B.G. Thomas Il ragazzo che veniva dal freddo (The Boy Who Came in from the Cold #1)

29247315 Todd Burton ne ha abbastanza del paesino di Buckman. Il patrigno manesco lo chiama frocio. Il suo amico Austin gli fa capire che potrebbe essere gay, ma Todd non vuole ammettere che il patrigno potrebbe avere ragione. E poi lui sogna di diventare uno chef. Tre buoni motivi per lasciare il paese natale e dirigersi verso ‘pascoli più verdi’. Quando però Todd raggiunge la grande città, la fortuna lo abbandona. Ben presto non riesce più a pagare l’affitto e viene sfrattato. Nel bel mezzo di una tempesta di neve.
Gabe Richards è un ricco uomo d’affari che è stato ferito abbastanza volte nel passato da fargli temere che non riuscirà più ad avvicinarsi di nuovo a qualcuno. Quando però vede fuori dal suo palazzo Todd, che si sta congelando, prova pietà per lui e gli offre un riparo dal freddo.
Con loro reciproca sorpresa, Todd e Gabe si scoprono attratti l’uno all’altro. ‘Una notte’ diventa una settimana. Forse il ragazzo che viene dal freddo scioglierà il ghiaccio attorno al cuore di Gabe. E forse essere sfrattato si rivelerà per Todd un colpo di fortuna.

Mi dispiace perchè non mi è piaciuto!

Nonostante sia una storia dove Todd arriva al fondo e si rimette in piedi grazie all’aiuto sincero e buono di Gabe.
Malgrado il fatto che si racconti di Grandi Fregature amorose,e quindi di cuori “congelati”,  di un patrigno (di Todd) infame e omofobo e bestia.
E nonostante la realizzazione da parte di Todd dell’essere gay, che sul serio tanta cieca stupidità mi deprime profondamente perchè: un conto è che non lo ammetti per gli abusi verbali che ti propina il patrigno, un altro conto è che sei cieco di te stesso anche se tante e tante situazioni sono talmente palesi che ci basta la quinta elementare per capire come stanno le cose.

…Tutte quelle riviste con gli uomini muscolosi. Scaricare da internet le pubblicità di biancheria intima. Si era convinto che stava solo facendo shopping, che stava facendo piani per il giorno in cui se le sarebbe potute permettere. Erano solo mutande, diceva a sé stesso. Se era vero, perché non era soddisfatto delle mutande strette di Walmart? Perché salvare foto di begli uomini con grossi pacchi avvolti in biancheria intima costosa?Specialmente quella a rete dove riusciva a vedere il loro pene? Non avrebbe mai comprato, figuriamoci indossato, una cosa del genere.Che dire poi dell’avversione verso il corpo di Joan? Verso il corpo nudo di tutte le donne? Perché quello non era stato per lui un indizio?…Non c’era nulla di sbagliato nelle donne. Solo che non facevano per lui. Come aveva fatto a non sapere di essere gay? Era da pazzi!

Todd è un giovane maltrattato dal patrigno fisicamente e verbalmente (il “fottuto finocchio” e il “cosa sei un frocio?” mi hanno sfrantumato per tre quarti di lettura). Quindi capisco tutta la sua chiusura mentale e va bene, mi stona però che ad un certo punto salti fuori un atteggiamento da gay sessualmente super voglioso di tutto. Non lo so, non mi ha convinto, mi faceva pensare ad Ana Steele in versione “gaia”
Ripeto mi spiace che non mi sia piaciuta la storia ed è solo un mio gusto personale aver trovato lo sviluppo della trama ingenuo e insulso,a piccoli tratti volgarotto/pecoreccio ….

Poi, senza nemmeno rendersi conto di ciò che stava facendo, si portò le mutande al viso, chiuse gli occhi e inspirò profondamente. Dio. L’odore di Gabe.
L’odore delle sue palle. Dannazione.

Salvo con tutto il cuore il personaggio di Peter, questo signore distinto ed elegante,con un modo di fare molto pittoresco e che ti fa venire voglia di conoscerlo e di stare a cena con lui.
Salvo il buon cuore di Gabriel che tende la mano a chi è in difficoltà, salvo il sogno di Todd di diventare un bravo chef….Salvo il senso di amicizia di Tracy e Peter nei confronti di Gabriel. Salvo la buona volontà dello scrittore di voler raccontare una storia di bei sentimenti e di lieto fine da “e vissero tutti felici e contenti e soddisfatti per sempre” (che magari nemmeno a questo ho proprio creduto fino in fondo)