire un minimo di fiducia l’un l’altro, Laurent e tutte le sue molteplici sfumature, Damen e la sua lealtà e i suoi momenti di ingenuità malgrado tutto, ogni loro dialogo,uno dei miei passaggi preferiti:

Nicandros lo fece voltare e gli appoggiò le mani sulla schiena, allargandole come se il tatto potesse confermare ciò che i suoi occhi rifiutavano di credere. «Chi è stato?» chiese.
«Io,» rispose la voce di Laurent. Damen si girò. Il principe era apparso sulla soglia della tenda. La postura elegante e lo sguardo indifferente fisso sul kyros. «Avevo intenzione di ucciderlo, ma mio zio non me lo ha permesso.» Incapace di trattenersi, Nicandros mosse un passo verso di lui, la mano sull’elsa della spada e la tempesta nello sguardo, ma Damen lo trattenne per un braccio. «Mi ha anche succhiato il cazzo,» aggiunse Laurent.
«Eccelso, chiedo il permesso di sfidare il principe di Vere a un duello d’onore per lavare l’affronto che vi ha fatto.»
«Negato,» rispose Damen. «Vedi,» disse Laurent. «Lui mi ha perdonato per la sciocchezza della frusta. Io l’ho perdonato per la sciocchezza di avermi ucciso il fratello. Lunga vita all’alleanza.»

Penso che una delle sfumature di Laurent che maggiormente adoro è questo suo spingere sempre sull’acceleratore invece di frenare.
Nicandros e Jord i miei preferiti, invece per Jocasta ho provato una punta di delusione….. 

Tutta questa storia ha in se della magia, è attraente, conquista profondamente, resta nel cuore!  Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) la notte alla locanda 😎😍

Alyson Richman Un giorno solo, tutta la vita

13465001Questa storia inizia a New York nel 2000, quando, alle nozze del nipote, Josef Kohn scorge tra gli invitati una donna dall’aria familiare: gli occhi azzurro ghiaccio, l’ombra di un tatuaggio sotto la manica dell’abito. Rischiando di essere scortese, le chiede di mostrargli il braccio. La certezza è lì, sulla pelle: sei numeri blu, accanto a un piccolo neo che lui non ha mai dimenticato. E allora le dice: «Lenka, sono io. Josef. Tuo marito».Perché questa storia, in realtà, inizia a Praga nel 1938, quando Lenka e Josef sono due studenti. Ebrei, si conoscono poco prima dell’occupazione nazista, si innamorano, diventano marito e moglie per lo spazio di una notte. Il giorno dopo, al momento di fuggire negli Stati Uniti, Lenka decide di restare, perché non ci sono i visti per la sua famiglia. Si separano con la promessa di ricongiungersi al più presto, ma Lenka finisce in un campo di concentramento.In mezzo all’orrore, dipinge: l’unico modo per dare colore a ciò che è privato di luce, per dare forma a ciò che non si può descrivere. Mentre Josef, in America, si specializza in ostetricia; solo aiutare a dare la vita gli impedisce di essere trascinato a fondo dalle voci di chi non c’è più.Quando ormai si crederanno perduti per sempre, ci sarà un nuovo inizio per entrambi. Ed entrambi impareranno che l’amore può anche essere gratitudine per chi ti ha salvato la vita, affinità tra anime alla deriva, rispetto di silenzi carichi di dolore. E di confini da non valicare, perché al di là si celano – intatti e ostinati – i ricordi di una passione assoluta, di quelle che basta un istante per accendere, ma non è sufficiente una vita per cancellare.Questa storia inizia e non ha mai fine. Come i grandi amori.

Da dove posso iniziare per descrivere la delicatezza e i millemilioni di sentimenti con cui questa storia mi ha rivoltato il cuore?
Ho appena finito di leggere e so che già Lenka e Josef mi mancheranno da morire!
Due vite unite dall’amore, che vengono separate dalla guerra e dall’orrore del nazismo. E così mentre Josef scappa in America e riesce a costruirsi una nuova vita li, Lenka finisce nel campo di concentramento a Terezin.
Fra i molti pensieri che mi hanno accompagnato durante la lettura, oltre la vergogna che provo verso la malvagità dell’uomo ogni volta che mi addentro in queste storie, è la forza dell’arte. Con i colori e il disegno, con la musica, gli uomini tessono la loro lotta per la vita, lasciano tracce e testimonianze per le generazioni future, qualsiasi forma d’arte è vita! Sarà per questo che i cattivi di ogni tempo cercano sempre di distruggere l’arte?

Il racconto è tessuto con delicata dolcezza, ha una grande “forza fisica” ,Io mentre leggevo riuscivo a vedere quello che leggevo…. E alla fine mi sono ritrovata a piangere quando Lenka ritorna al mondo a cui il nazismo l’ha rubata. Ed ho sentito il bisogno di abbracciare Josef mentre racconta dei suoi fantasmi 

Se quelli che amiamo vengono sempre a trovarci in sogno, quelli che ci tormentano invece vengono quasi sempre quando siamo ancora svegli. E in quelle notti insonni arrivano tutti. No, Lenka no. Mio padre, mia madre, mia sorella Věruška…… Tre sagome che hanno lo stesso aspetto di dieci, venti e ora sessant’anni fa. A quanti non credono che i morti facciano loro visita, io dico: avete la cateratta sull’anima.

