T.J. Klune La lunga strada tortuosa (Bear, Otter, and the Kid #4)

42587615La famiglia non è sempre definita dal sangue, ma da coloro che ci rendono completi e contribuiscono a costruire la nostra identità.
In questa storia ormai giunta alla fine, Bear e Otter saranno messi alla prova come mai prima.
Una ragazzina che non ha un altro posto dove andare bussa alla loro porta.
Una telefonata improvvisa comunica novità inaspettate.
Un fratello torna finalmente a casa dopo aver imparato a camminare da solo.
E, mentre questi tre elementi convergono, le vite di tutti subiranno una svolta dalla quale sarà impossibile tornare indietro.
Cominciando con Un insolito triangolo e proseguendo con La nostra identità e L’arte di respirare, TJ Klune ci parla di famiglia e affetto fraterno, di amore e sacrificio. In questo capitolo finale, gli eventi del passato servono a lastricare la lunga e tortuosa strada che porta a un futuro che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.

Ancora non ci credo alla fine di questo lungo e tortuoso viaggio.
Grazie (e addio) Bear, con le tue riflessioni farciti di sproloqui mentali mi hai fatto tanta compagnia , ed hai colorato i miei stati d’animo grigi.

È lui che ci prende per mano e ci accompagna alla fine, riprende da dove eravamo rimasti “nell’arte di respirare” con sua madre che muore e la sorella (Izzie) che i presenta alla porta della Mostruosità Verde. Un lungo e tortuoso viaggio tra passato, presente e futuro.

Quando, per esempio, hanno scoperto che Ty faceva abuso di psicofarmaci (e questa è stata una parte che ho digerito con la lacrime agli occhi, per Ty certo ma soprattutto per Bear e i suoi millemilla sensi di colpa e le sue angosce), ci racconta di come la coppia Bear&Otter sia maturata e rafforzata strada facendo, ogni giorno di più ,fino a mettere in pratica il diventare padri (presente). Comunque, signori miei, dopo questo libro non guarderò mai più i coni stradali senza pensare a Bear; e il momento coppia role play …. Vi dico solo Valentino Valentine e John Smith

E di come inevitabilmente il rapporto Bear&Ty non sarà mai più lo stesso – perchè la vita va avanti e ci obbliga ad evolverci durante il cammino – ma ugualmente sarà un rapporto duraturo. Bear, sempre lui con la sua mente folle e i suoi pensieri che prendono percorsi accidentati e assolutamente esilaranti, è più …Forte e maturo!

MI mancheranno da morire Creed, vero padre dell’anno nei secoli dei secoli, ed Anna, una vera girl power. E tutto il resto di questa meravigliosa combriccola sgangherata, una famiglia allargata troppo bella e del quale sfido chiunque a non volerne fare parte.
(signora Paquinn sempre nel mio cuore!)

Cos’altro posso dire se non che è Klune: e che quindi questo è un viaggio sentimentale, prolisso, divertente e anche profondo, che alla fine arricchisce e fa bene al cuore?

Alessia Esse L’amore di Audrey (Nel cuore di New York #4)

29201935Lei finge di essere innamorata.
Lui detesta l’amore.
Il loro incontro cambierà la vita di entrambi.
Ma nessuno dei due lo sa.

A trentatré anni, Audrey Brenner ha un lavoro soddisfacente e remunerativo, un folto gruppo di amici, e un uomo perfetto al suo fianco. Audrey e Jim fanno coppia fissa da quattordici anni, e lei non potrebbe essere più felice.
Ma si tratta di una finzione. Audrey, infatti, non è felice come gli altri pensano, e il suo amore per Jim non è più quello di una volta. La libraia dell’East Village è decisa a superare le difficoltà della sua relazione, e sembra riuscirci, almeno fino alla sera che cambierà per sempre la sua vita.
Matthew Lane capita per caso sul cammino di Audrey. Schietto e cinico nei confronti dell’amore, non si fa problemi a dirle quello che pensa di lei e delle sue scelte.
Quando il destino giocherà con entrambi, Audrey e Matthew si ritroveranno a fare i conti con il passato, con i propri errori, e con un sentimento unico e potente che minaccia di stravolgere ancora una volta le loro esistenze.
L’AMORE DI AUDREY è un romanzo autoconclusivo. Dato il contenuto di certe scene, la lettura è consigliata ad un pubblico adulto.

