T.J. Klune La lunga strada tortuosa (Bear, Otter, and the Kid #4)

42587615La famiglia non è sempre definita dal sangue, ma da coloro che ci rendono completi e contribuiscono a costruire la nostra identità.
In questa storia ormai giunta alla fine, Bear e Otter saranno messi alla prova come mai prima.
Una ragazzina che non ha un altro posto dove andare bussa alla loro porta.
Una telefonata improvvisa comunica novità inaspettate.
Un fratello torna finalmente a casa dopo aver imparato a camminare da solo.
E, mentre questi tre elementi convergono, le vite di tutti subiranno una svolta dalla quale sarà impossibile tornare indietro.
Cominciando con Un insolito triangolo e proseguendo con La nostra identità e L’arte di respirare, TJ Klune ci parla di famiglia e affetto fraterno, di amore e sacrificio. In questo capitolo finale, gli eventi del passato servono a lastricare la lunga e tortuosa strada che porta a un futuro che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.

Ancora non ci credo alla fine di questo lungo e tortuoso viaggio.
Grazie (e addio) Bear, con le tue riflessioni farciti di sproloqui mentali mi hai fatto tanta compagnia , ed hai colorato i miei stati d’animo grigi.

È lui che ci prende per mano e ci accompagna alla fine, riprende da dove eravamo rimasti “nell’arte di respirare” con sua madre che muore e la sorella (Izzie) che i presenta alla porta della Mostruosità Verde. Un lungo e tortuoso viaggio tra passato, presente e futuro.

Quando, per esempio, hanno scoperto che Ty faceva abuso di psicofarmaci (e questa è stata una parte che ho digerito con la lacrime agli occhi, per Ty certo ma soprattutto per Bear e i suoi millemilla sensi di colpa e le sue angosce), ci racconta di come la coppia Bear&Otter sia maturata e rafforzata strada facendo, ogni giorno di più ,fino a mettere in pratica il diventare padri (presente). Comunque, signori miei, dopo questo libro non guarderò mai più i coni stradali senza pensare a Bear; e il momento coppia role play …. Vi dico solo Valentino Valentine e John Smith

E di come inevitabilmente il rapporto Bear&Ty non sarà mai più lo stesso – perchè la vita va avanti e ci obbliga ad evolverci durante il cammino – ma ugualmente sarà un rapporto duraturo. Bear, sempre lui con la sua mente folle e i suoi pensieri che prendono percorsi accidentati e assolutamente esilaranti, è più …Forte e maturo!

MI mancheranno da morire Creed, vero padre dell’anno nei secoli dei secoli, ed Anna, una vera girl power. E tutto il resto di questa meravigliosa combriccola sgangherata, una famiglia allargata troppo bella e del quale sfido chiunque a non volerne fare parte.
(signora Paquinn sempre nel mio cuore!)

Cos’altro posso dire se non che è Klune: e che quindi questo è un viaggio sentimentale, prolisso, divertente e anche profondo, che alla fine arricchisce e fa bene al cuore?

T.J. Klune La drag queen e il re degli Homo pomp (At First Sight #2)

36592956Credete nell’amore a prima vista?
Sanford Stewart proprio no. Anzi, crede nel suo esatto contrario, grazie al re degli Homo pomp, Sua Frociosità Pompato I. Sembra infatti che Darren Mayne non abbia altro scopo nella vita se non far piombare nel caos l’esistenza tranquilla e ordinata di Sandy, per il solo gusto di infastidirlo. Sandy lo odia e niente potrà mai fargli cambiare idea.
O almeno così vuol credere.
Ma quando il proprietario del Jack It – il club nel quale Sandy si esibisce nei panni della drag queen Helena Handbasket – gli si presenta con una proposta disperata, Sandy si rende conto che potrebbe essere giunto il momento di mettere da parte i suoi sentimenti per Darren; il gay bar dovrà infatti chiudere se qualcuno non convincerà Andrew Taylor, il sindaco di Tucson, a tenerlo aperto.
Qualcuno come Darren, il figlio illegittimo dell’uomo.
L’infallibile piano è il seguente: sedurre Darren e spingerlo a convincere il padre a rinnovare il contratto tra il club e l’amministrazione cittadina.
Semplice, no?
Sbagliato.
 

