L.A. Witt Tra finzione e realtà (Wrench Wars #3)

Novella disimpegnata perfetta sotto l’ombrellone, meglio se accompagnata da una granita 😉

35222397Grazie alla partecipazione al popolare reality show Wrench Wars, l’officina di Reggie fa finalmente affari d’oro. Al proprietario il successo sembra un buon compromesso tra i conti correnti in attivo e i salti mortali imposti dal network.
Wes, uno dei produttori di più basso livello dello show, ha l’incarico di proporre a Reggie un nuovo spin-off. Il bel meccanico lo tiene sulle spine già nei giorni normali, ma stavolta Wes ha in mano delle carte che non può scoprire. I dirigenti gli stanno con il fiato sul collo e pretendono che presenti a Reggie uno show che l’uomo non accetterà mai di fare, anche se un rifiuto metterebbe a rischio la sua partecipazione al programma già in corso.
La rete è certa che Reggie rifiuterà di firmare. Ma nessuno si aspetta che il messaggero si innamori dell’uomo di cui i capi stanno cercando di sbarazzarsi.

Proseguono le avventure degli “assi dei motori” e questa volta il protagonista è Reggie, il capo dell’officina che nel reality, pur sottostando alle “stronzate” dello show, è uno che comanda!
Perché la sua officina è forte, ed anche perché lui piace un sacco, soprattutto al donne che seguono lo show.

Perciò i produttori, al quale lui sta simpatico come uno stuzzicadenti piantato sulla coscia, cercano di fare fuori lui e la sua officina, usando una clausola del contratto. E chi va in missione? Wes, uno dei produttori minori. Wes più che squalo del mondo televisivo m’è parso un gattino che cerca di darsi un contegno arruffando leggermente il pelo, ma non ce la fa perché è una brava persona!
In più fra i due c’è una forte attrazione, che tutti e due nascondono l’un l’altro. Un segreto che non rimarrà nascosto a lungo, comunque 😉

In sette capitoli: botta&risposta con il Network ,riuscirà Reggie ad uscirne vincitore? + Reggie&Wes, e questa cosa che

…Non era amore, a ogni modo. Nemmeno infatuazione. Se era qualcosa, era forse poco più che semplice desiderio esaltato.
Ma tra di loro c’era qualcosa. Qualcosa che per crescere aveva bisogno di più….

Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) il secondo bacio 🙂

Anteprima Recensione C.S. Pacat Il Principe Prigioniero (Captive Prince #1)

35486108Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere. Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all’interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa. Per il giovane condottiero, a quel punto, vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo…

Una lettura sicuramente ipnotica, appena si inizia è impossibile fermarsi, e non essere presi pienamente dal bisogno di sapere come Damen riuscirà a cavarsela fra: tradimenti,intrighi di palazzo,giochi politici,decadenza e quei tocchi di violenza e sesso molto …. Telefilmici. Mi viene in mente di citare il “trono di spade”, del quale io non ho finito di vedere la prima stagione perché….. sono solo fatti miei (cit.) 😉
E comunque mi piaceva vederlo, perciò prima o poi lo recupererò!

L’ambientazione, tutto ostentazione ed artificiosità. Tutta chiacchiere e ipocrisie,il veleno della cattiveria ben nascosto da un sapiente “trucco&parrucco” (impressionante Nicaise), ci dirà Damen che ad Akielos è tutto molto più sincero e senza fronzoli!

I personaggi sono molto molto ben caratterizzati.
Ho provato affetto ed empatia per Damen, mi sono ritrovata a incoraggiarlo a non arrendersi, a lottare, a non lasciarsi mettere sotto, a prendere a calci in culo i “malvagi”. Infondo lui è il principe tradito dal suo stesso sangue, quello che si deve arrangiare a sopravvivere nella fossa dei leoni, è coraggioso e audace, senza peli sulla lingua, orgoglioso,il mio momento preferito è quando “contratta” non per se stesso ma …non ve lo dico che sennò scatta lo spoiler!
E di contro tutte le volte che Laurent partecipava alla scena sentivo il bisogno di corcarlo di ceffoni

(Tipo Joffrey in #GOT per l’appunto)

E più di una volta mi sono ritrovata ad esclamare durante la lettura “Dio lo odio proprio!!!” Bello come un angelo e infingardo, fetente, subdolo, bastardo…. Secondo me la sua personalità è racchiusa in questi versi di malafemmena

 doce comm”o zzuccaro…
peró ‘sta faccia d’angelo, te serve pe’ ‘nganná!

Eppure arrivata al finale di questo primo capitolo mi ritrovo a sperare che niente gli succeda. Perchè se c’è una cosa che ho capito man mano che leggevo è che l’apparenza non è quel che sembra, e comunque non tutto è oro e quel che luccica e altre banalità del genere ….

Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) l’appartamento privato di Laurent

Deidre Knight Butterfly Tattoo

Uno dei brani che di sicuro mi segno per questo libro è

(lo sto ascoltando ora che provo a scrivere il mio pensiero, e lo trovo azzeccato, giusto!

35271374Proprio quando l’oscurità sembra ormai perenne, il destino riporta la luce.
Michael Warner è scivolato in una sorta di intorpidimento mentale da quando il suo compagno è stato ucciso da un autista ubriaco. Con l’avvicinarsi dell’anniversario dell’incidente, la sua sofferenza diventa sempre più soffocante. Eppure deve riuscire a trovare una via d’uscita dal labirinto di dolore e di segreti così da riprendere a vivere per la loro giovane figlia, che lotta contro il senso di colpa per essere sopravvissuta allo schianto.
Dall’oscurità giunge una voce, un’ancora di salvezza che non si sarebbe mai aspettato di trovare: Rebecca O’Neill, produttrice esecutiva dello studio cinematografico nel quale Michael lavora come elettricista.
Rebecca, un’ex celebrità rimasta ferita in seguito all’attacco di un fan pazzo, si è ritirata dalle scene, certa che nessuno potrà mai guardare oltre il suo aspetto sfigurato. La scintilla tra lei e Michael giunge inattesa, così come il legame quasi mistico con la figlia.
Per la prima volta, tutti e tre si trovano costretti a esaminare le loro cicatrici alla luce dell’amore. Ma fidarsi è difficile, soprattutto quando non sei sicuro a cosa credere quando ti guardi allo specchio. Alle cicatrici? O alla verità?

Leggere questo libro è stato tutto quello che mi aspettavo e molto molto di più! Uno di quei libri che va tenuto sul comodino e riletto a periodo perché ci sarà sempre una sfumatura che prima non si era notata, ci sarà sempre qualcosa che smuoverà il cuore leggendo….. 

È la storia di Michael che si ritrova a vivere il doloroso lutto di aver perso il suo compagno, l’amore della sua vita. E che ogni giorno cerca di arrancare per la figlia, che insieme ad Alex ha avuto, Andrea.
È anche la storia di Andrea che così piccola deve fare i conti con il “senso di colpa del sopravvissuto”.
Ed è anche la storia di Rebecca che conosce le cicatrici che lascia la follia della mente umana. La forza di una donna che lotta per affrontare a testa alta il mondo, nonostante le sue paure e insicurezze, nonostante i suoi sogni spezzati!

Tre storie che s’intrecciano, tre anime che si salvano l’un l’altra. Molto più della storia d’amore che nasce tra Rebecca&Michael, c’è speranza e rinascita,guarigione e seconde possibilità…..
Fra i miei passaggi preferiti:

«Regola dei cinque secondi.» Ride un po’ troppo allegramente, cercando di abbattere il muro improvviso di disagio che si è creato tra noi. Ma non ho ben capito la battuta, così me la spiega: «È una cosa da genitori. Con i bambini piccoli, quasi tutto finisce sul pavimento. Gli dai una spolverata, e glielo riconsegni. L’abbiamo sempre chiamata la regola dei cinque secondi, anche se credo si avvicinino più alla trentina.» Che bel principio sarebbe anche per la vita: se qualcosa finisce male o non ha funzionato, si potrebbe semplicemente dichiarare: “Regola dei cinque secondi!” e ricominciare tutto da capo.

Ho ammirato la forza immensa di Rebecca, questa delicata donna minuta che nonostante tutte le cicatrici fisiche ed emotive riesce ad abbracciare la vita di Michael ed Andrea, riesce a portare la speranza della luce. Ho amato la sua lotta per tornare a vivere anche lei, per accettare l’amore.
Ho amato il momento della verità svelata, che il primo pensiero che ho concepito leggendo quella scena è stato “davvero la verità rende liberi”!
E sono stata molto orgogliosa di Michael, di come ha saputo rialzarsi e rimettere a posto i suoi casini.  Ho sofferto anche io la morte di Alex, leggendolo attraverso i ricordi di chi lo amava so che mi sarebbe piaciuto conoscerlo.
Bellissimi anche i personaggi secondari che hanno arricchito un quadro già bello di suo!

Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) sicuramente Malibu 🙂

Anna Martin Cinque volte in cui il mio migliore amico mi ha baciato: e quella volta che l’ho baciato prima io

35301066Quando capisci che vuoi sposare il tuo migliore amico all’età di sei anni la tua vita dovrebbe prendere una direzione ben precisa, vero? Ma forse no.
Da bambino, Evan King pensava che Scott Sparrow fosse la persona più incredibile che potesse esistere. A diciassette anni quella cotta si fa più intensa, e niente è più così semplice come prima. Scott sembra più interessato al football e alle ragazze che a giocare ai supereroi, e Evan concentra le sue energie per entrare alla scuola d’arte. Un bacio dato a tarda notte dopo qualche bicchiere di troppo è qualcosa che si dovrebbe dimenticare subito, non ossessionare per i dieci anni successivi.
Quando la vita improvvisamente li fa incontrare di nuovo, la passione di Evan nei confronti di Scott si riaccende, dimostrandogli che a volte la vita fa un giro davvero strano per completare il suo corso.

Io ad Anna Martin voglio bene, fa parte della mia lista di autrici che leggo sulla fiducia. Però questa volta non è che mi ha convinta, a tratti lo ammetto è stata una faticata. Resta comunque una di quelle storie che raggiunge le tre stelle nella mia classifica personale. Una lettura che consiglio da portarsi sotto l’ombrellone 🙂

Quindi ecco quello che mi è piaciuto della storia:
la voce narrante di Evan, di lui è facilissimo innamorarsi. Artista (adoro il suo lavoro, sapessi disegnare anche io sarebbe il lavoro dei miei sogni!), sensibile e dolce, e un po simpatico. Segni particolari: Innamorato da sempre del suo migliore amico.
Scott è uno di quei personaggi che classifico alla voce “Boh…”. Di natura piacione, forse un po paraculo? Secondo me quella volta in cui Evan gli ha dato il due di picche?

«Non sarò il ragazzo con cui sperimenterai,» rispose secco Evan. «Se vuoi farlo, vai in un locale gay. Scopa, vai su internet e trova qualcuno. Non voglio rovinare la mia relazione e la nostra amicizia solo perché tu sei confuso.»
«Io non sono confuso.»
«Ah no?» chiese Evan. «Davvero? Quindi andrai a casa e dirai a tua madre che ti stai interrogando sulla tua sessualità?» Scott sbiancò a quelle parole, quasi rifiutando quella sfida.

Ha fatto proprio bene!
Nel complesso Scott alla fine mi è piaciuto perché Evan lo ama.

É una storia di migliori amici che si evolve ad amore, e io amo queste cose. E il mio capitolo preferito delle “5 volte in cui..” è la prima volta, un tocco di tenerezza e ingenuità che fa bene al cuore!  Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire) una scatolina di velluto blu sul comodino 🙂

Random #18

Ciao bellissimi 🙂
buon pomeriggio e buona merenda.

Sogni di merende porno (desideri folli se penso ai flauti del mulino, ma sia messo agli atti che non ne sto mangiando e resto con frustrazione …. Non so quando ancora quanto resisterò. Comunque mi sono appena scofanata un piattone d’insalata di riso a merenda, so che ci tenevate a saperlo)
Mi siedo al pc e faccio il punto di questa metà di giugno, di quel poco che ho concluso fin qui (troppo poco devo ammettere 😅)

Telefilm: breve premessa, al momento sto in fissa da morire a cercare robe con protagonisti agenti FBI, militari, e robe così ….Perché si!
24
è stata una maratona intensa (l’ho fatta insieme alla mia mamma e lei quando si mette in testa di vedere un tf quasi non dorme la notte. Se non fosse stato per lei magari ci sarei stata qualche giorno in più a finire. Mi sono innamorata di Jack Bauer, nonostante le prime puntate non mi avessero preso troppo. Un personaggio a cui è impossibile non voler bene, così forte e deciso, così ricco di sfumature, e povero lui mai un attimo di pace emotiva. Una stagione più bella dell’altra, nonostante il finale definitivo mi abbia lasciata triste per lui.
Altro personaggio che resterà nel mio cuore per sempre è Chloe O’ Brian, all’inizio la guardavo e pensavo soltanto “questa è una psicopatica” per il suo atteggiamento, e poi puntata dopo puntata mi sono accorta di amarla moltissimo!
Adesso ho iniziato Homeland, però alla quarta puntata ancora non so se mi piace, in genere questo è un incentivo a mollare.
Ho preso visione delle prima puntate di The Agency, e questa dopo 4 puntate mi sa che la mollo perchè non mi sconfinfera, a meno che non la lascio andare tanto per sentire chiacchierare mentre casalingheggio in cucina. E consiglio fresco da masha.gif: Alias (che ho messo già in download e che conto di iniziare in serata)

Musica: ho recuperato la puntata di “sentieri notturni” del 07/06, dedicata al respiro.
Nella lista “ascolta poi” fra le altre cose ho messo: Rufus Wainwright – Across The Universe, John Coltrane – Too Young To Go Steady, e Ludovico Einaudi – elements (special edition)
A proposito di musica ho appena trovato il video del mese per me: Ingrid Michaelson – Celebrate Feat. AJR 