Finalmente sono riuscita a recuperare questa perla di storia, che finisce dritta dritta nello scaffale degli Intoccabili! (ti voglio bene Ale <3 )

Durante tutta la lettura ho pensato molte volte: Audrey all’inizio è una che la vita la mangia (propositiva e affamata di realizzare qualsiasi progetto si mette in testa, io sto fatto della sua abitudine a fare liste l’ho adorato follemente) ma poi sceglie di fermarsi (per amore) e senza rendersene conto si lascia perdere – abbraccia l’amore che diventa abitudine/che smette di arricchire e fare bene – e si dimentica di nutrire la sua fame di vita . Quando ormai è satura e la gabbia nella quale si è chiusa gli viene talmente stretta che non può più respirare crolla scegliendo finalmente di lasciarsi aiutare….io sono Audrey, solo che la mia gabbia è diversa.

La storia di Audrey è una storia che , in millemila modi differenti, appartiene ad ognuno di noi , racconta di presa di coscienza e rinascita, racconta di una donna che un passo alla volta si rialza e va avanti e torna a vivere. Alla fine di questo libro la prima cosa che mi sono detta è “voglio essere una persona migliore di così. Voglio prendere le mie penne colorate, il mio bullettogiornalino e cominciare una serie di liste dal titolo “a piccoli passi” (titolo che mi è venuto in mente proprio adesso).

Il lui della storia è l’imperfetto principe azzurro che ogni donna si merita (sin dal loro primissimo incontro), anche se ha un approccio cinico nei confronti dell’amore, infondo a ben leggere anche Matthew ha la sua personale gabbia. Audrey e Matt insieme ognuno dal suo punto di vista ci raccontano come l’amore è accompagnare chi ami, sostenerlo, lottare, sbagliare …. Lasciarsi e ritrovarsi …..

Alla fine della fiera è l’amore che ci salva: un passo/uno sbaglio/un momento  alla volta….E Il (mio personalissimo) particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) è la lavagna!

Rosalie Hawks La casa degli specchi

42089213Anno 2212. La Terra è diventata cupa e poco ospitale, le città crescono e si evolvono in verticale in grattacieli maestosi. Gli abitanti appartengono alle città, non il contrario. Non tutti, però, concordano su quest’ultimo punto.
Tra loro, un criminale crudele, un agente integro, una talpa inarrestabile e un investigatore determinato. Questi però sono solo dei ruoli. Dentro una casa degli specchi, quale profilo corrisponde esattamente alla persona a cui è stato assegnato?
In un mondo in cui si è Raccolti, Ignorati o Scartati e solo i più sani, forti e intelligenti possono vivere, giunge la vendetta di chi per colpa del Sistema ha perso tutto.
Chi e quanti sono i vendicatori?

È ufficiale che Rosalie, con questa storia, si è guadagnata un posto nell’Olimpo dei miei scrittori preferiti!!!
(Anche mettendo in conto il fatto che non ho letto tutto d’un fiato, le ore di sonno che c’ho perso le ha meritate tutte, come il libro si merita, di conseguenza mi sono persa un po per strada)
Sin dalle prime righe mi ha fatto venire desiderio viscerale di disegnare :una città Palazzo, mini brick di latte e cubi di rubik  ….😍 . 
E aggiungo che non guarderò mai più un palazzo con gli stessi occhi, e senza rivolgere un pensiero a Logan, Sebastian, Robin, Estelle e Bernadette.

