Jules Verne Il giro del mondo in 80 giorni

Luglio: fra le voci della Book Challenge

La rocambolesca avventura di Phileas Fogg comincia comodamente nel salottino del suo club: il flemmatico nobile inglese scommette, inaspettatamente, che riuscirà a compiere il giro del mondo in ottanta giorni. In questo viaggio Phileas si fa accompagnare da Passepartout, pasticcione ma risoluto domestico francese assunto il giorno prima della partenza. Attraverso paesaggi da sogno, contrattempi imprevisti e incontri non sempre gradevoli, i due eroi riusciranno a portare a termine la loro missione all’ultimo secondo. Il giro del mondo in 80 giorni è un’avvincente metafora di quanto la tecnologia ha reso piccolo il mondo e messo in contatto popoli di ogni latitudine.

Di cui ho sempre conosciuto a sommi tratti la trama, e del quale ricordo il cartone animato (meravigliosamente riassunto da Stefano Piffer) che trasmettevano a bim bum bam!
Così sono andata alla biblioteca del paesello (accolta da “ohhh è tantissimo che non metti piedi qui, prima venivi molto spesso” …. Tutta colpa del digitale rispondo io) e ritiro una copia del libro.
Comincio a leggere la prima pagina, due volte e subito mi acchiappa lo sconforto e l’idea di mollare e non perdere tempo, meno male che non l’ho fatto!

La storia è nota: il signor Fogg che scommette sulla riuscita del mondo in 80 giorni (imprevisti qualsiasi tutto compreso).
E durante la sua avventura alle calcagna ha l’ispettore Fix che lo tallona credendolo il rapinatore della banca.
Di questo viaggio mi porterò dentro:
– il carattere imperturbabile di mister Fogg, ne l’acqua lo bagna e ne il vento l’asciuga. Per tutto il tempo mi sono chiesta “ma stu cristianu n’ave sangu ne vine?” (ma questo cristiano ne ha sangue nelle vene?). Poi però lo vedevo capace di piccoli immensi atti di coraggio e generosità (come quando ha deciso di salvare Adùa dal rogo, oppure quando si è gettato all’inseguimento dei sioux per salvare Passepartout). La sua stramba fissa per la precisione al millesimo di secondo.
– Passepartout che molte volte mi è sembrato il protagonista più del signor Fogg
– il cazzotto che Fogg da a Fix: dentro di me mi sono alzata e fatto standing ovation
– Il momento più bello, secondo me, quando una volta rientrato credendo di aver perso la scommessa, dopo che veramente aveva sfidato e vinto qualsiasi ostacolo, parla con Adùa e … “mi volete come amica e compagna… come moglie” e lui prima chiude gli occhi e poi una volta riaperti “Vi amo e sono vostro” …. I salti di gioia che ha fatto il mio cuoricino babbano 😍

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