Jillian Cantor La lettera perduta

43556715Una misteriosa lettera d’amore sospesa tra passato e presente, verità e inganno. Un segreto di famiglia sepolto nei ricordi; una passione più forte della paura e dell’oblio. 

Austria, 1938. Kristoff, giovane orfano viennese, diventa apprendista presso Frederick Faber, mastro incisore specializzato nella realizzazione di francobolli. Quando il suo mentore, ebreo, scompare durante le devastazioni della terribile Notte dei Cristalli, Kristoff è costretto a mandare avanti la bottega al servizio dei nazisti. Ma la figlia di Faber, Elena, scampata alla cattura e collaboratrice della Resistenza, lo convince a unirsi alla causa, falsificando documenti e inviando messaggi in codice. Per lei, di cui è perdutamente innamorato, Kristoff farebbe qualunque cosa, a costo della sua stessa vita. Los Angeles, 1989. Da bambina, Katie amava accompagnare al mercato delle pulci suo padre, che era sempre alla ricerca di francobolli rari. Ora che l’Alzheimer gli sta togliendo passioni e ricordi, Katie spera di fargli un regalo gradito facendo stimare tutta la sua collezione. L’esperto di filatelia cui si rivolge, Benjamin Grossman, vi scopre una lettera la cui affrancatura, risalente all’inizio del secolo, sembra nascondere un messaggio segreto. Con l’aiuto di Benjamin, Katie decide di svelarne il mistero. Non sa ancora che la ricerca li condurrà a ritroso nel tempo, alla scoperta di una giovane coppia che si era giurata amore eterno, e poi nel presente esaltante di una Berlino che sta cambiando il mondo con la caduta del Muro. Non sa ancora che spetterà a lei, ora, rendere giustizia a quell’amore e a quella promessa. Ispirato a testimonianze reali della Resistenza, un romanzo che scuote le coscienze. Una storia coinvolgente che celebra l’importanza della memoria e i tanti eroi senza nome che con coraggio hanno sfidato i portatori d’odio.

Che bello quando arrivo alla fine della storia e sono commossa, archiviata nel mio scaffale “che bello il mio cuore è colmo di benessere”.

La lettera perduta è un viaggio su due spazi temporali diversi:
il 1938 in Austria,Kristoff va a vivere a casa della famiglia Faber come apprendista incisore di francobolli. Si esercita col bulino e contemporaneamente sperimenta la sensazione di avere una famiglia. Frederick Faber ha due figlie e Kristoff s’innamora della più grande. Tutto scorre e trascorre fino alla notte dei cristalli.
1989 Los Angeles: Katie deve fare i conti con la sua vita che cambia (suo marito decide di divorziare proprio mentre suo padre si ammala di Alzheimer… Il papà di Katie è un collezionista di francobolli, e lei con la scusa di far valutare la sua collezione scopre una lettera con un particolare francobollo, risolvere il mistero di quel francobollo pian piano l’aiuterà anche a snodare la sua nuova vita. Il fatto storico sullo sfondo è la caduta del muro di Berlino.

Di questo viaggio ho amato moltissimo: la coraggiosa ostinazione nella lotta di Elena, la personalità di Benjamin, l’edelweiss e il suo significato, Kristoff quando mi racconta cosa significa per lui stare con la famiglia Faber (il momento in cui ormai tutto è sfasciato, e lui accende le candele dello Shabbat e recita , male la preghiera, è nella mia classifica dei 5 momenti del cuore ….), e fra le mie sottolineature:

“Forse mio padre aveva ragione. Non c’è mai un solo finale, una sola risposta, una sola persona in grado di renderci felici oppure no. Forse possiamo tutti ripartire da zero, essere persone diverse.”

 

S.E. Harmon Recensione Anteprima Blueprint (Rules of Possession #1)

43844357Kelly Cannon è soddisfatto della sua vita. Ha degli amici, una famiglia fantastica e un buon lavoro. La sua vita amorosa, però, fa davvero pietà. E per quale motivo? Perché il suo cuore ha deciso di infrangere due regole importanti: non innamorarsi di un etero e soprattutto non innamorarsi del proprio migliore amico.
Il campione di football Britton “Blue” Montgomery è sotto pressione. Suo padre è interessato solo alla sua carriera di giocatore. I suoi allenatori vogliono che giochi senza infortunarsi di nuovo. E poi ci sono i tifosi, il suo agente e infine sua madre, che è ricomparsa dopo aver lasciato la famiglia anni prima. Come se non bastasse, il suo rapporto con Kelly si fa sempre più incerto, e questo lo spaventa più di qualsiasi altra cosa.
Quando Kelly ammette di essere innamorato di lui, il loro legame è messo alla prova, e Blue deve decidere cosa conta davvero. Non vuole perdere la persona più importante della sua vita, ma il prezzo per tenere Kelly al suo fianco potrebbe essere più alto di quanto lui sia disposto a pagare.
Per fortuna, il suo soprannome in campo è Blueprint, il Prototipo: è l’unico che potrà cambiare le regole del gioco.