Dall’inizio alla fine la storia è pregna di informazioni, tra le quali: la terra è un luogo inospitale quindi si vive in altezza su alti grattacieli, e solo i poveri e i diseredati sono condannati a stare al Pianterreno o ai piani bassi; grazie al sistema del Raccolto regna la legge del più forte, alcuni si arrangiano a sopravvivere (i Ratti) altri vengono tristemente Scartati visto che per il Sistema rappresentano solo uno spreco. Ho amato follemente tutti i termini tecnici, il mio preferito in assoluto Diniego di Prestazione per lo Sviluppo Civile.

I personaggi che ci vengono raccontati sono molto ben caratterizzati, ricchi di sfumature e molto molto maturi malgrado le giovani età. La bravura di Rosalie (se mi leggi sappi che vorrei farti mille e una domande: come è nata questa idea? Quali sono i viaggi mentali che hai fatto mentre scrivevi? cosa hai imparato da ognuno dei tuoi personaggi? Posso leggere tutti gli appunti che hai preso su questa storia? …) sta tutta nel fatto che davvero è riuscita a distorcere la verità attraverso uno specchio deformante.

Mentre leggevo le gesta criminali del Corvo mi ricordavo di una scena di Person Of interest in cui Samin Shaw incontra il capo della fratellanza che gli dice che può unirsi a loro, ma lei risponde qualcosa tipo “il modo in cui combatti pesa quanto il motivo per cui lo fai.” Con questa idea mi sono addentrata in questo labirinto di specchi, e poi la verità ha preso forme diverse, quello che era non è stato più … Ho trovato tutto il percorso magnetico e affascinante!

Un’altra cosa che si è sottolineata da sola ai miei occhi: il contrasto tra la freddezza dei Raccolti che vivono ai piani alti, tutto molto…. asettico e scipito. Mentre invece i disgraziati del Pianterreno di contrasto conoscono e sfruttano il valore del calore e dell’affetto fisico/emotivo, ecco un’altra espressione che mi porterò dentro il cuore è “Cuore di Ratto”.

Vorrei raccontarvi tutto il mio amore per alcune scene in particolare, ma non posso perchè farei troppo spoiler e davvero non è giusto!
Logan,Sebastian ed Estelle in particolare è stato bellissimo conoscere voi tre, ognuno di voi mi ha dato moltissimo!
Robin e Bernadette grazie di essere come siete! Robin hai ragione, ed io non ci avevo mai pensato, le mucche sono animali fichi 🙂

Tibby Armstrong No apologies (Hollywood #1)

Prosegue il mio buon proposito di smaltire la lista “uno leggo, 10 ne aggiungo”.
Arrivata al finale di questa storia mi viene voglia di prendermi a schiaffoni per averci messo tutto questo tempo a recuperarla!

33512809Solare ed estroverso, Aaron Blake non ha mai incontrato qualcuno più enigmatico e intrigante del suo compagno di stanza, l’ombroso Greg Falkner. Aaron vorrebbe imparare a conoscerlo, ma l’unico modo per penetrare il suo guscio è infrangerlo. Quando la loro dapprima riluttante amicizia cede il posto all’amore, però, i due ragazzi si trovano a dover fronteggiare la crudeltà dei loro compagni e l’intolleranza dell’accademia militare che li ospita.
Questa, almeno, è la storia che lo sceneggiatore Greg Falkner racconta al pubblico e al suo compagno di lunga data, Aaron Blake, nel suo ultimo film, No Apologies. Liberamente ispirata alla loro vita insieme, la pellicola sconvolge Hollywood col suo audace ritratto di due adolescenti che si innamorano e diventano adulti in un mondo che fatica ad accettarli.
Ma se sul grande schermo è facile dare ai protagonisti un lieto fine, Greg sarà costretto a lottare – e forse anche a fare ammenda – per trovare il suo con Aaron.