Cosa ho letto, e consiglio caldamente? Santino Hassell Sutphin Boulevard (Five Boroughs #1),Keira Andrews Una nuova vita (Gay Amish Romance #2), Marie Sexton Il canto di Oestend (Oestend #1),
Sto leggendo:

«Lasciami stare, cretino,» rise Evan. Spinse via l’amico, ma poi gli diede un colpo sul braccio per fargli capire che non se l’era presa. «Riuscirò a convincerti a fare il provino quest’anno?» chiese Scott. Girarono l’angolo e si fermarono ai piedi della scala principale della scuola. Ecco come si allenava Evan: quattro rampe tutte le mattine verso l’aula di coordinamento. Non che non fosse in forma. Tutt’altro. «No, non voglio giocare per una squadra,» rispose. Fece scivolare il braccio sotto l’altra spallina dello zaino e se lo mise bene sulle spalle. «Sei bravo, comunque,» si lamentò Scott. «E insieme siamo una forza.» Anna Martin _Cinque volte in cui il mio migliore amico mi ha baciato 

E sul mio taccuino letture fra le ultime voci ho segnato :
“Butterfly Tattoo” di Deidre Knight in uscita il 9 Giugno {spero sia una di quelle letture catartiche che mi rivolta come un calzino, ne ho bisogno!}
20 giugno Tra finzione e realtà, di LA Witt Serie Wrench Wars – Gli assi dei motori
30 giugno C.S. Pacat Il Principe Prigioniero Serie “Captive Prince” Vol. 1{ a proposito sta andando in onda un blogtour+ giveaway, e qui la seconda tappa}
4 luglio Smuovere le acque, di Marie Sexton Una storia della serie Wrench Wars – Gli assi dei motori
11 luglio Quando si posa la polvere, di Mary Calmes Un libro della serie Tempo al tempo {…. e non finisce qui…}

Bene mi pare di aver detto tutto quello che volevo, vado a prepararmi un te da bere freddo e praticare lo sport del punto croce {mi piace vivere pericolosamente 😎}.
Noi ci si legge alla prossima

Santino Hassell Sutphin Boulevard (Five Boroughs #1)

Per la serie applausi a me che seguo i consigli/ordini/fangirlismi di Iss O Pupaz, e vi invito ad ascoltare lo stuzzichino letto da lei 🙂

35222330Michael Rodriguez e Nunzio Medici sono amici da due decenni. Sono sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda: da quando hanno deciso di fuggire dalle loro famiglie disfunzionali del quartiere della classe operaia di South Jamaica, nel Queens, fino a insegnare in una delle scuole più accessibili alla comunità LGBTQ di Brooklyn. O così credono, finché una notte soffocante passata a ballare li porta a un incontro inaspettato che cambierà per sempre la loro amicizia.
Ora, i tocchi distratti e gli sguardi prolungati trasudano tensione sessuale, e Michael non riesce a dimenticare cosa si prova ad avere addosso le mani del suo migliore amico. Quando i problemi sul lavoro e a casa si accumulano, Michael cerca una costante via di fuga nella naturale intimità e nella sorprendente affinità che lui e Nunzio condividono a letto. Quella soluzione così semplice, però, non è destinata a durare.
Quando il suo mondo comincia a sgretolarsi in un mare di tragedie e complicazioni, Michael sa di dover fare una scelta: rassegnarsi a percorrere la strada verso l’autodistruzione o accettare l’amore dell’uomo che è stato al suo fianco per vent’anni.

Ho adorato TUTTO di questo viaggio,che ve lo dico stare nella testa di Mickey non è una passeggiata di salute manco per scherzo.

Una delle cose che maggiormente mi ha preso è stato lo stile narrativo: crudo, anche un po crudele, sexy (le scene di sesso sono tipo quell’erotico in bianco e nero, le ho adorate!), il modo in cui si vive l’ambiente che circonda i protagonisti (sembra di essere li sui quei luoghi insieme a loro, non la New York tutta bella e turistica, ma quella nascosta, quella ai margini), il linguaggio del protagonista e i suoi intercalare in spagnolo (altra cosa di cui mi sono innamorata è stata la sensazione di “radici” che ho sentito mentre leggevo).

Mickey è un professore di storia, che ha lottato per tirarsi fuori dal ghetto e realizzare qualcosa di diverso da quello che in genere, per stereotipo, ci si aspetta da un latino americano che vive nella Grande Mela. Con una famiglia tristemente incasinata: il fratello Ray che ha tutti sintomi di bimbo viziato, un padre che sta morendo perchè alcolizzato da una vita il suo fegato è andato, la sua mamma morta di cancro da pochi mesi, zie e zio e cugine …. E Nunzio il suo migliore amico, l’unico vero punto della sua vita!

