Lois Lowry The Giver – Il donatore (The Giver, #1)

«Tanto e tanto e tanto tempo fa, gli uomini fecero una scelta: scelsero di passare all’Uniformità. Rinunciarono ai colori, così come al sole e alla neve e a tutte le altre differenze. Abbiamo acquisito il controllo di molte cose, ma ne abbiamo perse altrettante».

«Se è tutto uguale, non c’è possibilità di scelta. Ma io voglio svegliarmi la mattina e scegliere! Per esempio… metterò una tunica azzurra o una rossa?»

 

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Jonas è un adolescente che vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non ci sono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto ciò che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte individuali.
Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Comitato degli Anziani nella cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento cruciale sta arrivando…
Tradotto in trenta lingue e acclamato dalla critica ufficiale, The Giver è stato censurato in molte scuole americane perché accusato di trattare temi come la sessualità, l’eutanasia e l’infanticidio in modo esplicito. Diventato un libro di culto in tutto il mondo, ha ispirato uno straordinario film con i premi Oscar Meryl Streep e Jeff Bridges.

Alla fine di questo primo libro mi trovo sconvolta e scombussolata, ed intristita. Tutto era cominciato in maniera “quadrata”, anche troppo. Niente vere emozioni, tutto il rispetto possibile per le regole, niente veri e colori e vera musica, niente consapevolezza, ne rimorso di coscienza ,ne dolore , ne vera gioia o allegria. Tutto questo c’è ovviamente ma…A volume talmente basso che solo e soltanto il Raccoglitore di memorie può sentire!

Mi sconvolge che in un mondo perfetto/ordinato/su misura alla domanda di Jonas ai suoi genitori:

<<Voi mi amate?>>

Segua una reazione divertita e la risposta:

«…Precisione di linguaggio, per piacere!»
«Che vuoi dire?» chiese Jonas. Tutto si era aspettato, fuorché una reazione divertita.
«Papà vuol dire che hai usato un termine troppo generico, così privo di significato da essere caduto in disuso» gli spiegò Mamma.

La mancanza di amore mi sconvolge e deprime!!!

Un piccolo grande capolavoro che non fa altro che sottolineare la bravura tutta umana nel non imparare mai e poi mai dai propri errori, lo dimostra il fatto che la storia si vada continuamente ripetendo (guerre, dittature, rivoluzione….). In questo caso l’errore sta tutto nello scegliere di non avere memoria. Si sceglie di non voler soffrire. Si sceglie di non scegliere, di non dover affrontare il peso delle scelte! E siccome

Le memorie esistono per sempre.

Si affida tutto sulle spalle di uno soltanto: L’Accoglitore di Memorie. Niente scelte. Niente amore. Niente condivisione….Game of Thrones e le gif di fine stagione E per esempio “l’oggetto di conforto” , abitudine d’infanzia che ho sottolineato durante il RA perchè la trovo stupenda e perchè ancora oggi alla mia veneranda età ne faccio uso, perde improvvisamente di significato. Perchè senza amore niente di niente conta davvero!

Secondo il gioco di @anncleire http://pleaseanotherbook.tumblr.com/ Il particolare da non dimenticare , in questo caso i due momenti della storia che “aprono gli occhi” :

 il primo “La memoria preferita del Donatore!”
Il secondo

«Gradirei vedere il congedo del piccolo gemello avvenuto stamattina».

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