Pensieri a caldo:
– Kelly, professore nerd fuori dagli schemi: non il classico goffo/occhialuto/brutto anatroccolo/sfigato ma figo tutto tatuaggi e piercing e simpatia. É stato piacevole – sin dall’inizio – seguirlo mentre si raccontava,più di una volta mi ha regalato qualche sorriso. Innamorato del suo migliore amico Britton Montgomery, stella affermatissima del football conosciuta con il soprannome di Blueprint,, manco a dirlo è etero
– Blueprint è il classico sportivo tutto allenamenti e scopate a destra e sinistra, simpatico da conoscere ma non è che mi è entrato nel cuore. Il fatto è che ad un certo punto della storia gli avrei tirato qualche coppino sulla nuca per l’egoismo con il quale ha trattato Kelly.
-La storia: Kelly lascia il fidanzato perchè non vuole far evolvere la relazione poichè in realtà è innamorato del suo migliore amico etero Blue. Blue è il tipetto che non risparmia le sue doti amorose al genere femminile: una botta e via il suo stile di vita. Unico punto fermo della sua vita è Kelly (e anche la famiglia di lui … Tra l’altro strepitosa la madre di Kelly), ad un certo punto …. le cose tra loro due si fanno eroticamente spinte, ma Blue manda segnali contraddittori “siamo amici, restiamo solo amici. Però ti bacio, tu mi baci, poi facciamo altro e poi …. comunque siamo solo amici e basta”
(ciao bisessualità)
Una sottolineatura per riflettere (e forse provare a non tirare coppini sulla nuca troppo forte):

“Veniamo indottrinati sin dall’infanzia a essere mascolini, duri, aggressivi e soprattutto a non essere finocchi. Puoi essere sciupafemmine, uno stupratore, un padre fannullone ed essere comunque accettato. Però non essere finocchio”

Una sottolineatura che riscatta Blue ai miei occhi:

“una parte di me pensa che potrei innamorarmi di te ….l’altra parte di me sa che sono già innamorato”


Una storia bella da leggere, scritta bene, e dove anche i personaggi secondari si fanno notare ….

 

N.R. Walker Senso d’appartenenza (Thomas Elkin #3)

Dolcissima conclusione di questa trilogia molto molto carina. (Consiglio goloso: io l’ho letta sgranocchiando cioccolato al latte, ma anche quello alla nocciola ci si sposa che è un piacere)

43125144Progettare una casa è semplice. Trovare quella giusta è tutt’altra questione.
Thomas Elkin e Cooper Jones godono finalmente del supporto delle loro famiglie e il loro amore cresce di giorno in giorno. Vivono insieme e pensano che nulla possa mettersi sulla loro strada.
Là fuori, però, c’è chi vuole dividerli.
Cooper incontra un giovane suo coetaneo, amministratore di un’impresa immobiliare, che lo vuole tutto per sé.
Tom, d’altra parte, deve far fronte alle discriminazioni di uno dei partner anziani della sua azienda, che cerca di farlo licenziare.
Che cosa si presenti loro davanti, però, non ha importanza: il rapporto tra Tom e Cooper è forte. Messa da parte la differenza d’età, Tom ha finalmente trovato il suo senso d’appartenenza. L’unico centro della sua vita, la sua vera casa.

«Sai cosa significa “senso d’appartenenza”?» Cooper annuì. «È quando l’edificio in cui ti trovi è talmente accogliente da sapere di casa. Quando si è in pace.» Annuii. «Esattamente.»
Cooper si guardò intorno. «Questo posto?»
Scossi il capo. «No.»
La parola successiva fu uno squittio. «Io?» Annuii e gli sorrisi. «Sei tu il mio senso d’appartenenza, Cooper.»

Tom&Cooper vivono insieme, sono assorbiti dalla loro quotidianità,dal molto lavoro: Cooper si sta facendo il mazzo con il suo primo progetto importante e Tom oltre al lavoro deve vivere una situazione sgradevole a causa di un socio anziano.
Tutto ciò però non li scalfisce minimamente e loro restano la bellissima coppia pucciosa e porcellosa che abbiamo conosciuto dall’inizio.