Premessa: Ciao sono kikka e durante la lettura di questo libro ho realizzato che lo stile narrativo (schizzato, pazzoide, travolgente, divertente ed anche un pizzico emozionante) di Tj Klune è una terapia mentale fantastica per me. Come aprire la finestra al cervello e arieggiare i neuroni!! Detto ciò …..

C’è una strana forma di energia nei minuti che precedono uno spettacolo. Una sensazione viscerale, quasi primitiva. L’aria è impregnata di eccitazione, e non solo. In quei momenti, non ero più il monotono Sanford Stewart. Il Sanford Stewart che lavorava come addetto ai reclami in una compagnia di assicurazioni. Il Sanford Stewart che si sentiva a disagio davanti a persone che non conosceva. Il Sanford Stewart che fingeva indifferenza quando tutti gli altri si innamoravano ed erano felici e lui restava indietro, sorridendo, annuendo e dicendo cose tipo congratulazioni o siete fatti l’uno per l’altro.
A Helena non gliene fregava niente di Sanford Stewart.
Perché quando ero lei, mi sentivo potente. Rispettato. Temuto. La gente veniva da lontano per assistere alle mie esibizioni, per vedermi dimenare sulla pista da ballo, per vedermi sudare e con i piedi sanguinanti su tacchi che sfidavano la forza di gravità. Ero stato addestrato dalla grande Vaguyna Poitira ed ero bravo nel mio mestiere. Sì, forse era l’ego a parlare per me, ma devi avere un ego smisurato se vuoi diventare una drag queen. Non puoi essere una queen umile se non vuoi essere sbranata.
Anche da me.

Ho adorato TUTTO di Sandy/Helena. Un personaggio così meravigliosamente ricco di sfumature ed assolutamente psicopatico. Tutti nella vita ci meritiamo di essere Helena Handbasket e di asfaltare i cattivi, o di regnare sovrani sul palcoscenico della vita! E tutti dentro di noi siamo anche un pochino Sandy, inconsapevolmente speciali e travolgenti. Che poi si narrava che Paul Auster avesse un cervello che partoriva robe da studiare alla NASA, ma giuro che quando Sandy apre bocca…. 

“E se anche non dovesse mettere una taglia sulla mia testa, farà sì che l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale mi intercetti il telefono e i computer e avranno accesso alla cronologia del mio browser. E lo sai, Darren, quanto mi incuriosisce il fisting? Lo sai? Solo un pochino. Ma non importa, perché mi sono collegato con quel sito di fisting per ben tre volte, ed è su quello che si concentreranno. In men che non si dica tutto il mondo saprà che Sanford Stewart vuole diventare il pupazzo di carne sulla mano di qualche orso nerboruto. E non è vero. Più o meno. Ma non è questo il punto. Il punto è… okay, il punto è… cazzo! Di che parlavamo?”
“In tutta onestà,” sussurrò Darren, “non ne ho idea. Mi sono fermato al pupazzo di carne sulla mano di un orso nerboruto…”

Questa storia è una serie di banalità messe in fila (gestite con la BRAVURA che solo uno come Klune può avere!):
la regina che deve sedurre il re – che odia, seeee crediamoci, che poi è noto che a chiunque che è profonda tensione sessuale irrisolta – affinchè il suo regno non subisca tragggedddie. Ma siccome è incapace di tenersi mezzo cecio in bocca scatafascia tutto al re che  si capisce subito che la sua stronzaggine è tutta una copertura e che in realtà vuole la regina con tutte le sue forze – da bravo stronzetto ne approfitta ….

Si ride moltissimo, e c’è la giusta spruzzata di momenti che toccano la parte più romantica del nostro cuoricino: il mio particolare da non dimenticare,  (secondo il gioco ideato da @anncleire), non a caso è l’antro della regina!