Fra queste pagine, e nelle storie di vite realmente vissute, di fatti realmente accaduti, c’è tutto l’amore possibile per la vita, c’è lo sconforto e la speranza, c’è solo da restare in rispettoso silenzio!

Recensione Anteprima Michela Monti 83500

Appena ho finito di leggere questa storia (ieri mattina) ho cominciato a blaterare (e non positivamente) ad alta voce (la mia threesome può confermare) e mi sono presa tutto il giorno per pensarci. Ora basta rimandare!

15990462ReBurning Prison, carcere di massima sicurezza, anno 2020 circa.
Melice Redding è una condannata a morte, ma non ricorda il perché.La causa dell’amnesia è la separazione da sua figlia appena partorita e per questo Mel entra in stato di shock.
Grazie a Gabriel uscirà dalla catatonia, e sempre grazie a lui, la donna avrà la possibilità di tornare indietro, prima che il crimine per cui è condannata venga commesso.
Melice viaggia nel tempo per rivivere il suo passato senza nessun ricordo dell’arresto, senza condizionamenti.
Tutto procede regolarmente, fino alla notte di Halloween.

La storia è divisa in tre parti.
– introduzione: Cella 3 della Zona Nera del Carcere facciamo la conoscenza della condannata a morte “83500” (Melice)

 «…smetti di chiamarla per nome. Non devi legarti a lei, è sciocco e doloroso ….Se hanno dei codici distintivi è anche per noi. I loro nomi sono dettagli troppo intimi. Lo capisci, tesoro? Meno sappiamo di loro meno ci affezioniamo. Sono cadaveri ambulanti,»

Questo viene detto al Guardiano di Anime (Gab) che nei confronti di questa detenuta mostra un particolare attaccamento. Di questo primo segmento mi è piaciuto il modo in cui ha reso l’aspetto cupo della situazione. Gab mi ha incuriosito e affascinato abbastanza.

– Sviluppo: A Mel viene data una seconda possibilità, quella di ritornare indietro all’epoca dei fatti e vedere se la vicenda, che in quel carcere l’ha portata, si sarebbe ripetuta.
Mel è una comune ragazza: che studia architettura, ha un padre assente affettivamente, una madre che se male non ho capito l’ha abbandonata, Bea (la sua migliore amica, malata di cuore, io ho preferito di più lei) e amici random. Ha un fidanzato Shawn  che lascia per Richard (che a sua volta lascia la sua fidanzata per Mel), due uomini pessimi travestiti da bravi ragazzi!

Allora io in questa seconda parte mi sono un po persa, nel senso che: Mel mi è stata davvero davvero tanto sulle scatole, alcune volte ho avuto l’impressione che fosse solo una pessima attrice della sua vita, forzata a tratti. La maggior parte dei dialoghi sono …. Boh! Diciamo che io almeno i tre quarti li avrei tolti perché li ho trovati inutili e mi hanno fatto perdere il ritmo nella storia, che già di suo è lento.
Su quello che succede la notte di Halloween e le conseguenze e gli strascichi, e pure il colpevole, non spoilero nulla ma durante la lettura è tutto prevedibile! E si arriva alla
terza parte, quella con tutte le risposte. Il finale è aperto e possibilmente pieno di speranza.

Gli do tre stelle (perché ci sono degli spunti interessanti) con molta riserva (perché ribadisco Mel l’ho mal sopportata, per la maggior parte dei dialoghi, per un percorso psicologico [parlo di quello che accade a Mel] a tutto volume che viene silenziato improvvisamente) 

Tami Veldura Stealing Serenity

Un bdsm che ha tutta l’eleganza del bianco&nero, un erotico raffinato e bello da leggere!

37939719Cosa succede quando un ladro professionista incontra un esperto di nodi? Si ritrova invischiato tra le sue corde!
Daniel ha portato a termine molte truffe pur di riuscire a mettere le mani su un bottino. Questa volta la sua attenzione è puntata sulla “Serenity”, una fotografia dal valore di quattro milioni di dollari, che rappresenta l’opera più costosa a cui abbia mai dato la caccia. Per scoprire dove si trova, però, deve avvicinarsi a Kearin, proprietario di una casa d’aste e fotografo.
Quando lo incontra a un evento, Kearin capisce che Daniel può essere una risorsa per il ramo non-profit della sua azienda, ma l’offerta di lavoro che gli fa ha un altro scopo: metterlo davanti alla sua macchina fotografica. Preferibilmente nudo, legato e voglioso, per soddisfare la richiesta specifica di un cliente, con un portfolio che lo renderà il migliore del suo campo.
Daniel accetta prontamente di posare per lui, convinto che questo lo condurrà alla “Serenity”, ma ciò che non si aspetta è di innamorarsi della particolare intensità di Kearin.
Sceglierà la fotografia o il cuore di Kearin?