In più: un figlio di papà che molesta il povero Cooper (quando non si accetta un no come risposta -.-); i rapporti famigliari; più di un sorriso e molti momenti di tenerezza; un litigio nosense …..E più di un Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire): i Lego, un anello e una cianografia vuota, Winston 🙂 

Mi mancheranno le simpatiche schermaglie di questa coppia, lo spirito di patate e la testardaggine di Cooper, e di Tom mi mancherà il suo carattere, e le sue piccole insicurezze

Kate Sherwood Quel che luccica

42743012Non importa quanto provi a convincersi: Liam, architetto di successo a New York, non ha mai dimenticato Ben, il suo primo amore. All’avvicinarsi dei quarant’anni, Liam sente che nella sua vita manca qualcosa. Riuscirà a rimediare al suo più grande errore, quello che gli ha lasciato un vuoto che nessun successo lavorativo potrà mai riempire? O la paura di sbagliare di nuovo gli impedirà di avere la vita che sogna?
Liam e Ben sono stati amici da ragazzi e poi fidanzati all’università. Quando però Liam lo ha tradito, Ben si è imposto di tagliare i ponti con lui e di andare avanti con la propria vita. Abita ancora nella cittadina in cui sono cresciuti e dove fa l’insegnante, ma quella non è l’esistenza che sognava da ragazzo. Eppure, quando Liam riappare a North Falls, Ben non se la sente di rimettere il cuore in gioco. Non può permettersi di farsi conquistare ancora da lui dopo tutta la fatica fatta per dimenticarlo.
Nessuno dei due sembra voler mettere una pietra sul passato e affrontare l’ansia di un nuovo inizio. Non vogliono innamorarsi di nuovo, ma a volte l’amore bussa, anche quando non lo si è invitato.

C’era una una volta un uomo,Liam, che si trovava a vagare con la sua macchina in direzione del suo vecchio paese natale, Liam era un architetto di fama mondiale e stava soffrendo l’affronto di essersi visto soffiare un progetto da una giovane architetto di belle speranze.  Le prime righe di questa storia mi hanno fatto incasellare Liam nel ruolo di dramaqueen in crisi esistenziale.

Tornando invece seri la crisi costui ce l’ha: successo in campo lavorativo eppure non è davvero soddisfatto… Gli manca quel qualcosa che fa sentire veramente completo, e così torna indietro nel passato (15 anni) a rispolverare (anche se non de tutto consapevolmente) il suo primo vero grande amore, Ben, finito per colpa della sua infedeltà.
Liam sin dall’inizio non mi è stato molto simpatico, mi ha datola sensazione di essere “ingombrante”…. Ma pian pianino ho cominciato non ad amarlo no, a provare tenerezza forse? 

Ben che ha passato gli ultimi 15 anni a fare una vita “ingabbiata”: è rimasto fermo, dopo il tradimento e la fine della relazione con Liam ha smesso di investire il cuore per non soffrire più …. Lui secondo me è messo anche peggio di Liam, perchè la sua vita è “spenta”
(Per fortuna che ha amici e uno zio impiccione – 
zio Calvin per sempre nel mio cuore – ed amorevole che si preoccupano davvero per lui)

Questa è la storia di un uomo che è pentito degli errori del passato, che sa che per quanto tutto quel che luccica piace ed è bello da ottenere quello che conta davvero è altro; storia dell’altro uomo che impara che se congeli il cuore  e le emozioni non vivi davvero, che ci insegna che il perdono è davvero una scelta difficile, che per vivere davvero bisogna trovare il coraggio di investire il cuore anche nella consapevolezza che forse ci sarà da soffrire ancora:

“…ma il mondo è un posto difficile ed è importante imparare come non farsi ferire…”
“Non farsi ferire?” Se possibile, il suo sguardo era ancora più oltraggiato di prima e Ben ne rimase quasi sorpreso. “È ovvio che qualcosa o qualcuno la ferirà! Le è già successo….Ma quando si viene feriti, ci si rialza e si ricomincia a combattere, vero?”

Una cosa che ho molto apprezzato è il ritmo lungo, comunque non ci si annoia, un lieto fine che non appare ne scontato ne superficiale… 