(Mi ha catturata si dalle prime righe) Siamo nel presente, anni 2000, si capisce molto bene che Aaron e Greg, coppia di lunga data, rischiano di perdersi, Aron stanco di vivere “di nascosto” la sua relazione è ormai vicino al punto di rottura, Greg consapevole di questo gli chiede di rimandare qualunque decisione a dopo la prima del suo film “no apologies”.

Il Film è ambientato nel loro passato (gli anni 90), in una scuola militare, e racconta di due giovani che scoprono la loro sessualità, e che insieme affrontano episodi di bullismo (credo che la scena che ricorderò più di tutte è quella in cui un professore, dopo la dovuta raccomandazione, si gira dall’altra parte). Il film racconta in maniera romanzata la vera storia di Greg ed Aaron, i ricordi che si amalgamano alla finzione, ma bene o male i tratti caratteriali dell’uno e dell’altro veri. Da una parte Greg, abituato  subire angherie, che si fa scudo del suo provocare gli altri per nascondere la sua vulnerabilità, incapace di chiedere scusa, convinto di non meritare l’amore. Dall’altra parte Aaron e la sua compostezza, il suo carattere piacevole e forte, ma allo stesso tempo un ragazzo confuso (significativa la scena nel negozio di dischi).

Greg approfitta del film per cercare di salvare la sua relazione, fa passi molto importanti …. Eppure non basta del tutto, per farcela dovrà imparare a chiedere scusa, ad accettare che merita di essere amato pure lui, dovrà rendersi vulnerabile. Si sarà capito, immagino, che è proprio lui il mio personaggio preferito.
Ma anche Aaron, con tutta la stanchezza e il “rancore” accumulato nei confronti di Greg mi è rimasto nel cuore.

L’unica cosa che veramente mi è dispiaciuta di questo libro è non averlo potuto leggere tutto d’un fiato, perchè ho come l’impressione di aver perso molto/troppo.
Consigliatissimo!

 

Eli Easton Buon Natale, Signor Miggles

Siccome che sono nel periodo “lettrice in crisi”, e la mia lista di libri da recuperare è lunga 20 quaresime (…e forse di più), e mancano 87 giorni a natale …. Riparto proprio da una storia natalizia 😀

33403690Toby Kincaid adora il suo lavoro nella biblioteca della città di Sandy Lake, in Ohio, dove passa i suoi giorni circondato dai libri a parlare con i visitatori. Adora specialmente il suo capo, il signor Miggles: gentile, arguto, sapiente in qualsiasi campo e totalmente innamorato del Natale. Sean Miggles, oltretutto, è davvero carino, specialmente per essere un adulto che veste completo e cravatta. L’uomo, però, si tiene a distanza da tutti, e c’è una tristezza nei suoi occhi che Toby non comprende. Quando Sean viene accusato ingiustamente di un crimine che non ha commesso si arrende e non prova neanche a lottare, perciò Toby si rende conto che deve essere lui da solo a salvare la biblioteca… e il suo capo. Cercherà, così, di smascherare l’oscurità che si cela nel passato di Sean e dimostrargli che anche lui merita una seconda possibilità, nella vita come nell’amore. E, mentre si occupa del suo personale miracolo di Natale, magari riuscirà anche lui a ricevere il dono a cui ambisce tanto: amare ed essere amato dal signor Miggles.

Quello che ho maggiormente amato di questa storia è stata l’ambientazione: una biblioteca 😍 (ed anche le varie citazioni random … Beh tranne quella su cime tempestose, io odio cime tempestose).
A narrarci il tutto è Toby, assistente capo bibliotecario, un giovanotto appassionato del suo lavoro – con un ragazzo “scopata comoda e mangia soldi” , ed una cotta latente per il suo capo: Mister Miggle appunto.
Sean Miggle,è serio e composto, un uomo tranquillo e …. nei suoi occhi si nasconde tanta tristezza, che però scompare durante il periodo natalizio. Inoltre è un uomo silenziosamente molto buono, e si sa che a seminare il bene qua e la, poi si raccolgono i frutti 😉

È una storia calda e natalizia, tipo i film del pomeriggio a dicembre, ma nonostante questo gli argomenti che tratta sono molto seri. Per esempio i cattivi genitori che scaricano i figlioli come pacchi e se ne fottono, oppure il brutto crimine di cui viene accusato Mister Miggle (fatto questo che da la possibilità a Toby di aprire gli occhi e vedere dove sta di casa l’amore vero…), i pessimi avvoltoi pronti a sciacallare per i propri interessi.