Meraviglioso poi tutto il contorno di personaggi ritrovati, adorabile banda di matti. Definitivamente arrivata alla fine di questo libro mi sento … una persona migliore 😉

T.J. Klune Dimmi che è vero (At First Sight #1)

Da quando io e la mia Iss O Pupaz ci conosciamo, dopo che mi ha spacciato il tunnel cut&run, che insieme ci siamo arredate quello del #triodellemeraviglie, mi ha pregato/supplicato/minacciato di abbandono e atroci sofferenze per farmi leggere di Paul&Vince e della sua fantastimeravigliosa Helena. E io sorda ….

Il 12 dicembre uscirà per la dreamspinner “La drag queen e il re degli Homo pomp” (ovvero il seguito di questo) quindi quale occasione migliore per recuperare finalmente questa lacuna?

22234134Credete nell’amore a prima vista? 
Paul Auster no. Anzi, Paul non crede quasi in niente. Ha trent’anni, è leggermente sovrappeso, e le sue caratteristiche migliori sono l’umorismo caustico e il modo colorito e vivace di commentare quel poco che gli succede. I suoi migliori amici sono Rotelle, un cane con due zampe, e Helena Handbasket, una drag queen sull’orlo del bipolarismo. Paul trascorre le giornate in un cubicolo a svolgere un lavoro senza prospettive, e si ripromette di continuo che se il pappagallo omofobo di sua nonna lo insulterà un’altra volta, gli tirerà il collo. 
Poi arriva Vince Taylor. 
Vince è il suo esatto contrario: sexy, sicuro di sé, e più ottuso di una gallina. E quando, per qualche ragione sconosciuta, questa specie di dio comincia a fargli insistentemente il filo, Paul si convince di essere il bersaglio di uno scherzo, perché non è possibile che uno come Vince possa essere interessato a un perdente come lui. 
Ma dopo averlo investito con la propria auto – involontariamente e con il terrore di aver commesso un omicidio – Paul è costretto a guardare Vince con occhi diversi, e scopre che l’unico ostacolo tra loro è rappresentato solo da se stesso. Un ostacolo che sembra incapace di superare, almeno finché Vince non è costretto ad affrontare un doloroso evento famigliare, e Paul deve decidersi ad accantonare i propri dubbi e stare accanto all’uomo che lo trova perfetto così com’è.
 

Arrivata al finale di questa storia riconosco pubblicamente di essere davvero una brutta persona a non averlo letto molto tempo fa, ma non darò di nuovo ragione a Iss O Pupaz – come ho già fatto in privato – che poi rischio di mandargli l’ego in sovrappeso 😏

Si ride tantissimo, ci sono momenti in cui ho dovuto smettere di leggere per le lacrime agli occhi. C’è stata una scena che ho letto che saranno state le due di notte in cui mentre ridevo ero tentatissima di telefonare a Iss O Pupaz e provare a leggergliela tra una risata e l’altra. E siccome si tratta dello stile di Tj Klune c’è pure da riflettere.

Paul si nasconde dietro il suo umorismo sarcastico ed i suoi viaggi mentali (mammamia quanto cazzarola parla, anche solo coi pensieri). Mi sono riconosciuta fortemente in questa sua abitudine di autodenigrarsi (ahhh autostima questa sconosciuta), mi ha fatto anche tenerezza – oltre le millemila risate – questa sua calimeritudine come stile di vita! Eppure è un’anima bella bella 

“Sei tu che ti sottovaluti. Veramente, Paul, non capirò mai perché ti ostini ad auto-denigrarti.”“Perché sono umile?” Ridacchiò e ricominciò a giocare con i miei capelli. “Non sono sicuro che sia la definizione corretta.”
“Mite?”
“Neanche un po’.”
“Socievole?”
“Solo quando sei ubriaco.”
“Indimenticabile?”
“Spesso, ma non sempre.”
“Sto finendo gli aggettivi,” dissi svogliatamente. Silenzio. Poi: “Sei un faro.”
“Prego?”
“Credo sia la descrizione migliore di come ti vedo.”
“È… strano.”
“È poetico,” ribatté lui sconsolato, dandomi uno scappellotto. “I fari servono a guidare le navi attraverso l’oscurità della notte, a impedire loro di incagliarsi. Ed è la stessa cosa che fai tu, Paul. Sei la classica luce nel buio.”

