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Bianca Pitzorno Il sogno della macchina da cucire (Storytel)

Non conoscevo la Pitzorno, ho approfittato quindi di storytel per dare un’occasione a questo titolo che mi ha sempre incuriosita.
E da quando ho iniziato l’avventura audiobook è il primo titolo che ascolto con amore e senza difficoltà, (magari ci sto prendendo l’orecchio per benino 😉 )La voce narrante è quella di una sartina a giornata nell’Italia del primo novecento. Attraverso il suo lavoro, i suoi occhi e le sue orecchie, ci viene raccontato uno spaccato storico sulla condizione delle donne a quel tempo.
Molte libertà di oggi che si danno per scontate e che allora erano inconcepibili. ( e quanta strada ancora c’è da fare …)
La marchesina Ester, La Miss americana, la signorina Gemma (la sua storia, il suo modo pratico di “cavare ragni dal buco”mi ha ricordato due donne che amo moltissimo nella mia vita, e questo me l’ha resa più cara durante l’ascolto), la povera Zita e perfino la malvagia donna Licinia (una vipera degna di uno sceneggiato). Donne diverse tra loro, sia di carattere che di condizione sociale, donne che  lottano
(proprio come fa la sartina che con il suo lavoro a giornata si guadagna un minimo di indipendenza) per emergere in una società dove il maschilismo e il patriarcato sono tutto.
Tutte storie che sembrano lontane nel tempo e che invece ho avuto la forte impressione essere molto attuali.
La sartina ci racconta la forza e il coraggio delle donne, e mentre descrive ambienti/stoffe/punti/la biblioteca circolante/il fatto che se non davi il pranzo ad una lavorante a giornata era grave offesa…Ci prende per mano e ci accompagna in quell’epoca, in quel modo fatto di classi sociali, di signori distinti e di poveri nei vicoli. Io a volte davvero vorrei fare un viaggio vero in quel mondo per vedere e toccare con mano….
Un viaggio delicato, dolce, e dalla fine un tantino malinconica però serena.

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