Ma è anche una bella storia di buoni sentimenti, dove la comunità si batte per proteggere un tesoro prezioso come la biblioteca, e per difendere il suo custode, non ho problemi ad ammettere che al “momento della resa dei conti” mi ha gasato alquanto 🙂

Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire): Glühwein

Charlie Cochet Nel bene e nel male (THIRDS #8)

41808025Seguito di Gioco di specchi

Nel giro di qualche giorno, Dex è stato rapito, torturato, ucciso, è tornato in vita, è divenuto per metà teriano, gli è stato offerto di diventare una spia e ha accettato la proposta di matrimonio del suo ragazzo teriano giaguaro, Sloane Brodie. È molto da accettare e, sebbene stia ancora cercando di capire tutto quello che è successo, sa che deve andare avanti.
Dopo gli eventi di Gioco di specchi, Dex e Sloane si ritrovano in una delle situazioni più spaventose in assoluto: rivelare la verità alla loro famiglia della Destructive Delta. Una volta calmate le acque, nulla sarà più lo stesso, e starà a Dex dimostrare che, nonostante i cambiamenti, la famiglia è l’unica cosa che rimarrà sempre uguale.

Secondo me l’unico difetto di questo ottavo libro è che dura troppo poco (nella mia attuale situazione di lettrice in crisi Dex&Sloane e tutta la combriccola riescono ancora ad attirare prepotentemente la mia attenzione!) 🙂

– Forse l’ho detto troppo poco, qua sul blog almeno perchè  a Iss O Pupaz ho fatto la capoccia quanto l’Olimpico, sto aspettando la storia di Seb&Hudson come se non ci fosse domani …. Ho quasi paura di restare delusa, ma lei ha continuato a rassicurarmi a tal proposito
– Secondo me in questo capitolo della storia, in cui Dex deve fare i conti con la sua nuova condizione di ibrido/ il futuro matrimonio/e la scelta di passare nel TIN, dimostra veramente palle e carattere da super eroe. Lo dico specialmente riguardo ad Ash ed al modo in cui lo affronta e lo placa
– Ash, il leone teriano che gioca a fare il duro quando invece è un pezzo di pane appena sfornato. Di lui ho amato anche i punti e virgola a sto giro.
– La tenerezza spropositata che mi fa Hobbs, davvero ogni volta raggiunge un picco più alto.
– Il meraviglioso senso di famiglia che si respira, non solo tra Dev Cael e Maddock ; a proposito di Maddock ho fatto la scoperta del secolo grazie al dottore dai capelli rossi …. Questo si che mi ha spiazzato, però che figataaaaaa (la reale portata di questo strillo la conosce solo Iss O Pupazz, al quale ho subito vocalizzato); ma anche la Destructive Delta. I cambiamenti fanno paura e scombussolano ma la vera forza è saper esserci sempre e comunque l’un per l’altro.
– Sonia Sparks, al quale io onestamente non mi sento di dare il beneficio del dubbio (Richards Burns purtroppo insegna)…. Però gli accordo un 70% della mia fiducia.

…..Ps complimenti per il sesso post mutazione 😎

N.R. Walker A chiare linee (Thomas Elkin #2)

41707069Quando alcune linee perdono nitidezza, altre diventano cristalline. 

Innamorati persi l’uno dell’altro, Thomas Elkin e Cooper Jones decidono finalmente di dare una possibilità alla loro relazione. 
Quello a cui non sono preparati, però, è il dover far fronte alla reazione delle loro famiglie, che invece vogliono si separino. Entrambi impareranno presto quali siano le linee guida che ci definiscono. E che, a volte, se alcuni contorni appaiono sfumati, altre linee diventano improvvisamente chiarissime. 