Tilar J. Mazzeo La ragazza dei fiori di vetro

33982743Erano ormai migliaia i nomi scritti su sottili cartine da sigaretta. Una lista di oltre 2.000 nomi di bambini ebrei con accanto le identità false che li avrebbero salvati. Da quando i nazisti avevano creato il ghetto di Varsavia, Irena aveva convinto i loro genitori ad affidarglieli per nasconderli presso famiglie cattoliche o conventi in tutta la città e la campagna. A guerra finita l’archivio, come lo chiamava lei, sarebbe servito a restituire ai bambini la loro identità. Pochissime persone erano al corrente dell’esistenza di quelle liste, erano informazioni troppo pericolose da condividere.
Il giorno in cui viene prelevata e condotta al quartier generale della Gestapo di Varsavia, Irena è terrorizzata. Nell’autunno del 1943, nella Polonia occupata dai nazisti, e forse in tutta Europa, non esisteva un posto più spaventoso di quello. Tutti sapevano cosa succedeva là dentro, e lei pregava di farcela a reggere alla tortura, di non tradire nessuno. Molte vite dipendevano da lei. I suoi compagni della rete clandestina, il suo amato Adam, anch’egli nella resistenza, tutti i polacchi che offrivano il loro aiuto. E soprattutto i bambini. Solo lei poteva decifrare quegli elenchi e se le fosse successo qualcosa, tutto sarebbe andato perduto. 
Mentre l’auto si avvicinava alla sua lugubre destinazione, Irena pensava che doveva farcela, l’aveva promesso a quei genitori che erano saliti sui treni per Treblinka con l’unico sollievo di aver messo in salvo i loro figli. Ancora non sapeva che solo quell’esercito di bambini indifesi e nascosti poteva salvarla.

Storie come questa servono prima di tutto alla coscienza: perchè sono esistite, ed ancora oggi esistono, anime coraggiose e forti che in tempi orrendamente bui sono luce e speranza. Questa non è solo la storia di Irena che ha rischiato la sua vita per salvare bambini ebrei dal ghetto, è anche la storia di quelli che hanno fatto parte della sua rete e l’hanno aiutata. È la storia di quella vicina di casa che prestò del sapone ad Irena (aveva visto che in quella casa erano entrati bambini ebrei); o di quell’autista del tram che senza dire niente ha prestato soccorso ad una cellula di Irena per proteggere un bambino…..

Di quel periodo a Varsavia una scena mi ha profondamente colpito più delle altre: quando durante l’insurrezione del ghetto di Varsavia gli ebrei riuscirono ad esporre lo striscione “aiutaci fratello stiamo combattendo anche per te”, in risposta ottennero solo silenzio …..
I polacchi di Varsavia che a loro volta poi diventarono vittime perchè i tedeschi avevano deciso di cancellare Varsavia.
Il buio totale, però come scrivo sopra ci sono stato tante piccole luci, Irena in primis.

A leggerla la crudeltà di quel periodo mi si spezza il cuore (il dottore che non abbandona i suoi bambini sul treno per Treblinka….. Ancora mi salgano e lacrime)
Ogni volta poi che leggo questo tipo di storie, storie vere e realmente accadute, inevitabilmente mi ritrovo sempre a chiedermi: “ma io sarei capace di essere così forte? Di essere una luce in mezzo al buio? Di rischiare?”
Mi piace pensare che si lo sarei, ma sono cosciente che invece molto probabilmente no.

Altra cosa che mi ha colpito di quel periodo è che mi sembra così attuale. Allora gli antisemiti giravano le strade a caccia dell’ebreo da picchiare e vessare, oggi c’è chi si affaccia dal balcone e spara a caso sui neri…
Questo scatena tutta una serie di riflessioni e domande nella mia testa, quella più importante è: possibile che siamo così ciechi da non vedere il ripetersi della storia? (cambiano i nomi e i tempi sono a colori invece che in bianco e nero, ma la zuppa quella è ….)
Mi sarebbe piaciuto conoscere Irena di quel periodo, una dona così forte e coraggiosa fino all’incoscienza, mi sarebbe piaciuto toccare con mano le sue imperfezioni, sono sicurissima che l’avrei amata moltissimo.
Ho pensato di raccontare questo libro in una foto, ed ovviamente la prima idea che ho avuto è stata quella di andare a comprare cartine di sigarette. Però anche un camice da dottore:

Nachum Remba ……. Accompagnato da Ala, in veste di capo infermiera, si presentò ai soldati spacciandosi per il responsabile medico del ghetto.

Non era vero ma così facendo salvarono moltissime vite.
Assolutamente da leggere, e non solo per non dimenticare….

Lisa Henry, J.A. Rock Tempesta (Playing the Fool #3)

40807700Qualcosa di sinistro sta per accadere.
L’agente dell’FBI Ryan “Mac”McGuinness e il truffatore Henry Page sono di nuovo in fuga. Questa volta sono diretti là dove tutto è cominciato: Altona, nell’Indiana. Popolazione: alcune capre. Henry non è affatto contento di doversi nascondere nella fattoria McGuinness, ma non ha altro posto dove andare.
Mentre Mac combatte per riabilitare il proprio nome e Henry cerca di decidere da che parte stare, un fantasma dal passato minaccia di distruggere ogni cosa. E non è neanche la sola tempesta all’orizzonte. Tagliati fuori sia dal lato buono che da quello cattivo della legge, Henry e Mac devono sopravvivere basandosi esclusivamente sul loro fragile rapporto. 
Se Henry riuscisse finalmente rivelare a Mac chi si nasconde dietro tutte le sue maschere, i nostri eroi potrebbero forse avere una possibilità di sconfiggere le forze che cospirano contro di loro. Il vero amore non ha mai vita facile, ma per loro due potrebbe essere davvero l’unica speranza di sopravvivere.