(La loro storia di coppia che si evolve da amicizia a amorosa è principale e secondaria allo stesso tempo secondo me. In fondo non fa altro che sottolineare la fragilità emotiva di Mickey)

Vivremo il suo percorso di spirale verso il fondo del fondo,vedremo la sua incapacità di gestirsi e il suo bisogno di annullarsi per non sentire i suoi pensieri. Mickey di base è uno che tende a scappare nella vita. I temi che si affrontano sono duramente schietti. E sa da una parte mi veniva voglia di sgridarlo, come quelli che gli stavano intorno, preoccupata per lui, dall’altra parte mi sono ritrovata a provare un forte senso di empatia, a piangere per e con lui. Arrivata al finale il mio primo pensiero è stato che comunque per quanto siano dolorose le cadute c’è sempre una possibilità di rialzarsi.

Un altro punto che voglio sottolineare è lo sviluppo dei personaggi secondari a Michey e Nunzio, di ognuno di loro mi ritrovo a desiderare di leggere la storia e di saperne di più. Vi dico che sul finale mi sono fatta una chiara idea su Ray e della ship che ha preso piede nella mia testolina 😉

Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire): il messaggio che Mickey lascia in segreteria a Nunzio 

Anteprima Recensione B.A. Tortuga Congedo assoluto (The Release #2)

35222361In congedo assoluto dalle forze armate dopo che la sua unità è stata attaccata in missione, Eric Tremaine sta cercando di rimettere insieme la sua vita così come i dottori gli hanno ricostruito la gamba ferita. Eric non ha una casa a cui tornare, visto che la sua famiglia in Louisiana lo ha rifiutato, quindi finisce in Texas con il vecchio commilitone Adam Winchester e il suo compagno Sage.
Quando Eric decide che è arrivato il momento di smettere di stare con le mani in mano e piangersi addosso, conosce l’allenatore Troy Daniels, che ha perso entrambe le gambe in un incidente da adolescente. Troy sa come ci si sente quando il tuo corpo sembra un nemico. Dopo un inizio difficile, i due scoprono presto di avere abbastanza cose in comune per costruire un’amicizia, se non di più. Ma far crescere la loro relazione significa scoprire cosa possono offrire l’uno all’altro, e al mondo, prima di essere certi che l’amore che li lega non causerà più dolore che piacere.

Allora parto dal fatto che mi ricordo che il primo libro di questa serie ( Libertà condizionata) mi era piaciuto, una delle tante letture che ho fatto in coppia con la mia Iss O Pupaz. Su questa premessa mi sono lanciata a leggere questo secondo.

Ora non è che non mi è piaciuto, beh più o meno forse …. Gli do tre stelle per il messaggio che mi ha trasmesso: non importa quanto tu sia limitato fisicamente, niente t’impedisce di fare quello che desideri.

L’accoppiata Eric&Troy mi è piaciuta, sono carini e pucciosi ed è stato bello leggerli. Inoltre l’aspetto più fisico della loro relazione secondo me è stato affrontato bene, e quello che mi ha toccato maggiormente è stata la fame di Troy

“Dimmi che cosa ti piace.”
“Toccare. Mi manca il solo toccare, sai? …..Nessuno tocca le persone con handicap.”

Troy è anche un vero e proprio scavezzacollo incosciente! Voglio dire mi piace la sua audacia e la sua intraprendenza nel voler superare i suoi limiti, ma la linea tra audacia/coraggio/forza e coglionaggine stratosferica è sottilissima quanto un filo di capello.
Di Eric mi aspettavo qualcosa di più, più …. spessore? Non so se posso, se è giusto, dire così. Voglio dire la sua situazione viene messa in ombra da dialoghi/situazioni superficiali e “forzatamente” divertenti. L’unico momento in cui ho letto uno scorcio serio di lui è stato all’inizio quando incontra/scontra con Troy.

La situazione di Eric, con il supporto di Troy, ha in se anche un altro messaggio, che mi piace sottolineare, “non importa quanto è stata brutta, finchè c’è vita si può ricominciare ed andare avanti!”, e già solo per questo è una lettura che vi consiglio!