Secondo capitolo dellaStoria Elkin&Cooper,l’amore prosegue e si rafforza!
Gli ingredienti sono: porcellosità (si narra che Cooper sia insaziabile 😎),la quotidianità (la coppia che si vive con gli impegni lavorativi/occasionali uscite serali/un concerto per giovani 😂….)
e il coming out alle rispettive famiglie, che si capisce che non reagiscono bene per niente. Il pregiudizio del Tom ha 44 anni e Cooper 22, siamo sicuri che Tom non è altro che un vecchio porco?
Ma la coppia forte del proprio vero amore tiene botta e va avanti.

La mia scena preferita, che di conseguenza diventa anche  Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire), è quando Tom ha disperatamente bisogno di Cooper – Cooper arriva (chiamato precedentemente dal figlio di Tom) – e si abbracciano forte mentre Tom scoppia a piangere

Tilar J. Mazzeo La ragazza dei fiori di vetro

33982743Erano ormai migliaia i nomi scritti su sottili cartine da sigaretta. Una lista di oltre 2.000 nomi di bambini ebrei con accanto le identità false che li avrebbero salvati. Da quando i nazisti avevano creato il ghetto di Varsavia, Irena aveva convinto i loro genitori ad affidarglieli per nasconderli presso famiglie cattoliche o conventi in tutta la città e la campagna. A guerra finita l’archivio, come lo chiamava lei, sarebbe servito a restituire ai bambini la loro identità. Pochissime persone erano al corrente dell’esistenza di quelle liste, erano informazioni troppo pericolose da condividere.
Il giorno in cui viene prelevata e condotta al quartier generale della Gestapo di Varsavia, Irena è terrorizzata. Nell’autunno del 1943, nella Polonia occupata dai nazisti, e forse in tutta Europa, non esisteva un posto più spaventoso di quello. Tutti sapevano cosa succedeva là dentro, e lei pregava di farcela a reggere alla tortura, di non tradire nessuno. Molte vite dipendevano da lei. I suoi compagni della rete clandestina, il suo amato Adam, anch’egli nella resistenza, tutti i polacchi che offrivano il loro aiuto. E soprattutto i bambini. Solo lei poteva decifrare quegli elenchi e se le fosse successo qualcosa, tutto sarebbe andato perduto. 
Mentre l’auto si avvicinava alla sua lugubre destinazione, Irena pensava che doveva farcela, l’aveva promesso a quei genitori che erano saliti sui treni per Treblinka con l’unico sollievo di aver messo in salvo i loro figli. Ancora non sapeva che solo quell’esercito di bambini indifesi e nascosti poteva salvarla.

Storie come questa servono prima di tutto alla coscienza: perchè sono esistite, ed ancora oggi esistono, anime coraggiose e forti che in tempi orrendamente bui sono luce e speranza. Questa non è solo la storia di Irena che ha rischiato la sua vita per salvare bambini ebrei dal ghetto, è anche la storia di quelli che hanno fatto parte della sua rete e l’hanno aiutata. È la storia di quella vicina di casa che prestò del sapone ad Irena (aveva visto che in quella casa erano entrati bambini ebrei); o di quell’autista del tram che senza dire niente ha prestato soccorso ad una cellula di Irena per proteggere un bambino…..

Di quel periodo a Varsavia una scena mi ha profondamente colpito più delle altre: quando durante l’insurrezione del ghetto di Varsavia gli ebrei riuscirono ad esporre lo striscione “aiutaci fratello stiamo combattendo anche per te”, in risposta ottennero solo silenzio …..
I polacchi di Varsavia che a loro volta poi diventarono vittime perchè i tedeschi avevano deciso di cancellare Varsavia.
Il buio totale, però come scrivo sopra ci sono stato tante piccole luci, Irena in primis.