Secondo me l’intera serie è decisamente un ritmo smoth jazz (si l’ho in cuffia adesso, la ciotola di caramelle l’ho lasciata di la perchè ormai mi sono lavata i denti e quindi ….)

La storia riprende da dove si era interrotta: Mac&Harry sono in fuga, ritornano ad Altona, per tirarsi fuori dai casini. L’agente dell’ FBI si deve difendere da false accuse criminali, Harry lo accompagna per aiutarlo. In macchina con loro anche Viola (la sorella di Harry).

In quest’ultimo capitolo in un certo senso è solo Harry il protagonista secondo me. Con la sua paura dei temporali, con il suo eterno istinto a svicolare e scappare,il confronto che fa tra sua madre e i genitori di Mac, Mac che riesce a ricavarsi un posto nel suo cuore e quindi a fargli desiderare cose che lui con i suoi soffocanti sensi di colpa è convinto di non meritare per nulla. Devo dire che a questo proposito mi è molto piaciuta la strategia dell’agente:

Quando aveva otto anni, Mac aveva trovato un gatto randagio che era completamente selvatico. L’aveva chiuso nel vecchio fienile per tre giorni, con abbondanti scorte di cibo e acqua perché non si poteva addomesticare un animale spaventato e selvaggio. Dovevi aspettare che il panico passasse prima di provare a educarlo. Il processo era stato lungo e faticoso, soprattutto per un bambino della sua età. La sua prima lezione di pazienza.Era stato il miglior gatto che avesse mai avuto.Mac non era sicuro che la stessa strategia avrebbe funzionato con Henry, ma valeva la pena provare.

Nel frattempo genti corrotte, io che sospetto di genti che alla fine non si meritavano i miei sospetti, il punto di vista di Vi e la sua amicizia con Cory (la nipote di Mac),i genitori di Mac una scena toccante in cui Mac impedisce a Harry di usarlo come strumento per farsi del male (e questo non fa altro che dare un nuovo spessore al loro rapporto), il dispiacere per chi non ce l’ha fatta…….
In fine tutto è bene quel che finisce bene!

a) Neal Caffrey (truffatore) con Peter Burke (Agente FBI) White Collar 👉 Conferno la fantasia che mi ha fatto scegliere di leggere questa serie, soprattutto dopo aver letto il finale 😊
b) Quella dell’ URP che vuole fare la pellaccia a Mac nella mia testa è uguale a June Stahl (Sons of Anarchy)
c) la meravigliosa vita di coppia tutta racchiusa in: 

«Ehi, Mac! Ho risolto il problema uova! Una sola parola: galline!»

Rhys Ford Tutto qui

40540220

Come salvi un uomo che sta annegando, quando l’uomo in questione sei tu?
A Jake Moore il mondo va sempre più stretto. Ogni centesimo che guadagna come saldatore se ne va per le cure del padre moribondo, un uomo violento e autoritario che è tutta la famiglia che gli rimane. Come ha promesso alla madre defunta, Jake soffoca il suo desiderio verso gli uomini, ma questo lo lascia consumato dall’oscurità.
Dallas Yates deve usare tutta la sua immaginazione per vedere le potenzialità del malconcio edificio art déco alla periferia di West Hollywood che sta trattando, ma quello che gli fa mettere la firma sul contratto è il sorriso timido del bell’artigiano che lavora dall’altro lato della strada. La loro amicizia diventa più profonda man mano che Dallas rimuove a uno a uno gli strati induriti che stanno soffocando l’anima di Jake. È facile amare l’uomo dolce e dal temperamento artistico che si nasconde dietro quella facciata rovinata, ma Dallas sa che per prima cosa bisogna che Jake impari ad amare se stesso.
Quando il mondo gli crolla intorno, Jake cerca aiuto in Dallas, l’uomo a cui ha imparato ad appoggiarsi. È solo una questione di tempo prima che si lasci andare alla deriva in una vita che non ha mai voluto, e anche se desidera qualcosa di più, il passato lo perseguita, facendogli dubitare di valere davvero l’amore che Dallas desidera così disperatamente dargli. 