 

Marie Sexton Il canto di Oestend (Oestend #1)

35216322I simboli hanno potere…
Aren Montrell ha sentito parlare degli spettri di Oestend: misteriose creature che sbucano di notte e uccidono chiunque si trovi all’aperto. Non ha mai avuto ragione di credere alle storie, ma dopo aver accettato un posto come contabile al BarChi, un polveroso ranch nella remota prateria di Oestend, Aren impara presto quanto gli spettri siano reali. Di colpo, si ritrova a vivere in una presunta casa infestata, sigilli e generatori sono le sue uniche protezioni contro le creature invisibili della notte. Come se non bastasse, deve fare i conti con una burbera, vecchia signora cieca, “mucche” mai viste prima, oltre al fatto di essere apparentemente diventato lo scapolo più desiderato dei dintorni.
Aren diventa anche l’unico confidente di Deacon, il nerboruto capomastro del BarChi. Deacon dirige il ranch con il pugno di ferro, ed è felice di avere finalmente qualcuno con cui parlare. Mentre la loro relazione si fa sempre più stretta, Aren scopre che c’è molto di più in Deacon e nel BarChi di quanto osasse sospettare. Deacon sembra determinato a negare sia le sue origini sia ogni diritto sul BarChi, ma se Aren vuole sopravvivere ai pericoli di Oestend, dovrà convincere il cowboy a smettere di fuggire dal suo passato e a reclamare finalmente ciò che gli spetta.

Di questa storia m’ incuriosiva la trama, ma di più mi affascinava la copertina. Durante la lettura per un po sono rimasta perplessa e incapace di capire se davvero potesse piacermi oppure no, ero nel limbo della valle del boh. E poi semplicemente ho capito che in qualche modo questa storia mi è molto piaciuta!

Prima di tutto per l’ambientazione: questa terra in “culo al mondo” (passatemi il francesismo), che prima apparteneva al Popolo Antico e poi sono venuti i coloni e se ne sono appropriati con cattiveria pura. (Va là che mi sembra familiare, devo averla studiata anche nei libri di storia…)
Una terra che di notte diventa feroce e urla la sua fame di vendetta a causa dei fantasmi che la abitano. Simboli e canti di un popolo che ormai quasi si è estinto mi hanno parecchio affascinato! 

Aren, la voce narrante della storia, Arriva desolato, umiliato da un passato in cui gli uomini lo hanno sempre sfruttato per il loro piacere, e solo. Stare ad Oestend giorno dopo giorno gli farà prendere coscienza della sua vera forza!  É  anche un’artista, e attraverso il disegno e la pittura lui si sa esprimere fortissimamente! Principalmente il suo percorso è di crescita, ben fatto!
Deacon, il duro e cazzuto cowboy che dirige il ranch. Molte responsabilità, un passato che non vuole accettare,un futuro che è convinto non avere il diritto di avere, leggende in cui non vuole credere, e solitudine da vendere. Poi arriva Aren, e per lui si apre un nuovo cammino. Diventano prima amici e solo in un secondo momento amanti. Il loro rapporto in camera da letto all’inizio per me è stato un Boh forse si forse ni, perchè non capivo Deacon. Tutti i miei dubbi si sono sciolti nel momento in cui lui stesso si racconta.
La loro intesa è sin da subito forte, Deacon si lascia “controllare” , abbandona qualsiasi peso e responsabilità e si mette nelle mani di Aren con fiducia.

Il momento di lui che ho preferito in assoluto, e che quindi diventa  Il mio particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire), è stato quello in cui lotta per proteggere Aren, lotta e sceglie finalmente di credere! 

E poi c’è Olsa la vecchia cuoca cieca, che fa parte del Popolo Antico. Io a lei mi ci sono affezionata sin dalle prime righe. Scorbutica, eccentrica, saggia e buona!
Anche gli altri personaggi secondari che danno colore e spessore a questa storia!

E di Frances che ad un certo punto avrà un ruolo in camera da letto con Aren e Deacon, una benda e mani e caviglie legate, ne vogliamo parlare?  … Basta non aggiungo altro 😉 

 

 

Blog Tour “Butterfly Tattoo” di Deidre Knight! Prima tappa: Estratto

Ciao Bellissimi 🙂
siamo qui riuniti non per sclerare che oggi è lunedì (caffè e tortine di mele per curare il mal di lunedì, grazie 😉 ), non per sottolineare che è l’ultima settimana di maggio e che quindi mancano 209 giorni al natale, non per … Basta kikka smettila di cianciare e di a tutti perché siamo qui! (Che tra l’altro c’è pure il titolo che lo svela perché siamo qui, quindi per favore ….)