A leggerla la crudeltà di quel periodo mi si spezza il cuore (il dottore che non abbandona i suoi bambini sul treno per Treblinka….. Ancora mi salgano e lacrime)
Ogni volta poi che leggo questo tipo di storie, storie vere e realmente accadute, inevitabilmente mi ritrovo sempre a chiedermi: “ma io sarei capace di essere così forte? Di essere una luce in mezzo al buio? Di rischiare?”
Mi piace pensare che si lo sarei, ma sono cosciente che invece molto probabilmente no.

Altra cosa che mi ha colpito di quel periodo è che mi sembra così attuale. Allora gli antisemiti giravano le strade a caccia dell’ebreo da picchiare e vessare, oggi c’è chi si affaccia dal balcone e spara a caso sui neri…
Questo scatena tutta una serie di riflessioni e domande nella mia testa, quella più importante è: possibile che siamo così ciechi da non vedere il ripetersi della storia? (cambiano i nomi e i tempi sono a colori invece che in bianco e nero, ma la zuppa quella è ….)
Mi sarebbe piaciuto conoscere Irena di quel periodo, una dona così forte e coraggiosa fino all’incoscienza, mi sarebbe piaciuto toccare con mano le sue imperfezioni, sono sicurissima che l’avrei amata moltissimo.
Ho pensato di raccontare questo libro in una foto, ed ovviamente la prima idea che ho avuto è stata quella di andare a comprare cartine di sigarette. Però anche un camice da dottore:

Nachum Remba ……. Accompagnato da Ala, in veste di capo infermiera, si presentò ai soldati spacciandosi per il responsabile medico del ghetto.

Non era vero ma così facendo salvarono moltissime vite.
Assolutamente da leggere, e non solo per non dimenticare….

L.A. Witt Statico

41258567Durante i due anni passati insieme, Alex ha sempre temuto il momento in cui Damon avrebbe scoperto la verità, ovvero che lei è un mutagenere, quella piccola percentuale della popolazione in grado di cambiare sesso a piacere. Grazie a un impianto che le è stato messo contro la sua volontà, però, Alex si risveglia improvvisamente statico, ovvero non riesce più a cambiare da un genere all’altro, e bloccato nella sua forma maschile. Nel giro di una notte, la sua doppia natura viene rivelata a un mondo che non capisce né tollera quelli come lui… e al suo fidanzato eterosessuale.
Damon rimane sbalordito nello scoprire che la sua ragazza è un mutagenere e si spaventa a morte per i notevoli rischi a cui la espone l’impianto che le è stato imposto. Si rifiuta di abbandonarla, ma che ne sarà della loro relazione? Lui è etero e Alex è intrappolata nella sua forma maschile, perché rimuovere l’impianto è troppo costoso e pericoloso.
Derubato di metà della propria identità e costretto ad affrontare complesse conseguenze fisiche e sociali, Alex ha bisogno più che mai di Damon, ma non vede una via d’uscita da quella situazione.
Specialmente se sarà costretto a restare statico per sempre.