Non so bene come affrontare questa recensione (perciò credo che farò un elenco)

Da una parte ho il cuore straziato per Jake e tutto il suo dolore. La storia comincia subito sull’orlo del baratro, e io come lettrice l’ho visto e ne ho sentito tutto il pericolo. Jake sopravvive giorno dopo giorno a tutta la miseria che è la sua vita:
– un padre moribondo, che è sempre stato malvagio e che ora sul finire dei suoi giorni sputa le sue ultime velenosità.
– Negare se stesso, la sua personalità, la sua affettività. Ed ogni giorno non fa altro che macerarsi nell’odio che prova verso se stesso e la sua vita. Lui vive al buio, e l’unico modo con cui fa sentire la sua voce è il suo lavoro e il suo talento artistico.
– Di Jake mi colpisce profondamente che nonostante tutto invece di essere una persona arida ed amara nei confronti de prossimo, lui è gentile e buono. Nonostante tutta la stanchezza della sua anima, questo è commovente per me! Quello che di lui mi rende orgogliosa è il coraggio di chiedere aiuto, in quel momento io ho pianto e mi sono pure dovuta fermare.

– Dallas è l’opposto di Jake, lui è solare e soddisfatto di se, è cresciuto con una famiglia affettuosa e forse un po stramba, ma va bene così. Dallas però resta un Nì nel mio cuore, mi è piaciuto si però ….
– Mi è piaciuto il modo in cui prende per mano Jake  e lo aiuta nel suo cammino per uscire dal buio, bravo. Soprattutto mi è piaciuta la forza di Jake di uscirne, perchè senza quella col cavolo che si sarebbe arrivati da qualunque parte,
– Forse non mia ha convinto fino in fondo la loro storia d’amore. Sicuramente avrei volentieri fatto a meno del dramamoment subito dopo ….
– Mi piace, e fa bene alla mente, il percorso di rinascita di Jake, e il fatto che questa è una storia di guarigione ed seconde opportunità. Mi fa bene il lieto fine dopo tutto la bruttura. Mi fa bene uno dei tanti messaggi che Jake fa suo ,e lavora sodo per interiorizzare, 

…..lui valeva il tempo di qualcun altro. Era la lezione più dura che lei intendeva inculcargli, e quella che lui aveva più bisogno di imparare.

Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire ) la scatola (ma anche, e soprattutto, il lavoro artistico di Jake!

4a Tappa Blog tour Club Blue Orchid

Bonjour mes ami et benvenuti.
Oggi in onda, come da titolo, la quarta tappa di questo blogtour: ovvero la colonna sonora + più il mio modestissimo pensiero sulla storia
che celebra l’uscita il 27 maggio – seguite il consiglio per l’acquisto 👉 QUi – della nuova avventura a quattro mani di 
Cristina Bruni e Leah Weston!

Vi rinfresco la memoria sulle altre tappe di questo blogtour:
22/04 Piume di Carta
23/04 Feel the Raimbow Love https://www.feelthebook.com/blog-tour-giveaway-club-blue-orchid-di-cristina-bruni-e-leah-weston-seconda-tappa/
24/04 M/M e dintorni, l’altro lato del romance 
25/04 Testa e Piedi 🙂
26/04 Il Mondo degli M/M  Per la proclamazione del vincitore giveaway (in bocca a lupo ai partecipanti)

40136194Benvenuti al Club Blue Orchid, dove ogni vostro desiderio verrà esaudito! Un animo pieno di cicatrici è ciò che Ruben, giovane barista del Club Blue Orchid, nasconde alla gente. Ha una meta da raggiungere e lo vuole fare senza mai voltarsi indietro.
Un fantasma, un sicario che si muove tra le ombre della vita è ciò che Tristan vuole dimenticare di essere, ogni volta che entra in quel locale a luci rosse parigino. Gli bastano poche ore, pochi attimi per evadere dalle sue prigioni.
Un “desiderio” a cui non si può dire di no, ballerine e spogliarellisti pronti a donare piacere e una Parigi di peccati. Questi sono gli ingredienti che condurranno i due protagonisti tra le mura di un passato che non perdona.
Se solo quelle ali fossero fatte per volare..