Siamo qui per celebrare l’uscita targata Triskell ,il 9 giugno, “butterfly tattoo” di Deidre Knight.
Con un signor blogtour
in 4 tappe:
Prima Tappa: 29 Maggio Testa e Piedi Tra le Pagine dei Libri – estratto
Seconda Tappa: 1 Giugno Io Resto Qui a Leggere – Presentazione dei personaggi
Terza Tappa: 5 Giugno Lo Scrigno delle Letture – Recensione in anteprima.
Quarta Tappa: 9 Giugno Stamberga d’Inchiostro – Intervista con l’autrice

Mi sono incuriosita di questa storia sin da quando ho letto la Trama:
Proprio quando l’oscurità sembra ormai perenne, il destino riporta la luce.
Michael Warner è scivolato in una sorta di intorpidimento mentale da quando il suo compagno è stato ucciso da un autista ubriaco. Con l’avvicinarsi dell’anniversario dell’incidente, la sua sofferenza diventa sempre più soffocante. Eppure deve riuscire a trovare una via d’uscita dal labirinto di dolore e di segreti così da riprendere a vivere per la loro giovane figlia, che lotta contro il senso di colpa per essere sopravvissuta allo schianto.
Dall’oscurità giunge una voce, un’ancora di salvezza che non si sarebbe mai aspettato di trovare: Rebecca O’Neill, produttrice esecutiva dello studio cinematografico nel quale Michael lavora come elettricista.
Rebecca, un’ex celebrità rimasta ferita in seguito all’attacco di un fan pazzo, si è ritirata dalle scene, certa che nessuno potrà mai guardare oltre il suo aspetto sfigurato. La scintilla tra lei e Michael giunge inattesa, così come il legame quasi mistico con la figlia.
Per la prima volta, tutti e tre si trovano costretti a esaminare le loro cicatrici alla luce dell’amore. Ma fidarsi è difficile, soprattutto quando non sei sicuro a cosa credere quando ti guardi allo specchio. Alle cicatrici? O alla verità?

 L’estratto che ho scelto per voi, un passaggio che mi ha colpito:

Ho temuto questo giorno per settimane, forse anche mesi. Ora che è arrivato il momento, però, non sembra avere tutto il potere che temevo avesse. No, è solo un insignificante e ordinario sabato. Afoso e caldo per essere fine maggio, con un sole mattutino velato che mi sta già facendo sudare, ma è strano come tutto sembri assurdamente normale. Normale, se Andrea e io non stessimo andando in macchina da nonna Richardson a far visita alla tomba di famiglia in occasione del primo anniversario della morte di Alex. E se non dovessi rivedere sua sorella, Laurel, per la prima volta da quando lo abbiamo seppellito. È passata molta acqua sotto i nostri ponti da allora, miei e di Laurel, e non è stato piacevole per nessuno dei due.
È strano pensare che era mattina presto, proprio come adesso, quando Alex si è fermato in cucina prima di uscire per andare a lavoro e mi ha detto per l’ultima volta: “Piccolo, ti amo.”
Che cosa l’aveva fatto tornare indietro? Andrea era già in macchina, la borsa già in spalla, e lui si era fermato. Ci dicevamo spesso quelle cose, anche se di solito non quando era già mezzo fuori dalla porta. Voleva tanto che lo sentissi un’ultima volta, voleva che lo sapessi. Per il resto della mia vita, vedrò il sorriso che mi ha rivolto mentre si allontanava.
Chi avrebbe mai pensato che un singolo giorno potesse cambiare tutto così profondamente? È quella cosa della distorsione temporale, come ho detto a Rebecca. A volte è come in quel film, Ricomincio da capo, con me che lo guardo andare via ancora e ancora, solo che c’è un finale diverso ogni volta. Come lo vorrei.
Anche se stiamo tornando nella sua città natale per una triste ricorrenza, sono ancora determinato a rendere la visita speciale per Andie. Ecco perché stiamo prendendo questa strada costiera anche se è leggermente più lunga. È una bella giornata e mi piaceva l’idea che potesse vedere l’oceano per buona parte del viaggio e, anche se lei non è molto loquace, il suo viso si illumina non appena la spiaggia appare a lato della 101. Ha sempre amato l’oceano, sia che si tratti di Santa Cruz o di quello fuori casa di Casey a Malibu. Adora stare in spiaggia, esattamente come lo adorava suo padre.
Non appena raggiungiamo la cima di una piccola collina, figure scure simili a squali appaiono in acqua, un gruppo di loro ondeggia sulle tavole. «Guarda,» indico. «Surfisti.»
«Ma è presto.» Lei arriccia il naso mentre guarda l’orologio del cruscotto. Le sette di un sabato mattina. Non l’orario che sceglierei io per remare nel freddo del Pacifico, strizzato nella mia muta.
«Ehi, sai cosa diceva sempre papà,» le ricordo con un sorriso, e lei termina la frase per me: «Le onde migliori non dormono mai!» Entrambi ridiamo, ricordando, e il mio cuore batte un po’ più veloce alla pura gioia di farla sorridere.