Vince, che si evince dalla trama ha il quoziente minimo per interagire con il genere umano, io così scemo non l’ho trovato. Chiaro, diretto, sincero, determinato, gentile, capace di vedere al di là delle apparenze …. Ecco un punto che mi è piaciuto tanto di questa storia è stato il riuscire a vedere oltre la facciata (Paul di Vince e Vince di Paul).
La meravigliosa, un po pazza e spassosa famiglia di Paul.
Sandy/Helena, non vedo l’ora di leggere il suo libro. Un personaggio così meravigliosamente ricco si sfumature!  Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) il regalo di Vince per Paul 🙂

T.J. Klune L’arte di respirare (Bear, Otter, and the Kid #3)

2015 Reading Challenge: (terzo libro del punto 32) Una Trilogia!

C’era una volta un bambino che viveva in una paesello in riva al mare e che era più intelligente di quanto meritasse. Era anche invadente, manipolatorio, disturbato e danneggiato, anche se cercava in ogni modo di nasconderlo. A volte però non gli riusciva troppo bene. Pensava sempre di sapere tutto, anche quando non sapeva niente e commetteva errori, molti, ma succede…..

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Tyson Thompson si diploma all’età di sedici anni e lascia Seafare, Oregon, diretto verso quelli che spera saranno migliori e più ampi orizzonti. Scopre però in fretta che il mondo vero ha le zanne e torna verso la costa portandosi dietro quattro anni di fallimenti, dipendenza da farmaci e la diagnosi di un disturbo da attacchi di panico. Suo fratello Bear, con il marito Otter, è convinto che tornare a casa sia esattamente ciò di cui Tyson ha bisogno per ritrovare se stesso. Circondato dalla propria famiglia nella Mostruosità Verde, Tyson cerca così di rimettere insieme i pezzi della sua vita problematica.
Ma poco dopo il suo arrivo, si trova a dover affrontare l’inevitabile nella forma del suo vecchio amico d’infanzia e primo amore, Dominic Miller, che non vede dal giorno in cui ha lasciato Seafare. Mentre i loro cammini tornano a incrociarsi, vecchie ferite si riaprono e nuovi segreti vengono svelati, Tyson scopre anche che la sua vita è un mosaico con molti più tasselli di quanti gli siano stati mostrati anni prima.
In un mare di volti familiari, nuovi amici e il ricordo della scelta devastante di una madre, Tyson dovrà imparare che se vuole sperare di avere un futuro, dovrà prima di tutto lottare contro i fantasmi del passato.

Di sicuro questo è il mio libro preferito in assoluto di questa serie! Ho pianto, ho sentito il bisogno di fermare la lettura per respirare (si proprio come Ty), ho sorriso e fatto il tifo dicendogli “Forza che ce la fai di sicuro!”.

Volevo già bene a Ty, impossibile non amare a prima vista questo bambino vegetariano per scelta, appassionato di CNN ed ecoterrorista in erba. Un bambino che comunque vada sarà un successo ….E mi sono innamorata di lui quando a raccontare la storia era suo fratello Bear. Sentir parlare lui, leggere i suoi pensieri e le sue angosce, dei suoi fallimenti e delle sue lacrime è qualcosa che sul serio travolge il cuore!

Perciò mentre scrivo sento anche il bisogno di abbracciare T.J Klune e dirgli Grazie per tutto quello che mi ha regalato con questa serie, con questo libro in particolare!

Ogni scena in cui lui viveva i suoi terremoti, in cui doveva ricordarsi di respirare. Le voci di Anna e Creed, di Bear e Otter, la voce di Eddie (il vecchio psicologo) …. Le lacrime e la vasca subito dopo l’incontro con sua madre… Ty è un ragazzino spezzato e fragile, che ha perso la sua strada per qualche tempo, ma allo stesso tempo è forte! Forte dell’amore  e del sostegno incondizionato di suo fratello e di quella famiglia non di sangue, un pò matta ma assolutamente fantastica, che mantiene integri, che è la nostra identità!