(Il mio pensiero) Una bella storia d’amore … Forse un po alla trono di Maria? Vi spiego in che senso lo intendo.
Ruben e Tristan sono due bellissimi personaggi, si portano appresso fardelli dolorosi: Ruben un passato fatto di abusi e il forte desiderio di riuscire a fuggire dal degrado (bello il tatuaggio che rappresenta questo suo desiderio!), il dolore del tradimento e della perdita – e il conseguente chiudersi in se stesso – da parte di Tristan.
Ma secondo me nel corso della storia non si ha il tempo di entrare nel loro cuore/di lasciarli entrare nel proprio cuore. Le scene tra i due per quanto belle hanno più il sapore di un’esterna.
Tutto quello che mi è piaciuto della storia:
lo stile delle due autrici ben amalgamato, il ritmo da film (veramente a leggere ho avuto l’impressione di stare seduta sul divano a guardare un film con tanto di cibo spazzatura a farmi compagnia e …. pause pubblicità 😉), la decadenza del club Orchid (ahhhh alla viscidità del capo del club io nella mia testa l’ho pensato con la faccia di Trump), il fatto che grazie all’ambientazione mi sono ricordata della fantasia, ben piegata nel cassetto delle mutande, di mangiarmi una signora baguette avec le jambon a Parigi…..
La dolcezza dei momenti che Ruben e Tristan hanno vissuto a Denin, e sopratutto tutto il buono che la nascita di questa storia ha portato in tutti e due dando loro il coraggio e la forza di cambiare e di spiccare il volo! Ecco se questa storia è “disegnata” in bianco&nero per via del passato ha il pregio di terminare con meravigliosi colori caldi per il futuro.

E le musiche (che poi sono il tema della mia tappa 🙂) le ho amate molto:

My funny Valentine → Ella Fitzgerald
I love Paris → Ella Fitzgerald
Muse → Time is running

Sei qualcosa di bellissimo
Una contraddizione
Voglio partecipare al gioco
Voglio la frizione
Tu sarai la mia morte
Sì tu sarai la mia morte
Volevo la libertà
Legato e limitato
Ho cercato di rinunciare a te
Ma sono drogato

You haven’t seen the last of me → Cher
Sous le ciel de Paris → Èdith Piaf
She → Elvis Costello
I put a spell on you → Nina Simone

«Ti ho detto di toglierti i vestiti. I gioielli devono rimanere al proprio posto.» Ruben annuì docile. ….Abbassò il borsalino sulla fronte, afferrò la sedia per lo schienale e se la trascinò dietro sino al centro della stanza …… La voltò e si sedette a cavalcioni….. «Il cappello puoi tenerlo,» udì il suo Monsieur dire.
«Non l’avrei tolto comunque,» ribadì asciutto.

Est ce que tu m’aimes → Maître Gims
Like a Virgin → Madonna

Una storia che comunque vi consiglio volentieri perchè anche se la vita fa schifo c’è sempre la possibilità di ribaltare le carte e vivere meglio, abbiamo bisogno di lieto fine, abbiamo bisogno di crederci sempre ed arrenderci mai!

Charlie Cochet Gioco di Specchi (THIRDS #7)

39984409La vita per Dexter J. Daley non è mai stata semplice, ma lui ha sempre trovato il modo per risollevarsi, e con un sorriso sul volto. Sottratto dalla sua casa e dalle braccia del suo ragazzo e partner nei THIRDS, Sloane Brodie, Dex si ritrova in una situazione misteriosa e letale, tanto quanto il teriano che lo interroga. Dex scopre finalmente che ciò a cui ha sempre creduto in segreto è vero: la morte dei suoi genitori non è stata un incidente.
Scoprire tutta la verità sull’omicidio di John e Gina Daley mette in moto una serie di eventi che cambierà per sempre le vite di Dex e Sloane. Mentre segreti sepolti emergono in superficie e vengono rivelate delle nuove verità, l’amore che Dex e Sloane provano l’uno per l’altro viene messo alla prova, e in gioco c’è più della loro relazione. Come se districarsi tra omicidi e agenzie governative non fosse abbastanza, a Dex sta succedendo qualcosa di inspiegabile, e nulla sarà mai più come prima.

Allora, ero rimasta appesa al finale di Nel centro del mirino (THIRDS #6) e di li riprende la storia: Dex rapito…. Ho sempre voluto bene a Dex per il suo splendido e forte carattere, sono profondamente convinta che nella vita di ognuno di noi dovrebbe esserci un Dex, e con la vicenda del rapimento (e della tortura) me ne convinco una volta di più!
(Mi è piaciuto molto il modo in cui Dex e pure Sloane elaborano il trauma di tutto quello che è successo.)
Verità che vengono fuori e che prendono a calci equilibri e certezze, verità che nonostante la forza dei sentimenti fanno inciampare. La mia impopolare opinione è che non riesco ad avercela con Sloane per le sue reazioni, anzi le ho capite e non è che mi hanno stupito.
E comunque a sto giro la indosso la divisa da ragazzina pon pon in onore di Ash!!!