Daniel, il ladro (nella mia testa ha il volto di mio marito), il suo obbiettivo è rubare la una foto che costa na barca di piccioli : la “Serenity”. Perciò comincia a lavorare per la casa d’aste che si è occupata della vendita, concentrato al massimo sul suo obbiettivo…. Almeno finché il proprietario della casa d’aste, Kearin (maestro nell’arte dei nodi e della dominazione, tanto sicuro di se al punto di apparire arrogante, una presenza magnetica) non lo coinvolge in un progetto fotografico altamente erotico a tema bdsm.

I due si studiano e si girano intorno, ognuno dei due cercando di ottenere il proprio obbiettivo,ingannandosi a vicenda

«Hai trovato un pezzo di me, ma non è tutto il puzzle.»
«Scoprirò gli altri pezzi,» disse Kearin con la più assoluta certezza.
Sapeva quanto era attraente? Daniel emise un lungo sospiro. Voleva che Kearin lo guardasse, che lo vedesse veramente, e non lo studiasse solamente dall’altra parte delle corde e della lente. Desiderava che capisse che c’era molto di più di Daniel ….

E Daniel ad un certo punto rischia di mandare tutto a puttane finché non ritrova il punto centrale della sua missione

La fotografia è tutto.

L’arte della fotografia e la ricerca dello scatto perfetto è la perfetta cornice a questi due uomini e al loro percorso insieme, a quello che reciprocamente si danno: Daniel con il suo lasciarsi dominare e “vedere”. Kearin non nascondendo la sua vulnerabilità e lasciandosi “dominare” dal sottomesso!

Il finale è di quelli che mi ha fatto esclamare “Nooooo è già finito? Peccato, ne voglio ancora!” ….  Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire): libellula

Cathryn Fox Il suo chiodo fisso (In the Line of Duty #1)

37887616“Una volta che la miccia è accesa, c’è un solo modo per spegnere la fiamma.”
Un anno fa, Colle Sullivan ha fatto una promessa sul campo di battaglia, sigillata con il sangue di un uomo morente: prendersi cura della sorella minore del suo migliore amico. E adesso è costretto a convivere con il fatto che Gemma Matthews è del tutto off limits.
Benché Gemma abbia sempre avuto una cotta per l’artificiere – moro e bellissimo, anche se fin troppo serio – non riesce a dimenticare il suo passato rifiuto. Ed eccoli ora, dieci anni dopo, con Cole ancora nel ruolo di protettore. Ma quando lei lo scopre a osservarla dalla casa di fronte, coglie al volo l’opportunità di fargli vedere tutto ciò che si è perso.
Cole riesce a malapena a mantenere la calma davanti allo spettacolino di Gemma in camera da letto. Non è mai stato un uomo che corre rischi, ma la campagna di seduzione senza limiti della donna accende la miccia di una bomba che può solo finire per esplodergli in faccia.
Il pensiero di fare marcia indietro viene spazzato via da una passione bollente e sconsiderata che lo lascia con un quesito: come farà a vivere tra i cocci acuminati della promessa infranta?

Allora nel complesso la storia mi è sembrata abbastanza carina, piuttosto scialla e disimpegnata, porta a casa la sufficienza ma con qualche riserva.

Gemma è la veterinaria di un rifugio che accoglie randagi, è una ragazza benestante e il suo impegno è raccogliere fondi per tenere il centro aperto. Un tipo cocciuto e determinato.
Cole è un soldato coi suoi tormenti, è uno

«Tosto, ruvido e duro,» sussurrò. «Ma così dolce. Tanto, tanto dolce.»

Gemma e Cole hanno un passato in comune che comincia con il fatto che Cole è un “randagio” e la famiglia di Gemma è stato il suo rifugio, inoltre quand’era una pischelletta Gemma ha cercato di sedurre Cole che gli ha dato il due di picche.
Quando s’incontrano di nuovo la scintilla della passione inevitabilmente divampa impetuosa.

Parlando per metafora: questa storia è come la pianura padana, la tensione sessuale che poi si sviluppa è come la nebbia, troppa nebbia che soffoca tutto il resto secondo me. I personaggi sono sviluppati in maniera superficiale e non sono riuscita ad affezionarmi, Gemma a volte mi ha dato fastidio con tutto sto bollore e “io la notte me mozzico er cuscino”, e Cole per quanto mi è piaciuto, perchè è tanto caruccio lui, ad un certo punto nella mia testa è diventato Edward Cullen, niente di male a me Edward piaceva tanto…..Solo che ad una certa ebbasta figlio mio.

 Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) la doccia (che insieme alla scena “emotiva” verso il finale è il momento che maggiormente ho apprezzato)