Sono arrivata sul finale del suo percorso dicendo proprio ad alta voce “sono orgogliosa anche io di te!”. Perchè è una storia che racconta di cicatrici nella mente e nel cuore ma non solo, perchè racconta anche che ce la si può fare…. si può vincere. Che ammettere le proprie fragilità e poi affrontarle, aggrappandoti a chi ami, fa di te un vincitore, malgrado tutte le cadute!

Secondo il gioco di @anncleire pleaseanotherbook.tumblr.com ,il particolare da non dimenticare: Una cornice digitale e una scatola di legno

T.J. Klune La nostra identità (Bear, Otter, and the Kid #2)

2015 Reading Challenge: (secondo libro del punto 32) Una Trilogia!

 

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Bear, Otter e Kid sono sopravvissuti all’estate appena trascorsa con i cuori e le anime intatte. Si sono trasferiti nella Mostruosità Verde e Bear è finalmente capace di ammettere il suo amore per l’uomo che l’ha salvato da se stesso.
Ma non è la fine della loro storia. Come potrebbe esserlo?
I ragazzi scoprono che la vita non si ferma solo perché hanno avuto il loro lieto fine. C’è ancora la battaglia legale per la custodia di Kid. Il ritorno dei genitori di Otter. La prima serata in un locale gay. Kid va in terapia e la signora Paquinn decide che Bigfoot esiste davvero. Anna e Creed fanno… beh, qualsiasi cosa facciano Anna e Creed. Ci sono nuove gelosie, il ritorno di vecchi nemici, pessime poesie e gabbiani misantropi. E in tutto questo, Bear lotta per comprendere come sua madre abbia abbandonato lui e Kid, solo per ritrovarsi a scavare ancora più a fondo nel loro passato condiviso. Quello che trova cambierà le loro vite per sempre e lo aiuterà a capire cosa serve per diventare ciò che sono destinati a diventare.
La famiglia non sempre è definita dai legami di sangue. È definita dalle persone che ci rendono completi, che contribuiscono a costruire la nostra identità.

Avevo lasciato Bear e Otter mano nella mano, accompagnati da Kid, camminare felici verso il tramonto, con le canzoni di Celin Dion a fare da cornice musicale . Questo seguito è il racconto di quella camminata ….

Bear ( quanto adoro costui con le sue chiacchiere da stonare la capoccia e i suoi assurdi viaggi mentali) e Otter (romantico, appassionato, il riparo nella tempesta ….) e Ty (forte e fragile al tempo stesso, determinato e Adorabile).

E tutto il resto della famiglia: la signora Paquinn (che donna stupenda *___*), i genitori di Otter ,e Anna e Creed, ed i genitori di Anna : l’insegnamento insito che basta stare insieme e sostenersi nel bene e nel male, è questa la famiglia, aldilà dei legami di sangue!
Bear imparerà che anche lui merita qualcosa di bello, impara che è importante per quelli che ama e che non c’è bisogno di fare tutto da solo ma può appoggiarsi e lasciarsi aiutare. Bear dimostrerà di essere quello forte, di essere presente nel momento del bisogno! (E ci sono stati momenti in cui ho pianto con lui e avrei voluto abbracciarlo e farglielo sentire… Ho avuto la sensazione altresì che si trattasse di qualcosa di più … intimo e vissuto!)

Seguire i suoi pensieri sarà un viaggio divertentissimo, oddio la grande cena di famiglia penso rimarrà il top del top delle mie scene preferite per moltissimo tempo. E ci sono anche momenti di assoluta drammaticità, momenti in cui mi sono dovuta fermare a prendere un respiro prima di andare avanti. E mi sono chiesta ma come è possibile tanto dolore tutto insieme? E poi mi sono assolutamente impietosita di una madre che ….Vabè nonostante tutto mi ha fatto pena, che donna pietosa!