e le mie aspettative si sono ulteriormente alzate…
Dal post dove potete trovare tutte le info per il pre order vi sottolineo questo passaggio “Butterfly Tattoo è un romanzo insolito, e tratta in modo approfondito argomenti come il superamento di un lutto e di un’aggressione, la voglia e il timore di tornare a vivere nonostante il senso di colpa o la paura, la difficoltà di comunicazione con una bambina sopravvissuta alla morte del padre. È un romanzo di narrativa romantica, certo, ma più “complesso” per certi versi”

Bene per il momento questo è tutto. Buon blogtour a tutti, buon lunedì, buon tutto quello che vi pare ….Noi ci si legge 🙂

Keira Andrews Una nuova vita (Gay Amish Romance #2)

Nella puntata precedente: David&Isaac, due ragazzi amish che si scoprono gay, che s’innamorano, che vivono la loro storia peccaminosa. Una storia che culmina nel finale con una scelta

David arrivò con Kaffi al trotto e gettò a Isaac un cappotto e dei guanti. Gli tese la mano, gli occhi scintillanti. «Pronto?»
Ce ne andiamo.
Per un attimo, Isaac avvertì un’intollerabile stretta al petto. Pensò che avrebbe potuto cadere in ginocchio e mettersi a piangere, oppure correre a casa dove sapeva come comportarsi, anche se era in trappola. Invece gettò la gamba oltre la groppa di Kaffi e strinse le braccia attorno al suo David, sentendosi già più caldo.
Il mondo li stava aspettando.

E adesso ….

35061202Sono fuggiti nel mondo esterno, ma riusciranno a essere veramente liberi?
David e Isaac hanno trovato la felicità tra le braccia l’uno dell’altro. Nella lontana San Francisco, Aaron, il fratello di Isaac, li aiuta a esplorare la confusa vita “inglese” e a lasciarsi alle spalle l’opprimente ombra delle loro radici Amish. Per la prima volta, David e Isaac possono essere apertamente gay, eppure si sforzano di riconciliare la loro sessualità con la loro fede. Almeno non devono nascondere la loro relazione, il che dovrebbe rendere tutto più facile. Giusto?
Ma mentre Isaac frequenta la scuola con profitto e si fa nuovi amici, David deve combattere per scendere a patti con la realtà del mondo esterno. Perseguitato dal senso di colpa per aver abbandonato la madre e le sorelle a Zebulon, viene sopraffatto dalla frenesia della città mentre lavora per far crescere la propria impresa di carpenteria.
Anche se finalmente David e Isaac dormono fianco a fianco ogni notte, la paura e l’insicurezza potrebbero allontanarli moltissimo.

Sin dalle prime righe si capisce il netto contrasto tra la piccola e chiusa, in qualche modo anche protetta comunità, ed il mondo esterno. Sono contenta di aver vissuto il punto di vista di David, perchè questo ha dato una prospettiva più corposa dell’immenso cambiamento che i due ragazzi si ritrovano a vivere. Sin da subito si nota come la “distrazione” sia molto più facile, se prima – per esempio – veniva automatico pregare appena svegli adesso è facile dimenticarlo. Il mondo esterno è un mondo di possibilità da esplorare, di cose da fare. Sembra così scontato per noi uscire e andare a comprare il pane, mentre per David&Isaac risulta un’avventura pazzesca.

Mentre Isaac, per quanto magari spaventato, si butta nel mare di possibilità e decide di andare a scuola/di imparare/di vedere che altro può fare oltre al falegname, David invece è molto chiuso in se stesso. Si lacera nei sensi di colpa, incapace di liberarsene. David è incapace di “perdonarsi”.

Aggiungeteci poi che scrivendo a casa le lettere che ricevono dai genitori parlano solo di “peccato, tornate a casa, niente paradiso per i figli disobbedienti…” ecc ecc, il fatto di non poter confidare alla famiglia la vera natura del loro rapporto non è altro che un peso in più sul cuore.

L’autrice si prende il tempo giusto per raccontarci il disagio emotivo di David a vivere nel mondo esterno, il tempo che scorre più velocemente e la sensazione continua di restare indietro, la sconvolgente sensazione di vedere (oltre che saperlo per sentito dire) che al mondo ci sono altri uomini che amano uomini, che si scambiano gesti intimi come un bacio, e che quindi non sono soli e nemmeno anormali…… E poi la mancanza di comunicazione che porta a problemi di coppia. Tutto fino al finale in cui i castelli di carte crollano, e in cui c’è bisogno urgente di ritornare a casa  dalla famiglia. 

Il particolare da non dimenticare (secondo il gioco ideato da @anncleire)
il locale Volume