Renae Kaye Innamorato di Jay

2015 Reading Challenge: 27  Un libro che puoi finire in un giorno

Succede che con tutto quello che ho in corso di lettura mi venga caldamente consigliato, cito testualmente il consiglio “CORRI A LEGGERE INNAMORATO DI JAY! SBRIGATI!!!!”, metto tutto in pausa e seguo/eseguo 😀 …. E come al solito mi ritrovo a dire GRAZIE GRAZIE GRAZIE (mia Gigia) dell’OTTIMO consiglio 🙂

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Una cosa che Liam Turner sa per certo è di non essere gay. Dopotutto, suo padre ha detto molto chiaramente che non permette a nessuno dei suoi figli di esserlo.
E Liam ne è convinto fino a quando un incontro con James “Jay” Bell capovolge il suo mondo.
Jay è vivace e non si vergogna di essere gay, dalle punte dei suoi capelli decolorati alle estremità delle sue unghie laccate. Il suo gusto per la moda, le reazioni eccessive e l’incapacità di trattenere la sua diarrea verbale, portano Liam a credere che possa avere qualche rotella fuori posto.
Un incidente da adolescente ha lasciato Liam con un problema alla gamba e con la paura di guidare. Non ha più nemmeno potuto giocare a football, cosa che lo ha fatto sentire ancora meno uomo.
Ma c’è un altro motivo per cui ora mette in dubbio la sua sessualità…
Quando lo stare con Jay gli stimola un inaspettato istinto di protezione, Liam comincia a capire che tutto ciò che ha fatto nella vita è restare nascosto.
Si ritrova a fronteggiare intolleranza e conflitti, e deve imparare a superare le proprie paure prima di poter accettare la propria sessualità e di essere davvero innamorato di Jay.

Se questa storia fosse un film, sarebbe decisamente una bellissima commedia con degli ottimi spunti di riflessione. Personaggi caratterizzati meravigliosamente bene!

Raccontata direttamente dal protagonista Liam (assolutissimamente non gay, macchèstiamoscherzando? Gay assolutamente no no no!). Liam è ….. tenero. Non riesco a definirlo in un altro modo un uomo che si alza quando ancora dorme pure il gallo, per andare a prendere il primo treno del mattino ufficialmente per andare a lavoro, ufficiosamente per guardare Jay

Ma…. Non mi interessano i ragazzi, non sbavo per loro, non mi struggo per vedere il loro bel faccino ogni mattina, non sogno di loro ogni notte, e decisamente non mi viene un’erezione quando penso a un viso in particolare. No! Non ci sono gay qui.

Proprio no

Questo finchè finalmente, grazie ad un ritardo che gli fa perdere il treno, non comincia a parlare con Jay. Intreccia con lui una bella amicizia, impara ad ordinare un caffè per niente “virile” come il Skynni Mocha cafè da portargli ,lo difende da una brutta aggressione omofoba, lo protegge ferocemente contro tutto (e tutti) quello che può (possono) ferirlo…. Alla fine ammette in tutta sincerità con se stesso (ed un passo alla volta con il resto del mondo)

 Sono gay fatto e finito

Di Liam mi è piaciuta la simpatia, il coraggio, ogni virgola e pensiero, e nemmeno a dirlo anche i momenti di assoluta vulnerabilità che ci mostra.

Innamoratissima di Jay (James), che nella mia testa un perfetto mix tra Jack McFarland e Enfisem di madeinsud. Adorabilissimo nei suoi momenti di reginetta del melodramma, con la sua diarrea verbale, con i suoi trucchi e il suo gusto per la moda (tranne quella volta con i pantaloni scozzesi rossi ^___^), con il suo meraviglioso libero e coraggiosissimo modo di essere!

E’ una storia che con leggerezza ci porta a riflettere sull’ignoranza omofoba che ancora è molto presente nella nostra società. Sottolinea quanto sia confortante l’appoggio della famiglia che ti ama ed accetta così come sei (il mio infinito amore ed affetto alla famiglia di Liam, ognuno dei suoi fratelli splendido, sua madre stupenda ed alla fine suo padre un pizzico si fa perdonare. Così come i parenti di Jay: una meravigliosa accozzaglia di caciaroni, che ad assistere alla loro cena mi son detta che Jay per forza doveva venire fuori così)
E che mette l’accento sul fatto che a volte i primi “serpenti” omofobi ce li ritroviamo in famiglia.

Quello che maggiormente ho amato di questa storia è il messaggio insito nella storia:

«Mamma? Puoi fare una cosa per me? Puoi dire a papà che non è colpa sua? Voglio dire… per quello che sono? Non voglio che papà pensi di aver fatto qualcosa di sbagliato o roba del genere. Sono la stessa persona che sono sempre stato. Non sono… cambiato… in alcun modo. Mi piacciono ancora la birra, la pesca e il football e detesto la salsa sui piselli. E per nessuna ragione al mondo tiferei per la sua squadra di football. Sono sempre lo stesso, con la sola differenza che ho trovato qualcuno da amare adesso, qualcuno che mi fa venire voglia di essere un uomo migliore. Qualcuno a cui aggrapparmi e da proteggere, con cui ridere, a cui voglio bene e con cui posso essere me stesso. Ho trovato la persona che voglio sposare, ma è un uomo. E lo amo dello stesso amore che ho sempre immaginato ci fosse fra voi due. E gli chiederei di sposarmi se potessi. Ma non posso, perché ci sono delle regole. Lo so questo. Però chiedo a te e a papà di rispettare i miei sentimenti.

Secondo il gioco ideato da @anncleire  http://pleaseanotherbook.tumblr.com/ il particolare da non dimenticare: una telefonata durante la Domenica dell’Arrosto

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