Con questo suo stile un pò nevrotico sul filo del rasoio T.J ci fa anche pensare e fa si che da questa storia ci resti qualcosa dentro il cuore!

Secondo il gioco di @anncleire pleaseanotherbook.tumblr.com , il particolare da non dimenticare: una scatolina blu!

T.J. Klune Un insolito triangolo (Bear, Otter, and the Kid #1)

2015 Reading Challenge: (primo libro del punto 32) Una Trilogia!

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Tre anni fa, la madre di Bear McKenna se ne è andata per una destinazione sconosciuta con il suo nuovo ragazzo, lasciando Bear a crescere il fratellino Tyson di sette anni, detto anche Kid. In qualche modo ce l’hanno fatto, ma visto che da allora è totalmente preso dal fratello, Bear non ha una sua vita, tranne che per poche eccezioni. Si è ritirato dal mondo e di solito gli va bene così. Almeno finché Otter non torna a casa.
Otter è il fratello maggiore del migliore amico di Bear e, così come hanno fatto per tutta la vita, Bear e Otter si incontrano e scontrano in modi che nessuno aveva previsto. Tuttavia questa volta non si può scappare dalla profondità delle loro emozioni. Bear continua a credere che il suo posto sia come tutore del fratello, ma non può smettere di pensare che ci possa essere qualcosa di più per lui al mondo… qualcosa o qualcuno.

Sono quasi senza parole! Finire questa prima parte non ha fatto altro che lasciarmi affamata di saperne ancora di più. Grazie ad uno stile semplice ed immediato  TJ Klune mi ha regalato una magia, la sensazione a pelle di avere dei nuovi amici. La storia è raccontata in prima persona da Bear (AKA Derrick), che è un groviglio di emozioni e paure e ferite. Capace di amare: è generoso nel mettere da parte se stesso per donare sicurezza e protezione al suo fratellino Ty (AKA Kid), si ritrova costretto da una madre che abbandona tutto per inseguire l’innamorato di turno a fare da padre, nonostante lui stesso sia ancora un ragazzo. Si ritrova a prendere una gomma e cancellare tutti i suoi progetti per il futuro per dare un futuro a Ty. Orgoglioso (a volte decisamente troppo) e testardo (anche più di troppo) e soprattutto ferito nel cuore, cerca con tutte le sue forze di tenere quelli che lo amano a distanza.
Bear con tutti i suoi difetti, gli errori e le cazzate…. semplicemente si fa amare! Mi è piaciuto perchè per tutta la storia ho sentito un’intimità emotiva con lui. Bear s’innamora, e rema contro se stesso, di Otter. Si mette in discussione, sbaglia, chiede scusa, a volte si lascia guidare altre sbaglia prima ancora di dire “A”

Otter è…. è …semplicemente Otter. Forte e determinato. Impaurito eppure senza esitazioni lui si …Dona! Dapprima fa la cavolata di andare via, ma c’è un perchè (che non dirò per non spoilerare…. sapete per quel fatto che non a tutti piace lo spoilel) e soprattutto anche per lui non è una passeggiata di salute certamente. E Poi torna, torna e lotta per/con amore!

E Kid? Questo bimbo di nove anni, vegetariano ed ecoterrorista, intelligente oltre la media e ferito dall’abbandono. Di lui la prima definizione che mi viene in mente è: Vecchio saggio! E confesso che più di una volta ho pensato devo abbracciarlo, voglio parlarci a tu per tu!

Il resto dei personaggi: Anna  e Creed e la signora Paquinn, che colora questa storia è la consapevolezza che nella vita c’è anche il buono e l’amicizia e il saper dare di più! A dispetto di tutto , alla faccia di quelle che a volte sono madri ma… che di materno non hanno per nulla!

Per tutto il resto ci sono momenti di divertimento, proclami contro la carne, momenti in cui scende la lacrima,gelato di soia e pessime, ma comunque tenere, poesie ….e non finisce qui!

Secondo il gioco di @anncleire pleaseanotherbook.tumblr.com ,il particolare da non dimenticare: per Bear è una lettera. Per Otter invece una fotografia