I still haven’t read #8

Allora questo meme io lo scopro grazie a my wife, che a sua volta lo scopre grazie ad una blogger che segue, tale K-Books , io ho la pessima abitudine di mettere in lista questo mondo e quell’altro anche e poi dimenticarmene, perciò approfitto di questo meme :)

Qui trovate il meme.oggi “sul vampiresco con moderazione” ,di my wife.

Ammetto che da un pò ogni volta che “spolvero” la cartella dei libri posteggiati mi da un senso di vergogna cosmica (specie se mi soffermo sulle aggiunte più recenti). Li guardo e riguardo, di alcuni mi chiedo “ma cosa mai c’ho visto?” e di altri mi rispondo “Sei PESSIMA, ancora lì lo lasci questo?” -.-
Ma mettendo da parte il grigio momento di autocommiserazione il libro di cui voglio raccontarvi oggi è….

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L’amore e gli stracci del tempo_ Anilda Ibrahimi

La prima volta che Zlatan vede Ajkuna è rapito dal dondolio delle sue trecce che «si allungano quasi a toccare terra». Non sa ancora che quella bambina diventerà così centrale nella sua vita.
Crescono insieme a Pristina, nella stessa casa, anche se lui è serbo e lei kosovara di etnia albanese. I loro padri, Milos e Besor, condividono la passione per la medicina e per le poesie di Charles Simic. Le loro madri, Slavica e Donika, litigano su come fare le conserve di peperoni e sui particolari di certe ballate, patrimonio comune dei popoli dei Balcani.
Ma il Kosovo, in cui per secoli questi popoli hanno convissuto, alla fine degli anni Novanta sanguina. Ed è l’ennesima ferita al cuore dell’Europa balcanica.
Tra i botti di Capodanno e gli spari della guerriglia, Ajkuna e Zlatan si promettono amore eterno «come solo due ragazzi possono promettersi».
La Storia però li separa: militare di leva lui, profuga lei.
Ajkuna si ritrova in Svizzera, dove partorisce Sarah. Zlatan finisce in Italia, dove incontra Ines. Una ragazza minuta, con i capelli lisci che le cadono sulle spalle. Proprio come Ajkuna.
In un montaggio alternato, il romanzo segue le vite dei due protagonisti, il loro rincorrersi e sfiorarsi, e forse perdersi. Lungo il cammino, in una babele arruffata di lingue, Zlatan e Ajkuna incroceranno una piccola folla di personaggi intensi, veri, col loro bagaglio di storie al seguito.
Anilda Ibrahimi ci racconta, con la sua leggerezza, con la sua scrittura cruda e poetica, una vicenda struggente, di sentimenti forti, senza essere sentimentale. Ci porta di nuovo a un passo da qui, stavolta nel Kosovo, per farci scoprire un mondo e la sua repentina distruzione. Rintracciando però quel filo che continua a legare vecchio e nuovo, passato e futuro, in un flusso ininterrotto di vita

La motivazione per il quale allora scelsi il libro per leggerlo? Il titolo!
Mi piace ancora oggi leggerlo ed assaporarne il suono, il senso di dolce e malinconica poesia che mi da,mi fa venire voglia di andare a rivedere tutte le vecchie foto che ho conservate, di rileggere qualche pagina dei miei vecchi diari. MI piace  il pensiero che anche se il tempo passa feroce qualcosa, anche solo un misero straccio, resta!
Solo in un secondo tempo ne ho letto la trama e mi sono lasciata catturare dalla curiosità di leggerlo ed entrare così nella vita di Zlatan e Ajkuna. (Ora potete comprendere il mio senso di vergogna cosmica -.-)

Ci si legge amici :**

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