Breve lista, che in realtà è molto più lunga ma mica la posso scrivere tutta che sennò è spoiler, di quello che conserverò:
– la mia sottolineatura preferita:

“sarò sempre qui, perchè ogni giorno che passa trovo nuovi modi di amarti.”
“So che a volte perdo la strada, ma se tu sei qui troverò sempre la via tornare”

– Dex&Sloane nella doccia
– 🌹
– il rapitore di Dex (Wolf) che per quanto è cattivo secondo me aiuterà in modo positivo i nostri eroi …. Non lo so non riesco a non farmelo piacere (il fascino del cattivone mi sa)
– tutto quello che riguarda Hudson, non vedo l’ora di leggere il suo libro
– la coppia che si svela sul finale, e del quale la mia Iss O Pupaz ha detto “non me l’aspettavo” ,io in realtà è da un pezzo che lo avevo capito 🙂
Così come la risoluzione della vita di Dex, avevo fatto delle ipotesi e per una volta tanto c’avevo azzeccato …..

Abigail Roux Parte di noi (Sidewinder #3)

39599958Nick O’Flaherty e Kelly Abbott stavano per avere il loro lieto fine, quando la chiamata di un amico li ha quasi portati a perderlo per colpa di una lama di coltello. Adesso, nel periodo successivo allo scampato disastro, entrambi gli uomini stanno cercando di guarire e andare avanti.
Farlo insieme, però, è più difficile di quanto avevano immaginato. Kelly ha problemi a comportarsi da semplice innamorato e non da “Doc”, mentre Nick fatica a riprendersi fisicamente. La distanza tra loro viene colmata un centimetro dopo l’altro in un silenzio innaturale.
Cercando disperatamente conforto, Nick finalmente raccoglie il coraggio necessario a esaminare i beni che Elias Sanchez, suo caro amico e compagno nei Sidewinder, gli ha lasciato morendo. Invece di ricordi consolanti, Nick e Kelly trovano un fascio di lettere e delle rigide istruzioni scritte da Eli che li inducono a richiedere prontamente assistenza. Con le lettere di Eli in mano, i Sidewinder si imbarcano nella loro ultima missione insieme, alla ricerca di pace e assoluzione proveniente dall’oltretomba. E da loro stessi.

Ad un certo punto devo piantarla di rileggere in loop continuo (da 5 giorni).
Il libro è ambientato subito dopo Fuoco&Fiamme, Nick in convalescenza dopo che quasi quasi ci ha lasciato le penne, si ritrova anche a fare i conti con la sua anima spezzata

….Nicko, tu ti punisci già abbastanza. Quanto a senso di colpa, fai concorrenza alla chiesa cattolica, cazzo…..

e insieme a Kelly deve rimettere in sesto il suo rapporto. devono fare i conti con il fatto che gli equilibri sono cambiati, devono scendere a patti con le ferite che bugie ed omissioni hanno lasciato.

E allora Nick decide di rimettere in ordine la scatola di Elias Sanchez, il Sidewinder caduto vittima del killer dei tre stati in Armi&Bagagli, e si scopre che gli ha lasciato la missione, tramite un pacco di lettere, di riunire i Sidewinder per una nuova avventura.

Comincia così un viaggio alla riscoperta dello spirito di squadra, di tutto quello che ha reso sempre speciale questo gruppo di Marines, è un viaggio introspettivo, riflessivo, divertente …. Oh che gioia ritrovare Ty&Zane (anche se solo in secondo piano…. la novella a fine libro), ho fatto pace con Owen (mai mi è piaciuto da quando Ty ha fatto coming out), i gattini di Ty 😍

«Tu chi sei?» gli chiese Nick. Ty si chinò in avanti. «Questo è Jiminy. Gli piacciono le spalle.» Come se imbeccato, Jiminy gli posò una zampa sul braccio, estraendo le unghie e preparandosi ad arrampicarsi lungo il suo braccio. Nick gli mise un dito sul nasino. «Indietro, Marine.» Il gatto miagolò in risposta

Mi sono innamorata di Elias:

le lettere erano scritte a mano, con le impetuose parole di Eli che tornavano in vita in tutta la loro gloria, alcune cancellate, altre scritte sbagliate, altre schiacciate lungo il bordo della pagina per farcele stare. Sorrise con affetto. Non aveva mai incontrato Eli, ma dopo quel viaggio gli sembrava di conoscerlo.

sarebbe meraviglioso un libro suo. La squadra vista con gli occhi di Zane. L’alternanza di momenti spassosi a quelli seri e riflessivi, scene hot molto belle (tutta la mia stima per la flessibilità di Kelly 😎), e sul finale della missione una lacrima ci sta!