Di questa storia principalmente mi è piaciuto il fatto che fa riflettere:
– sul brutto difetto di incasellare tutto e tutti in celle prestabilite, e semmai qualcuno esce dalla gabbia viene malvisto
– Lo stupido fanatismo religioso, tenere in mano la bibbia e citare a memoria i suoi passi …. E poi invece di esercitare gli insegnamenti che ne vengono erigersi a giudici ed esecutori di condanna perchè altrimenti Dio ti manda all’inferno…. La strada per il paradiso è davvero lastricata di buone intenzioni.
– Ad Alex contro la sua volontà viene impiantato una roba che impedisce di cambiare genere, è stata dunque vittima di una terribile violenza…. Eppure agli occhi di molti invece di lamentarsi dovrebbe ringraziare i suoi carnefici. E perchè mai non dovrebbe accettare l’impianto e vivere una vita da statico e quindi essere normale come la società pretende?
Per un bel pezzo ho pensato alle donne violentate o stalkerate e vittime di ex che non si rassegnano, che “indossavi la minigonna! “eri ubriaco e allora che cacchio vai cercando?” “l’ha ammazzata ,ma è successo perchè la amava troppo…”
– Essere costretti al coming out; il dover aprire la mente e accettare che al di là del genere c’è la persona (con i suoi bisogni e i suoi desideri); che quando due si amano un modo lo trovano sempre (anche se inizialmente sembra che invece no), questo di Damon mi è piaciuto: che nonostante la difficoltà nel digerire e processare che la donna che ama sia mutagenere non la lascia , e che passo alla volta/difficoltà di comunicare strada facendo lascia prevalere tutto l’amore che conta davvero.
Mi piace, prima di chiudere, sottolineare che laddove il male fa chiasso e pare vittorioso (disgraziati coloro che hanno costretto Alex a vivere questo calvario) il bene striscia silenzioso e potente (le persone buone esistono e, lo ribadisco, l’amore vince)

Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) una festa a sorpresa e un ballo 🙂 

Jules Verne Il giro del mondo in 80 giorni

Luglio: fra le voci della Book Challenge

La rocambolesca avventura di Phileas Fogg comincia comodamente nel salottino del suo club: il flemmatico nobile inglese scommette, inaspettatamente, che riuscirà a compiere il giro del mondo in ottanta giorni. In questo viaggio Phileas si fa accompagnare da Passepartout, pasticcione ma risoluto domestico francese assunto il giorno prima della partenza. Attraverso paesaggi da sogno, contrattempi imprevisti e incontri non sempre gradevoli, i due eroi riusciranno a portare a termine la loro missione all’ultimo secondo. Il giro del mondo in 80 giorni è un’avvincente metafora di quanto la tecnologia ha reso piccolo il mondo e messo in contatto popoli di ogni latitudine.

Di cui ho sempre conosciuto a sommi tratti la trama, e del quale ricordo il cartone animato (meravigliosamente riassunto da Stefano Piffer) che trasmettevano a bim bum bam!
Così sono andata alla biblioteca del paesello (accolta da “ohhh è tantissimo che non metti piedi qui, prima venivi molto spesso” …. Tutta colpa del digitale rispondo io) e ritiro una copia del libro.
Comincio a leggere la prima pagina, due volte e subito mi acchiappa lo sconforto e l’idea di mollare e non perdere tempo, meno male che non l’ho fatto!

La storia è nota: il signor Fogg che scommette sulla riuscita del mondo in 80 giorni (imprevisti qualsiasi tutto compreso).
E durante la sua avventura alle calcagna ha l’ispettore Fix che lo tallona credendolo il rapinatore della banca.
Di questo viaggio mi porterò dentro:
– il carattere imperturbabile di mister Fogg, ne l’acqua lo bagna e ne il vento l’asciuga. Per tutto il tempo mi sono chiesta “ma stu cristianu n’ave sangu ne vine?” (ma questo cristiano ne ha sangue nelle vene?). Poi però lo vedevo capace di piccoli immensi atti di coraggio e generosità (come quando ha deciso di salvare Adùa dal rogo, oppure quando si è gettato all’inseguimento dei sioux per salvare Passepartout). La sua stramba fissa per la precisione al millesimo di secondo.
– Passepartout che molte volte mi è sembrato il protagonista più del signor Fogg
– il cazzotto che Fogg da a Fix: dentro di me mi sono alzata e fatto standing ovation
– Il momento più bello, secondo me, quando una volta rientrato credendo di aver perso la scommessa, dopo che veramente aveva sfidato e vinto qualsiasi ostacolo, parla con Adùa e … “mi volete come amica e compagna… come moglie” e lui prima chiude gli occhi e poi una volta riaperti “Vi amo e sono vostro” …. I salti di gioia che ha fatto il mio cuoricino babbano 😍